DELLY.
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Tutta per lui.
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1962. A. Salani Editore, FIRENZE.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
             Fondazione Ezio Galiano onlus
               http:\\www.galiano.it
        ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Reginella, orfana e povera, vive presso la zia, Berta Douvre, che l'ospita ma non l'ama. Ha anche due cugini, Germano orgoglioso e duro come la madre e Carlo, semplice e affabile.  allora che si affaccia l'amore nella vita solitaria di Reginella, dubbiosa tuttavia nel suo innato buon senso che si tratti di un affetto che le dar la vera felicit.
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CHI E' DELLY.
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Delly  uno pseudonimo collettivo adottato dai fratelli Jeanne-Marie (Avignone, 13 settembre 1875, Versailles, 1947) e Frdric Petitjean de la Rosire (Vannes, 1876, Versailles, 1949).
Jeanne-Marie e Frdric erano figlia e figlio di Ernest Petijean, militare di carriera, e di sua moglie Charlotte Gaultier de la Rosire.
Trascorsero la loro infanzia a Vannes, trasferendosi poi a Versailles quando il padre and in pensione.
Marie consacr la propria vita alla scrittura, dando il via a una notevole produzione letteraria, la cui pubblicazione inizi nel 1903 con il romanzo Dans les ruines. Il contributo del fratello Frdric fu fondamentale, oltre che nella scrittura, nell'abile gestione dei contratti di edizione con le varie case editrici. Il ritmo di produzione dei romanzi, ne furono pubblicati pi di uno all'anno fino al 1925, e l'ottimo ricavo delle vendite assicurarono ai due una vita agiata, che per non imped loro di restare nell'ombra, sconosciuti al pubblico e alla critica.
L'identit di Delly, infatti, fu rivelata solo dopo la morte di Marie, nel 1947, due anni prima di quella del fratello.
I romanzi di Delly furono estremamente popolari fra gli anni dieci e gli anni cinquanta del 1900; alcuni di essi si collocano fra i pi grandi successi editoriali dell'epoca. Si tratta quasi sempre di drammi, spesso con divagazioni, in castelli e foschi paesaggi, tra intrighi, complotti, fanciulle candide ed innocenti vittime di congiure o di tradimenti e macchinazioni di amanti o parenti diabolici e cose del genere, molto in linea con il Feuilleton ottocentesco.
Marie e Frdric Petijean lasciarono una parte delle loro ricchezze e tutti i loro manoscritti alla Socit des gens de lettres, per fini assistenziali rivolti agli scrittori malati e in difficolt. Una sala dell'Htel de Massa, sede della Socit des gens de lettres, porta il nome di "Sala Delly".
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Tutta per lui.
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Capitolo 1.
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Insomma, il signor Logaart mi pare un partito insperato per Maria Regina, quasi sprovvista di dote. Ricco, serio, scienziato stimatissimo, non  l'ideale, zia?
La voce solitamente dura della signora Douvre si era addolcita; ella si chinava, con un'espressione di deferenza nella sua fredda fisonomia, verso la vecchia signora seduta davanti a lei nella poltrona pi comoda del salottino, luogo di riunione della famiglia Douvre.
Il viso fine, ma avvizzito, della signora Sauvert esprimeva uno stupore che sembrava togliesse alla vecchia signora l'uso della parola. Guardava con un'aria cos incredula la nipote, che questa sorrise lievemente; ci non valse per a distendere i suoi lineamenti rigidi.
Non  insperato? Che ne dite, zia? chiese di nuovo.
Questa volta la signora Sauvert, che si era riavuta dallo stupore, alz le braccia in atto di protesta.
Insperato! Berta, dite piuttosto che  inconcepibile. Un uomo di trentadue anni, uno scienziato, vale a dire un uomo gi vecchio, per quella incantevole Reginella, che  una bambina?! Una vera bambina, Berta, nonostante la seriet del suo carattere. Sarebbe un delitto. Ma non parlate mica sul serio, eh?
Parlo sul serio, zia, rispose brevemente la signora Douvre.
Infatti, la domanda pareva oziosa., rivolta a quella donna ponderata, misurata anche nei minimi gesti, e dotata, ci voleva poco a capirlo, di una volont inflessibile.
Certo, Maria Regina  molto giovane; ma, come avete detto voi,  molto assennata, sotto il suo aspetto infantile; sar una brava massaia, perch l'ho educata proprio a tal fine, e la credo quasi capace di mandare avanti una casa. E poi, Valerio Logaart ha con s la madre. In quanto a salute, sta benissimo; era una bimbetta gracile, ma si  notevolmente fortificata negli ultimi due anni.
Questo s, non lo nego, Berta. Ma infine ha appena sedici anni, pensateci. Come potr decidersi, povera piccina, a sposare un grande scienziato, probabilmente molto noioso, forse maniaco? E innanzi tutto, come pu questo signor Logaart aver l'idea di prendere per moglie una bambina?
La sposerebbe appunto perch  ancora una bambina, cara zia. Vi dir: Valerio Logaart, il celebre matematico, l'autore notissimo di importanti studi sull'astrologia,  anche un filosofo molto originale, un pensatore profondo. Ha delle teorie tutte sue sull'educazione della donna, sul compito che questa ha nel mondo, e non avendone mai incontrata una che incarnasse pienamente il suo ideale si era rassegnato a restare celibe...
o meglio cercava ancora, non pi la donna perfetta dei suoi sogni, ma una creatura abbastanza giovane, abbastanza mite e fidente da poter dirigere a modo suo, per farne un essere di armonia, secondo la sua espressione.
Ebbene, l'anno scorso egli venne a passare qualche giorno da sua cugina, la signora Reybard, alla Chiusa. Per l'appunto quando arriv, un po' all'improvviso, io ero in visita da lei insieme a Maria Regina. Egli rimase colpito dall'aspetto sano, dolce e serio di mia nipote; gli parve del tutto diversa dal tipo di ragazze moderne che detesta. Interrog sua cugina, e da lei seppe che Maria Regina  una bambina, molto semplice, ingenua...
Ma  intelligentissima, quella bambina! interruppe con vivacit la signora Sauvert.
L'ingenuit non esclude l'intelligenza, zia. Il signor Logaart non sposerebbe una stupida; ma ha bisogno di una pasta malleabile.
E se la far soffrire?
La signora Douvre fece un leggero movimento con le spalle.
Perch vorr completare la sua educazione?
Non vedo come questo fatto possa rendere infelice Maria Regina!
Ma s, Berta, egli pu tiranneggiarla, imporle delle idee contrarie alle sue convinzioni.
Oh, zia, si pu sapere... le convinzioni di una bambina!... disse la signora Douvre con ironia. State tranquilla, Valerio Logaart  un uomo serio, che aspira soltanto a un mondo migliore, pi buono e pi giusto. Vuole, con l'esempio, dimostrare che tra la donna di un tempo, confinata nei doveri materiali, soffocata dalle pratiche religiose e dalle esigenze di una coscienza timorata, e quella di oggi, indipendente, per tre quarti maschile, insaziabile nelle sue pretese, pu esistere una creatura con un perfetto equilibrio dell'anima e del corpo, che sdegna le frivolezze,  sottomessa al marito, capace di pensare e discernere, di comportarsi secondo le regole della pura ragione e di restare la fedele compagna dell'uomo, senza mai cercare di uguagliarsi a lui.
Uhm! Queste teorie avranno poca presa, oggigiorno! Ma non sono nuove, Berta: sono quelle del cristianesimo.
Il signor Logaart sa renderle di attualit, zia; egli sopprime certe cose che, nel cristianesimo, disturbano il libero sviluppo della mentalit femminile. Far di Maria Regina una piccola perfezione.
Non ci avr gran merito;  di gi.
Un lampo di irritazione pass sotto le ciglia bionde della signora Douvre.
Non del tutto, zia, disse con calma.
Vi sono diverse cose da riformare in lei... ci nonostante pare che, cos com', piaccia al signor Logaart.
Ma se l'ha vista soltanto una volta! mormor la signora Sauvert con una leggera spallucciata.
Tanto basta, spesso, a un uomo di mente acuta e riflessiva, per giudicare una donna.
Inoltre, il signor Logaart ha avuto le pi ampie informazioni dalla signora Reybard.
 stata lei, poich lui era ripartito per Parigi. che  venuta a chiederla in sposa.
La signora Sauvert scosse il capo con aria perplessa.
Francamente, mia cara, dare quella bambina a un uomo che avete visto una volta sola...
Se lo avessi visto anche cento volte non ne saprei di pi, probabilmente.  cos difficile capire i caratteri! La signora Reybard, che  innegabilmente una donna seria, lo stima molto.
E la suocera?
Del tutto insignificante, pare. La giovane sposa non avr niente da temere, quanto a questo.
La signora Sauvert appoggi le mani sul manico dell'ombrello e rimase un istante pensosa, gli occhi fissi sul tappeto cinese che copriva il pavimento. Seduta davanti a lei, la signora Douvre la guardava con la coda dell'occhio, rigirandosi lentamente sull'anulare il bellissimo anello che portava.
Ebbene? E Reginella che cosa ne dice? chiese, alla fine la vecchia signora, in tono leggermente stizzito, senza alzare la testa.
Non gliene ho ancora parlato, zia!
Prima di tutto volevo parlare con voi di questo progetto, sentire il vostro parere, chiedervi consiglio, disse la signora Douvre.
Questa volta la vecchia signora rialz la testa. Il suo viso, poco prima rabbuiato, si rischiar improvvisamente.
Avete fatto bene, cara Berta, disse in tono soddisfatto. Sono una persona anziana, e, inoltre, quella bambina mi sta molto a cuore. Tuttavia, non conoscendo il pretendente, mi  difficile pronunziarmi.
Disgraziatamente non posso presentarvelo, perch il signor Logaart risiede a Parigi.
Fisicamente com'?
N bello n brutto. Un uomo bruno, di media statura, dall'aria seria, un po' freddo. Fin dal primo momento s'impone con una intelligenza fuori del comune, che si riflette esteriormente. Nonostante ci, non  affatto pedante, ve lo assicuro.
E la piccina che cosa ha detto di lui dopo la visita alla Chiusa?
Un'espressione di ironico stupore balen negli occhi azzurri della signora Douvre.
Vi dir, cara zia, che non ho l'abitudine di chiederle la sua opinione sulle persone che pu incontrare nel corso delle nostre visite al vicinato, rispose freddamente. Il signor Logaart, da uomo serio, non si  affatto occupato di lei e non ha lasciato capire di essersi accorto della sua presenza, se non quel tanto voluto dalla cortesia. Come dicevate poco fa, Reginella  ancora una bambina, ed  una vera fortuna vedersi presentare cos presto un partito tanto vantaggioso, mentre con ogni probabilit era destinata a fare un modestissimo matrimonio, o a restare zittella.
Macch!  tanto carina!
Va bene; ma la prima cosa, come sapete benissimo,  la dote, e quella di Maria Regina  modestissima. Non bisogna illudersi che possa trovare in seguito un altro Valerio Logaart, cos disinteressato da prenderla anche senza un soldo.
La signora Sauvert rimase per qualche istante in silenzio, guardando verso la porta a vetri oltre la quale si vedeva un viale ben ghiaiato e ombrosissimo. Davanti a una tavola da giardino erano seduti due giovani: il maggiore, biondo, alto e snello, dal viso regolare e freddo come quello della signora Douvre, leggeva una rivista che, all'apparenza, sembrava scientifica; l'altro, pi piccolo di statura, piuttosto grasso, bruno di capelli e di carnagione, stava accomodando il collare di un cane da caccia sdraiato ai suoi piedi.
La vecchia signora si volt verso la signora Douvre e le pos la mano sul braccio.
Sentite, Berta: avevo avuto un' idea... pensavo che uno dei vostri figlioli avrebbe sposato Reginella, che hanno vista bambina, della quale conoscono bene il carattere, tanto buono...
Le palpebre della signora Douvre sbatterono in fretta.
Che idea, zia! disse in tono sorpreso.
Anche ammettendo che i miei figliuoli ci avessero pensato, ma sono certa del contrario, sarebbe una cosa quasi impossibile. Germano, che parte tra otto giorni per il Senegal e molto probabilmente trascorrer la sua giovent nelle colonie, ama troppo la sua indipendenza per pensare al matrimonio fin da ora; in quanto a Carlo, non ha che vent'anni, ed  ancora un ragazzo. Non si pu dunque pensare a lui.
Ma se si piacessero reciprocamente potrebbero attendere, no?
Le dita della signora Douvre ebbero un leggero fremito d'impazienza.
Certo. Ma di qui ad allora, chi pu dire se non cambierebbero idea? A parer mio, questi impegni a lunga scadenza sono pericolosi. E poi, nessuno dei miei figli potr offrire a sua moglie un'agiatezza pari a quella del signor Logaart.
Questo argomento fece un certo effetto alla signora Sauvert, che mormor: S, questo  un punto importante, specialmente con i tempi che corrono. Dopo tutto, una tale differenza di et si riscontra spesso tra due sposi, e la piccola Reginella potrebbe anche essere molto felice con questo serio scienziato, il cui disinteresse depone in suo favore. Porse avete ragione voi, Berta.
Bisogna parlarne alla bambina. A quanto ammonta il patrimonio di questo signore?
Non lo so. La signora Reybard non me lo ha saputo dire, ma si sa che il padre di Valerio Logaart, un industriale di Lione, lasci qualche centinaio di milioni...
Centinaio di milioni! esclam la signora Sauvert congiungendo le mani.
Questo patrimonio venne diviso tra Valerio e sua sorella, e siccome il signor Logaart conduce una vita molto semplice, molto calma,  probabile che la sua parte sia ancora intatta, se pur non  aumentata.
Magnifico! mormor la signora Sauvert in tono convinto. Che fortuna ha quella bambina!... Ed  uno scienziato, un uomo celebre, avete detto, Berta?
S,  un'autorit negli ambienti scientifici. Sicch, credete che possa parlarne a Maria Regina, zia?
Certamente! Non bisogna lasciare sfuggire questa occasione, mia cara. Che cosa ne pensa Teodoro?
Teodoro  del mio parere, zia. Crede che Maria Regina, quasi sprovvista di dote, non trover facilmente marito, e che questa occasione  assolutamente insperata, molto al disopra di quanto ella potesse sognare. Certo, bench sia tanto carina, anzi, quasi bella. Ah! Eccola, mi pare.
Di fondo al viale stava venendo una fanciulla giovanissima, quasi una bambina, modestamente vestita di tela grigia, con un grembiulino di stoffa, scura cinto alla vita. Figurina elegante, ma un po' gracile. Alcuni raggi di sole, riusciti a forare lo spesso fogliame, punteggiavano d'oro i suoi capelli di un bel castano scuro, riuniti in una treccia sulle spalle. Il viso fine, ancora un po' infantile, era tutto illuminato da quella luce calda che ravvivava la freschezza della sua carnagione.
Camminava lentamente, un po' pensosa, con le lunghe ciglia scure abbassate, reggendo con una mano un paniere pieno di frutta e tenendo l'altra infilata nella taschina del grembiule. Il suo passo era cos leggero, che i due giovani non l'avevano avvertito.
Ma il cane si rizz a un tratto e le si slanci incontro, abbaiando allegramente.
Il giovanotto biondo alz la testa; il suo sguardo sfior la fresca apparizione, poi. si abbass di nuovo sulla rivista che teneva in mano. L'altro volse verso la fanciulla un viso allegro di ragazzo sano, felice di vivere; un largo sorriso gli schiuse la bocca, mettendo in mostra una fila di denti smaglianti.
Hai colto la frutta, Reginella? Se tu mi avessi aspettato, in due avremmo fatto pi presto.
Le ciglia scure si erano alzate, mostrando gli occhi della fanciulla: grandi occhi di un grigio vellutato, dolcemente ridenti, nei quali pareva si fosse rifugiata la luce che attraversava qua e l la spessa volta formata dagli ippocastani. La bocca piccola, un po' seria, aveva ora un sorriso infantile che ben
si accordava con la gonnella corta della fanciulla.
Ci credi davvero, Carlo? Io credo invece che sarei ancora ai piedi dell'albero con il paniere vuoto, mentre tu ti divertiresti a imitare lass il pigolo dei passerotti, come facesti l'altro giorno... oppure a mangiare tutte le susine.
Un'allegra risata rison sotto gli alberi.
Mi stai facendo una bella fama di ghiottone, Reginella! L'austero Germano deve fremere di orrore nel sentire enumerare tutte le sciocchezze di suo fratello.
Si volse un poco a guardare il giovane biondo. Questi alz le spalle senza smettere di leggere.
Carlo lo guard con una smorfia ironica, e prosegu, rivolgendosi alla fanciulla che ora accarezzava la testa del cane: No, ti avrei aiutata sul serio questa
volta, Reginella, giacch so anche essere serio quando occorre, diamine!
Uhm! Qualche rara volta, s, disse lei con un sorriso scherzoso ma bisognerebbe che tu lo fossi sempre, Carlo.
Egli fece un gesto di spavento. Sempre!... Sarebbe terribile, Reginella! Sempre serio come...? col dito accennava Germano che continuava, a leggere aggrottando le sopracciglia, infastidito senza dubbio di essere cos disturbato. Sarebbe impossibile, credimi; ne morrei! continu l'altro con un gesto drammatico, brandendo il collare che teneva ancora in mano.
Il cane, credendo fosse un segnale, si rizz sulle zampe. Carlo, sorpreso da quel movimento, fu l l per cadere all'indietro. Ma Reginella, posato in fretta il paniere, aveva afferrato la brava bestia che cominciava ad assalire il padroncino con le sue carezze.
Kilt! Brutta bestia! esclam Carlo un po' arrabbiandosi e un po' ridendo.
Guarda come mi ha ridotto!  colpa tua, Reginella; mi fai scattare, con le tue idee straordinarie! Per punirti mi prender una di queste belle susine.
Tese la mano verso il paniere; ma Reginella se lo riprese lesta lesta e lo nascose dietro la schiena.
Non ti vergogni, Carlo?
No, davvero! Le susine mi piacciono immensamente. Dammene una con le buone, Reginella, sar meglio.
Si era alzato e le girava intorno per raggiungere il paniere che Reginella cercava ancora di sottrargli.
Maria Regina!... chiam una voce breve, dal tono leggermente impaziente.
La fanciulla trasal e il sorriso le scomparve dalle labbra.
Lasciami, tua madre mi chiama, disse in tono serio.
Respinse con dolcezza il braccio che si allungava di nuovo verso il paniere e si avvi di passo svelto verso casa.
Entr nel salottino dove stavano la signora Douvre e sua zia.
La vecchia signora tese le mani verso la fanciulla con un bel sorriso nel suo viso simpatico.
Ecco la nostra piccola primavera! Checosa hai fatto? Che belle susine! Sono vellutate!
 un albero che abbiamo piantato da poco e che soltanto quest'anno ha cominciato a dare parecchi frutti, disse la signora Douvre. Queste susine sono davvero straordinarie.
Che cosa faceva Carlo, laggi, con tutte quelle smorfie?
Si rivolgeva alla fanciulla e il suo tono aveva ripreso la consueta asprezza. Reginella, dopo essersi inchinata per salutare la signora Sauvert, se ne stava l, impettita, seria, quasi un po' rigida.
Voleva mangiare le susine, signora, disse con seriet e io non volevo.
Sciocchezze. Sono dispettucci inutili i tuoi, figliuola. Su, porta via il paniere, accomodalo per bene con delle foglie e mettilo nella carrozza della signora Sauvert.
Nonostante le proteste della vecchia signora, Reginella, dietro un cenno imperioso, si avvi verso la cucina. Poco dopo la signora Sauvert si alz, rifiutando l'invito a pranzo che gli aveva rivolto con insistenza la signora Douvre.
No, cara Berta, non posso, ve lo assicuro. Domani ho degli amici di Angers a desinare, e poich queste cosette eccezionali mi stancano, mi riguardo in precedenza. Inoltre, ho paura dell'umidit della sera per i miei reumatismi. Venite invece tutti voi la settimana prossima a Nemur... e fatemi sapere come si metteranno le cose per Reginella.
Naturalmente, zia; sarete informata per la prima. Ecco mio marito, mi pare.
Un passo un po' pesante faceva scricchiolare la ghiaia che copriva il suolo lungo tutta la casa. Un uomo robusto, dal viso colorito e gioviale, incorniciato da una barba nera a ventaglio, apparve sulla soglia del salottino.
C' la cara zia Celina? disse con la sua vociona rimbombante, levandosi il cappello di paglia sbiadita. Ho avuto una buona idea a tornare a casa pi presto.
Chin un poco l'alta persona e strinse nella larga mano bruna la mano ancor fine e graziosa che la signora gli porgeva.
Come va? Tutto bene, Teodoro?
chiese la signora Sauvert, infilandosi lentamente i guanti di cotone grigio.
Non c' male, non c' male, zia! rispose lui in tono soddisfatto. Avremo un bel raccolto di grano; ma pi che altro le vigne promettono meraviglie! Eh, eh! Sar una buona annata! continu fregandosi allegramente le mani.
Sulla fronte della signora Douvre era apparsa una ruga. Ella stringeva nervosamente le labbra.
Chiss che cosa pu succedere di qui ad allora, Teodoro! disse scotendo la testa. Anche tre anni fa speravi in una buona annata, e tutto fin in un deficit considerevole, di cui risentiamo ancora.
Non era la stessa cosa, Berta! Le vigne non promettevano come questa volta, e il deficit di cui parli...
Guardava sua moglie in quel momento, e ricevette un'occhiata imperiosa, che conteneva un' interdizione formale. Cos interrotto, si volt bruscamente, fingendo di cercare il grosso bastone nodoso che aveva lasciato, entrando, vicino alla porta.
Eccolo l, Teodoro... l vicino a te, disse la signora Sauvert che aveva inforcato gli occhiali per cercare anche lei.
Grazie, zia.  un ottimo randello, preziosissimo quando torno di notte.
La signora Sauvert aveva gi varcato la porta a vetri. La signora Douvre chiam: Germano, Carlo, la zia va via.
I due giovani si alzarono e vennero avanti. La signora Sauvert si chin verso la nipote. Con la sua figura alta e snella, sussurr Germano, deve stare benissimo in divisa. Perch non se l' messa quando  venuto a Nemur?
Un lampo di orgoglio si era acceso nello sguardo della signora Douvre; ma ella fece una leggera spallucciata rispondendo:
A lui non piace mettersi in evidenza; detesta le esteriorit, che invece piacciono a tutti i giovani. Ma la settimana prossima, quando verr a trovarvi, si metter in grande uniforme, zia, ve lo prometto.
La signora Sauvert sorrise con aria soddisfatta, poi tese la mano ai due ragazzi che s'inchinavano davanti a lei: Germano correttissimo, di un'eleganza sobria anche nei minimi gesti; Carlo, un po' sgraziato, salut alla buona, ridendo sempre come per meglio mostrare i denti smaglianti.
Ti senti bene, ora, Germano? chiese la signora Sauvert dando un'occhiata al viso magro e un po' pallido del maggiore dei suoi pronipoti.
Del tutto rimesso, davvero, e pronto a raggiungere la mia sede lontana.
La signora Sauvert fece un gesto di spavento.
Dio mio! Andare laggi, in quei posti selvaggi!... Quando finisce esattamente la tua licenza di convalescenza?
Tra otto giorni, zia. Verr dunque a salutarvi nella prossima settimana.
La vecchia signora scosse la testa.
Caro mio, avresti fatto cento volte meglio a restare tranquillamente in Francia, invece di far richiesta per le colonie. Almeno i tuoi ti avrebbero avuto vicino; mentre in quel tuo orribile Senegal...! Siete davvero coraggiosa, Berta, nel considerare con tanta calma questa prospettiva.
Una leggera contrazione pass sul viso bello e freddo della signora Douvre... ma ella disse tranquillamente: Se non pensassi che alla mia soddisfazione, avrei indotto Germano a scegliere la vita di guarnigione; ma si tratta del suo avvenire. L'avanzamento sar assai pi rapido, e, inoltre, questa era la sua idea da molto tempo.
 strano, ma a me non pare che tu abbia un carattere tanto avventuroso, Germano! disse sorridendo la signora Sauvert.
E tu, Carlo? Hai voglia anche te di andare in colonia?
Carlo scosse vivamente la testa. No davvero!... Preferisco restare qui tranquillamente a sorvegliare le vigne e i raccolti.
Sei un vero campagnolo come me! esclam il signor Douvre, posando una manona sulla spalla del figliuolo minore. Lavoreremo sodo, noi due, mentre Germano andr a cogliere la gloria tra i suoi negri. I Douvre sono sempre stati persone pacifiche, poco amanti delle avventure...
Nello sguardo che egli fissava sul figlio maggiore vi era la stessa orgogliosa soddisfazione che si rifletteva negli occhi di sua moglie.
Cos parlando erano arrivati all'estremit della casa, lungo edificio grigiastro a un solo piano. L si trovava un cortile lastricato sul quale dava la scuderia.
Un servo in zoccoli e grembiule turchino finiva di attaccare un cavallo baio a una carrozza ancora in buono stato, nonostante la sua rispettabile et.
Un cocchiere in berretto gallonato teneva lo sportello aperto, mentre Reginella, quasi infilata dentro il veicolo vi accomodava il paniere di frutta in modo che non disturbasse la vecchia signora. Ella si raddrizz e, voltandosi, and incontro al gruppo che arrivava. In quel vasto cortile soleggiato sembrava ancora pi giovane, pi infantile nella freschezza dei suoi sedici anni.
Davvero, non posso pensare che quella bambina debba sposarsi ora! mormor la signora Sauvert all'orecchio della nipote.
Oh! Si trasformer presto, rispose sullo stesso tono la signora Douvre, avvolgendo con uno sguardo freddo la delicata personcina ferma a qualche passo da lei.
La signora Sauvert si accomiat dai parenti, baci sulla fronte Reginella, ringraziandola di aver sistemato cos bene la frutta, e prese posto in carrozza, aiutata dal corretto Germano al quale il padre e il fratello cedevano volentieri quei doveri di cortesia.
Quando la carrozza fu scomparsa, i Douvre e Reginella tornarono verso casa. La fanciulla, che camminava accanto alla signora Douvre, chiese timidamente: Mi permettete, signora, di andare a prendere notizie di Lina? Ieri si sentiva molto male.
Oggi no di certo. Domani, forse. Per ora hai altro da fare che andare a divertirti laggi. Giuliana ha bisogno di te per sgranare i piselli.
Senza replicare, Reginella si diresse verso la porta di cucina. Carlo, che camminava a fianco della madre aizzando Kilt, le grid con la sua voce cordiale:
Se vuoi posso andare io dal signor Meunier a domandare come sta sua sorella.
Stai calmo, te ne prego, disse seccamente la signora. Douvre. Maria Regina pu benissimo aspettare fino a domani... e anche di pi se  necessario. Non mi piace di vederle frequentare cos spesso quelle ragazze fin troppo devote. Ha gi una spiacevole tendenza a queste cose.
Credi, mamma?  molto devota, s; ma questo non le nuoce; anzi! E le signorine Meunier sono molto simpatiche, molto allegre, specialmente la signorina Simona: una vera chiassona.
La signora Douvre alz leggermente le spalle.
Tu non te ne intendi. Con il carattere di Maria Regina, portato al sogno, certe amicizie sono pericolose.
Carlo scosse la testa con aria poco convinta e, fischiando a Kilt, si allontan nel giardino. Germano torn alla sua lettura. Il signor Douvre, che aveva levato di tasca la pipa, si ferm alla porta del salottino.
Vado a dare un'occhiata alle spalliere; Germano mi ha detto che ne ha viste diverse in pessimo stato.
S, parrebbe; e Germano non parla mai alla leggera. A dirla tra noi, Teodoro, dovresti proprio imitare il tuo figliuolo. Quante volte ti devo ripetere che  inutile far sapere alla zia Sauvert i profitti che possiamo avere?
Io cerco tutte le occasioni per parlare dei nostri oneri, delle gravi spese che dobbiamo sostenere, dell'incertezza dei raccolti, del cattivo stato in cui tuo padre aveva lasciato le terre... e tutto inutilmente, perch poi arrivi tu e con i tuoi discorsi sconsiderati contraddici quello che ho detto.
Il signor Douvre abbass la testa sotto quel rabbuffo. Distrattamente, le sue dita scure, un po' nodose, frugavano nella borsa del tabacco e riempivano la piccola pipa bene annerita.
Non ci ho pensato, Berta. disse in tono conciliante. Lo sai, a me piace dire le cose come stanno, e tutti i tuoi raggiri mi confondono. Ma, forse hai ragione tu;  pi prudente piangere un poco miseria, altrimenti la zia Celina potrebbe trovare che i parenti Changor sono pi interessanti di noi. Le hai parlato di Reginella?
S... va tutto bene.
Non si  offerta di fare una dote alla piccina?
Un sorriso ironico dischiuse le labbra della signora Douvre.
In quanto a questo, non c' pericolo!
Non moller niente prima di morire, puoi esserne certo. L'unica mia preoccupazione era che, data la sua grande simpatia per lei, pensando che fosse difficile maritarla, le venisse in mente di mettere anche lei a parte dell'eredit, a scapito dei nostri figli. Ma se Maria Regina sposa un uomo ricco, la zia non avr
certo l'idea di lasciarle qualcosa per testamento. Mi pare dunque ancor pi necessario che questo matrimonio si faccia, senza parlare dei vantaggi incontestabili di un simile partito.
S, il patrimonio  bello; ma la bambina  molto giovane per quello scienziato, e la sua salute, nonostante le apparenze,  ancora delicata. Abituata a vivere in campagna non so se sopporter bene la vita di Parigi.
La sopporter benissimo. Si  molto irrobustita in questi ultimi tempi. Lo ripeto,  un matrimonio insperato, per lei e per noi.
Tra qualche anno la sua pensione di figlia di ufficiale finir, le rimarr soltanto una somma insignificante e noi dovremo provvedere in parte al suo mantenimento. Inoltre non ambisco che rimanga qui. Se ci fosse soltanto Germano non me ne importerebbe;  troppo serio, troppo desideroso di un avvenire
brillante perch mai gli venga l'idea di sposare una ragazza senza dote, fosse anche cento volte pi bella. Ma Carlo mi preoccuperebbe di pi. Si esalta facilmente, si ostina nelle sue idee, e se tra qualche anno gli saltasse in mente di sposare Maria Regina, dureremmo fatica a fargli cambiare idea. Meglio
dunque prevenire tutte queste noie. Evidentemente, sar tutto pi semplice; ma bisogna che la bambina accetti.
Le dita fini della signora Douvre afferrarono nervosamente una rosa gialla che pendeva un po' appassita contro un muro e la strapp con una certa rudezza.
Bisognerebbe che fosse molto stupida per rifiutare, disse freddamente. Che cosa pretenderebbe dunque, se non gradisse un signor Logaart?
Chiss! Le ragazze hanno le loro idee tutte particolari! Insomma, mettiti d'accordo
con lei, ci non mi riguarda. Questo  affare tuo. Mi auguro che tu riesca, per via della zia Celina. Reginella  davvero un po' pericolosa...
Accese un fiammifero e si allontan nel viale degli ippocastani, mentre la signora Douvre rientrava nel salottino.
Quella sera, sedendosi dopo cena nel suo salottino ammobiliato con un lusso un po' rigido, la signora Sauvert fece scivolare in terra una rivista., e precisamente quella stessa che Germano Douvre stava leggendo nel pomeriggio.
La raccatt, non senza una smorfia di disprezzo.
Quei poveri Robard mi bombardano sempre con i loro libri e giornali terribilmente pesanti; credono che abbia il coraggio di leggere certa roba.. Insomma, per non apparire scortese, sfoglier almeno questa rivista.
Volt qualche pagina, dando un'occhiata qua e l. A un tratto lo sguardo le cadde sulla firma di un articolo.
Valerio Logaart!... Sentiamo che cosa dice. Oh!... Mi ha l'aria di essere terribilmente trascendente.
Volt la pagina e i suoi occhi si fermarono su queste righe:
Penso che l'educazione femminile sia stata fino a ora mal compresa e che sia tempo di porre rimedio a uno stato di cose assolutamente disastroso. La donna non  pi la schiava, la creatura inferiore che l'antico paganesimo pretendeva fare di lei, e non  neppure l'uguale dell'uomo come assicura il moderno
femminismo. E neppure deve essere quella specie di idolo dell'epoca cavalleresca, ispiratrice di poeti ed egida dei prodi. No; la donna ha un compito pi nobile, pi alto, e tuttavia molto pi prosaico. Essa non ; non deve essere l'uguale dell'uomo, ma la sua compagna. Le sue attitudini la portano ai lavori domestici, e ci  voluto il principio degenerante che spira in questo ultimo secolo per persuaderla che ella ha di meglio da fare, che le sono aperte sfere superiori, allo stesso livello dell'uomo. Lamentevole errore dei nostri tempi!
Bisognerebbe, come una lezione vivente all'umanit contemporanea, che un uomo penetrato del triste stato della mente femminile si ergesse a educatore, si dedicasse a formare secondo principi superiori il cervello e il cuore della sua compagna, e, finito il suo compito, la presentasse alla societ moderna dicendo:  Ecco la donna ideale, trasformata da una educazione razionale basata sull'alto ragionamento, la donna perfetta che sprezza le frivolezze, si associa in spirito allo sposo senza mai pretendere di adempiere una missione simile alla sua; e dirige la sua casa con la maestria della donna forte, senza conoscere le puerilit delle credenze religiose, pastoie messe allo sviluppo dell' intelligenza femminile.
Colui che cercher un'anima giovane, ancora malleabile, per divenirne l'iniziatore, avr la fortuna di fondare un focolare stabile, e i suoi discendenti, penetrati degli stessi princpi di raziocinio superiore, di ineluttabile rettitudine, di costumi seri, spargeranno nella societ i germi di una evoluzione
radicale della donna verso la verit, verso la bellezza morale.
Sar l'et dell'oro! Non  femminista, il pretendente di Reginella! Neanch' io, del resto, e riconosco che c' del vero qui dentro.
Per... non mi sembra molto partitante della religione, questo signore... e per lei che  cos devota... Ma spesso parlano come diavoli, e poi in famiglia lasciano fare! La mia bella Reginella lo guider probabilmente per il naso, questo serio scienziato filosofo che si atteggia a educatore della donna! Che c', Leonia?
Queste parole erano rivolte alla cuoca che entrava dopo aver bussato un colpetto che la signora Sauvert, distratta, non aveva udito.
Venivo a chiedere alla signora che cosa vuole domani per pranzo.
Ah,  vero! Bisogna parlarne sul serio. Vediamo. Se poteste trovare un'aragosta, Leonia... dovreste poi cercare di presentarla accomodata con arte; quella che ci serv la moglie del notaro la settimana scorsa era presentata malissimo. Prendete anche una bella pollastra; quella della signora Daussie era straordinaria, e non posso fare meno di lei. In quanto al dolce...
E le delicate ricerche di un pranzo accurato, degno dei pi difficili bongustai, fecero dimenticare la bella Reginella a colei che un giorno le aveva detto, abbracciandola con effusione: Cara piccina, voglio essere per te una consigliera, un'amica, specialmente nel momento in cui si decider il tuo avvenire.
...
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...
Capitolo 2.
...
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...
S, ella le aveva fatto quella promessa ed
era stata sincera. La signora Sauvert era
stata davvero colpita dalla delicata bellezza
della bambina incontrata un giorno nel parlatorio
del collegio Regnard, a Angers, dove
era andata a trovare la nipote di un'amica.
Si era informata, e aveva saputo che si trovava
in presenza di Maria Regina du Helly,
figlia del sottotenente du Helly, pupilla del
signor Douvre che era stato amico del padre.
La signora Douvre aveva messo in collegio
l'orfanella, e siccome non si curava della religione,
aveva scelto un collegio laico, bench
il sottotenente du Helly avesse tenuto fino ad
allora la figliuola in un convento di suore.
La signora Sauvert era buona, di una bont
semplice, simpatica, facile a promettere, come
accade nel bel mondo. Le piaceva, vedere le
persone felici, purch non dovesse privarsi
di niente n scomodarsi minimamente per
giungere a quel risultato. Reginella., con la
sua grazia malinconica di bambina delicata
di salute, con il sorriso un po' stanco delle
labbruzze pallide e lo sguardo carezzevole dei
begli occhi grigi, la commosse infinitamente,
al punto che quando seppe che la bambina,
abituata all'esternato e alle moine della casa
paterna, languiva e si anemizzava tra le mura
del freddo collegio Regnard, propose alla nipote
Berta di prenderla in casa sua, a Neraur,
dove l'aria era ottima e dove la bambina
avrebbe potuto scorrazzare in piena libert,
nel grande giardino.
La signora Douvre aveva ringraziato in
tono compunto la cara zia sempre cos squisitamente
buona. In vista del cambiamento
davvero notevole nella salute della bambina,
aveva gi pensato di toglierla dal collegio e
di tenerla alla Bordire. L'aria della campagna
le avrebbe certamente giovato. Anche
l'aria di Nemur era buona, ma la posizione
elevata procurava alla cittadina un clima invernale
un po' freddo e la lasciava esposta
a tutti i venti. ,
Non vi pare, zia?
S, il clima  certamente meno buono
che alla Bordire; ma la bambina  forse
delicata di petto?
Lo temo; sua madre non era molto robusta
e c' pericolo che le rassomigli. Insomma,
decidete voi come credete meglio. Io
mi rimetto alla vostra esperienza e al vostro
buon senso che tutti apprezziamo.
Tenetela dunque alla Bordire, cara
Berta; credo infatti che l'aria dell'aperta
campagna le sar pi favorevole. Ma mi condurrete
spesso a Nemur quella incantevole
bimba, non  vero?
La signora Douvre aveva promesso, e infatti,
nei primi tempi del suo soggiorno alla
Bordire, Reginella era stata accompagnata
qualche volta in casa della signora Sauvert.
A poco a poco, per, le visite della piccina
erano diradate. Maria Regina si sentiva poco
bene... Maria Regina aveva un compito urgente
da finire per la maestra del paese che
le dava lezione... Maria Regina era stata
trattenuta dalle amiche, le sorelle del notaro...
e quando la signora Sauvert si recava
alla Bordire, accadeva spesso che Reginella
fosse a passeggio oppure incaricata
di una commissione indispensabile al villaggio.
Ci nonostante, la vecchia signora e la bambina
s'incontravano qualche volta e la signora
Sauvert trovava sempre pi simpatica quella
bella creaturina dolcemente sorridente, i cui
occhioni luminosi conservavano ancora un
po' della malinconia che vi era rimasta impressa
dopo la scomparsa del padre, teneramente
amato. Reginella era gentile e premurosa,
ma senza l'affettazione, senza l'adulazione
di cui era circondata solitamente la
ricca signora Sauvert, e quella naturalezza
aveva conquistato la vecchia signora. Ella si
era veramente affezionata a Reginella ed era
disposta a fare qualche cosa per lei.
E Reginella voleva bene alla signora Sauvert.
Le voleva bene come a una cara amica
della quale si conoscono le benevole disposizioni,
che si sa pronta ad ascoltarvi e a comprendervi.
Tuttavia non avrebbe mai pensato
di fare a lei le confidenze che uscivano spontanee
dal suo cuore oppresso quando si trovava
con le sue amiche, la madre e la sorella
maggiore della signora Meunier.
No, mai ella aveva accennato alla signora
Sauvert le molte spine delle quali la sua vita
era cosparsa per colpa della signora Douvre,
quella donna di intelligenza tanto notevole
e di gran cuore sotto il suo aspetto un
po' freddo, un po' fiero: un vero tesoro scoperto
da mio nipote Teodoro!, confidava
volentieri la signora Sauvert alle sue conoscenti.
Quella simpatia quasi platonica era tuttavia
dolce all'orfanella. Le faceva piacere vedere
la vecchia signora, tanto pi che in sua
presenza la zia addolciva un poco i suoi modi
verso la fanciulla. E quella mattina, il giorno
dopo la visita della signora Sauvert alla Bordire,
ella stava pensando con piacere, mentre
rammendava un mucchio di biancheria,
che il gioved seguente sarebbero andati tutti
a passare una giornata a Nemur, come era
stato deciso la sera prima tra la signora Douvre,
suo marito e il figlio maggiore.
La porta del guardaroba venne aperta a
un tratto da una mano decisa.. Reginella sussult
leggermente. Senza aver alzato la testa
sapeva che stava entrando la signora Douvre.
Non c'era da sbagliare quel passo tutto
speciale, sempre calmo, e che tuttavia sembrava
martellare il suolo.
Devo parlarti, Maria Regina, disse
una voce breve.
La fanciulla alz la testa. Il suo viso delicato
esprimeva proprio in quell' istante l'attesa
timorosa dell'uccellino davanti al fucile
del cacciatore puntato su di lui. Reginella
sapeva per esperienza che quel preambolo
prometteva un serio rabbuffo.
Fece l'atto di alzarsi, ma la signora Douvre
la ferm con un gesto.
Puoi restare seduta, disse avvicinando
a s una seggiola di paglia sulla quale
si sedette. Ho da parlarti di cose serie...
serissime, giacch si tratta del tuo avvenire.
Davanti allo sguardo sorpreso di Reginella,
chiese, con la voce fredda di un uomo di affari:
Non hai pensato... non hai mai pensato
che potresti maritarti?
La sorpresa si accentu nei grandi occhi
grigi-
Maritarmi? Non ci ho davvero mai pensato
finora! Sono ancora una bambina.
A sedici anni siamo gi ragazze, disse
in tono perentorio la signora Douvre.
O meglio, bisognerebbe essere... e tu, invece,
continui sempre con le tue bambinate. Ti far
un vestito lungo... e prima di tutto, da domani
ti tirerai su i capelli.
Indicava la lunga treccia che ricadeva sulle
spalle di Reginella e che rendeva il suo
aspetto ancor pi infantile.
Poi cercherai di avere dei gusti pi seri.
Alla tua et non si addice affatto trastullarsi
per delle ore con Kilt, o associarsi ai giuochi
rumorosi di Carlo, e neppure perdere il tempo
in mille sciocchezze con le signorine Meunier.
Tutto va cambiato. Ma veniamo a quello che
ho da dirti. Sai bene che possiedi una piccolissima
somma, oltre la pensione della quale
godi come figlia di ufficiale?
Reginella chin la testa affermativamente.
Quel fatto le era stato ricordato pi di una
volta, allo scopo, probabilmente, di ispirarle
una salutare umilt.
Con cos poco, ti sar quasi impossibile
sposarti... a meno che non si presenti un
uomo assolutamente disinteressato, vero uccello
raro, bisogna convenirne.
Reginella, con le mani incrociate sul lavoro
abbandonato, ascoltava con una muta
interrogazione nello sguardo un po' inquieto.
S, un uccello raro, prosegu tranquillamente
la signora Douvre ma non chimerico;
ne ho avuto la prova ricevendo la
chiesta di matrimonio fattami fare dal signor
Logaart di Maria Regina du Helly.
Gli occhi che guardavano la signora Douvre
esprimevano ora uno stupore indicibile.
Infatti era l'unico sentimento che dominava
in quell' istante l'anima di Reginella.
Il signor Logaart? balbett.
S, Valerio Logaart, cugino della signora
Reybard. Non ricordi di averlo conosciuto
un giorno alla Chiusa?
Per qualche secondo lo sguardo di Reginella
espresse la rapida ricerca che stava facendo
nella sua mente a un tratto sconvolta.
S, ricordo... disse alla fine. Ma
non capisco...
Che lui cos ricco, serio, celebre, scelga
una piccola creatura insignificante come te?.
Non sarai la sola a stupirtene. Ma a uno
scienziato  permesso essere originale. In
conclusione, il fatto esiste: Valerio Logaart
ha pregato sua cugina di chiedere per lui la
tua mano.
Lo stupore di Reginella era a un tratto
svanito. La fanciulla vedeva ora davanti a
s il fatto reale, chiaramente esposto dalla
voce tagliente, dall'accento positivo della signora
Douvre. Uno sconosciuto, del quale le
era rimasto appena un vago ricordo, chiedeva
in matrimonio la piccola Reginella, quella
alla quale pochi giorni prima la signora Douvre
imponeva silenzio con queste parole:
A tavola i bambini non parlano.
Ora ella era pallidissima e le labbra le tremavano
tanto era turbata.
Maritarmi? No, non ancora! disse
in tono spaventato, abbassando un poco la testa
per non incontrare lo sguardo che l'agghiacciava.
Non ci ho ancora pensato.
Questo non  affatto necessario; anzi,
era ragionevole che tu non ci pensassi. A che
cosa avrebbe servito crearsi delle chimere,
come fanno, purtroppo, tante ragazzine della
tua et? Lo vedi, la fortuna ti capita ugualmente.
Il signor Logaart  ricco, ricchissimo,
molto conosciuto nell'ambiente scientifico,
onestissimo e di grande intelligenza.
I lineamenti fini di Reginella si contrassero leggermente.
Ma io non lo conosco! balbett.
La signora Douvre alz le spalle, impaziente.
Sei inesperta della vita, bambina, altrimenti
sapresti che quasi sempre ci sposiamo
senza conoscerci reciprocamente. Questa non
 una valida obiezione. Te lo ripeto, Valerio
Logaart ha le pi serie qualit intellettuali
e morali, e, dal lato finanziario, questo partito
 assolutamente insperato per te.
Non m'importa di essere ricca! disse
la vocina tremante di Reginella.
Un lampo di ironia attravers lo sguardo
della signora Douvre.
Te l'ho pur detto che sei inesperta! Ma
sappi che la ricchezza  il pernio di tutto;
senza quella, ci troviamo impastoiati, imbarazzati,
calpestati. Non c' altro di vero nella
vita, Maria Regina.
Il suo sguardo freddo si era leggermente
animato, riluceva di una specie di bramosia,
di desiderio ardente.
Cosicch tutto si trova riunito per prometterti
la felicit, continu tranquillamente,
facendo vista di non vedere i grandi
occhi angosciati che si alzavano su di lei.
Risponder dunque al signor Logaart...
Che non voglio ancora maritarmi!
proruppe Reginella alzandosi con impeto e
sparpagliando cos tutto intorno gli oggetti
da lavoro.
La signora Douvre aggrott violentemente
le sopracciglia e la sua mano dura afferr la
ragazza.
Queste sono fanciullaggini, disse con
voce gelida. Forse non hai ancora una nozione
esatta della tua condizione! Forse non
ti rendi conto che, finita con la tua maggiore
et la pensione dello Stato, non avrai pi
nemmeno abbastanza da pagare il tuo mantenimento
qui, che pure  assai poco dispendioso
vivendo in comune. D'altra parte non
hai la possibilit di guadagnarti la vita, con
la sola istruzione elementare che hai e senza
alcuna abilit particolare. Toccherebbe dunque
a me provvedere al tuo mantenimento,
e dopo di me ai miei figli, se vogliono risparmiarti
l'umiliazione di andare a mendicare il
pane.
Il viso di Reginella era di fuoco; il braccio
che la signora Douvre stringeva tremava
violentemente; nei grandi occhi grigi bagnati
di lacrime si leggeva il dolore straziante
della cerbiatta ferita, l'angoscia intima
di un'anima delicata, fiera, torturata
dalla rivelazione delle tristi realt della vita.
Per un attimo una certa compassione apparve
negli occhi della signora Douvre e la
sua mano rallent un poco la stretta.
Via, non fare quel viso desolato!
disse con una certa dolcezza. Si  mai
vista una ragazza accogliere cos una chiesta
di matrimonio ottima sotto ogni aspetto?
Che cosa ti spaventa in questa proposta?
La mano di Reginella si contrasse un poco
sulla spalliera di una seggiola.
Sono troppo giovane, disse debolmente
e lui ... cos serio, cos austero!
E poi, la cosa  tanto improvvisa, inattesa...
mormor, rabbrividendo un poco.
Inattesa, te lo concedo, per te come per
me.  davvero l'et del signor Logaart che
ti fa esitare? Ha trentadue anni, non  pi
un giovincello, si sa; ma sar tanto meglio
per te, mettitelo bene in mente, bambina mia.
Tu hai un certo fondo di seriet che egli sapr
coltivare; ti ho addestrata alle faccende
domestiche e sarai presto in condizioni di
dirigere una casa. E poi tua suocera ti dar
i consigli necessari.
Egli... ha la madre? chiese istintivamente
Reginella.
S, un'ottima persona, di salute delicata,
e anche una sorella, molto mondana,
che egli frequenta poco perch  un uomo
casalingo, un lavoratore infaticabile. Ebbene,
tutto questo  veramente tanto spaventoso?
Reginella abbass gli occhi, come se avesse
voluto concentrare tutta l'intensit del suo
pensiero.
No, disse infine con voce cambiata
tutto va bene; ma vorrei riflettere.
Ti do tempo fino a domani, disse freddamente
la signora Douvre.
Reginella congiunse le mani in segno di
protesta.
Domani! Mi ci vorrebbe un anno, due
anni! esclam con paura. Domani! Oh,
no, no! Come volete che...? Non avevo mai
pensato di potermi maritare...
La signora Douvre si alz bruscamente.
Fammi il piacere di non tirar fuori tante
sciocchezze, disse in tono duro. Una ragazza
di buon senso non ha bisogno di lunghi
ragionamenti per sapere quale  il suo dovere.
Domani mi farai sapere se vuoi diventare
la signora Logaart, o se preferisci ricevere
la carit dai miei figliuoli.
Usc dalla guardaroba. Reginella abbandon
le braccia lungo il corpo. Sembrava
che tutto il sangue le si fosse ritirato dalle
guance. Le lunghe ciglia, alzandosi, scoprirono
uno sguardo angosciato, commovente.
Trasognata, senza nemmeno vedere gli oggetti
sparsi intorno a lei, Reginella si diresse
verso la porta a vetri, l'apr e usc in
giardino.
Prese un sentiero che correva lungo alcuni
riquadri di ortaggi. La signora Douvre aveva
fatto mettere dei fiori sul davanti della casa,
ma tutto il resto del vasto giardino della
Bordire era coltivato a orto e frutteto, il
cui ricavato andava a ingrossare i risparmi
fatti per Germano e Carlo, gli unici affetti
della signora Douvre.
Ci nonostante, laggi in fondo, un angolino
era stato risparmiato. Era un folto
boschetto, sempre fiorito durante i mesi estivi,
rifugio preferito degli uccelli, che svelavano
cinguettando la loro presenza. Nei dintorni
cresceva una vegetazione arruffata, rose quasi
selvatiche, grossi papaveri orgogliosi, pratoline
e girasoli, mescolati ai vilucchi e ai
pruni. Quella parte del giardino era stata
la stanza da studio di Germano Douvre, bambino
e adolescente, durante le vacanze, n
la madre n il padre avevano mai avuto l'idea
di prolungare l'orto fin l.
Il boschetto conduceva a una piccola terrazza
ricoperta di musco. L and a rifugiarsi
Reginella. Appoggi le braccia sulla balaustrata
sbrecciata e rimase immobile, gli occhi
fissi sul paesaggio familiare che aveva
sempre contemplato con rinnovato piacere:
le colline ricoperte di vigne soleggiate, i
prati inquadrati di ontani e di quercie, la
Loira, lenta e superba, scintillante sotto i
raggi del sole estivo, increspata dal vento...
e pi vicino, il grazioso villaggio dominato
dal campanile, l'allegro villaggio con i suoi
tetti rossi e i giardinetti fioriti, pieni di luce.
Ma quella mattina Reginella guardava
senza vedere. Quel paesaggio soleggiato le
sembrava un nero caos; la vista le si annebbiava...
e nello stesso tempo nella sua mente
eccitata si precisava il dilemma postole dalla
signora Douvre: o rischiare di rimanere a
carico dei suoi parenti o sposare Valerio Logaart,
uno sconosciuto.
Poco prima, davanti alla sua tutrice, non
aveva finto dicendo di non ricordare il giovanotto
intravisto alla Chiusa. Aveva davvero
dimenticato del tutto quella visita fatta
alla loro vicina di campagna. Ma ora rivedeva
con precisione il viso un po' lungo dai
lineamenti marcati, i capelli tagliati corti che
lasciavano scoperta un'ampia fronte, gli occhi
un po' affondati, penetranti e freddi, che
si erano incontrati con i suoi una volta sola
durante tutta la visita e che le erano sembrati
quelli di un severo professore che scruta
in anticipo un'allieva da esaminare.
Fisonomia intelligente, non si poteva negare.
Reginella, bench priva di esperienza,
lo aveva notato da s prima ancora che la
signora Reybard avesse fatto sapere alla visitatrice
chi era quel suo parente. Molto
compresa, dell' idea della propria inferiorit
intellettuale, idea inculcata e mantenuta con
cura in lei dalla signora Douvre, era stata
assalita da un timoroso rispetto in presenza
di quello scienziato, e si era sentita, pi che
mai bambina davanti a quell'uomo serio, che
le era sembrato in certo qual modo pi maturo
del signor Douvre, il gioviale Teodoro
che la gelida consorte non era riuscita a
trasformare completamente. Uscendo dalla
Chiusa, aveva provato, ora se ne ricordava
bene, una vaga impressione di sollievo.
Eppure era quello l'uomo che le offrivano
di sposare!
S, a un tratto, senza preparazione, lei,
bambina senza esperienza, si trovava posta
di fronte a un obbligo formidabile, specialmente
per un'anima penetrata degli insegnamenti
del cristianesimo, per un cuore semplice,
avido di bene. Quella bimbetta, come
veniva chiamata da alcuni in tono amichevole,
per esempio dal signor Douvre e da
Carlo, da altri con disprezzo, come dalla
signora Douvre, quella bimbetta aveva fissa
nell'anima la nozione del vero scopo della
vita: il dovere da compiere. E in quei momenti
di angoscia uno dei pensieri che le
martellavano la mente era questo:
Sono troppo giovane, troppo poco preparata
per compiere i doveri che dovrei assumere.
Fino ad allora era vissuta senza pensare
all'avvenire; bambina candida e devota,
aveva sopportato con pazienza il giogo della
signora Douvre, le vessazioni con cui quella
la opprimeva, felice, nonostante tutto, quando
poteva godere qualche gioia religiosa o passare
qualche ora in piena libert dalle sue
amiche Meunier, lontana dalle occhiate gelide
della signora Douvre.
Alla Bordire, soltanto Carlo le dimostrava
una vera simpatia, ma sempre rumorosa. Il
signor Douvre, molto esuberante, molto allegro,
era di un' indole troppo diversa per
preoccuparsi di quella ragazzetta insignificante,
dagli occhi pensosi e dai modi calmi;
Germano, il freddo e serio Germano, non
aveva mai dato segno di accorgersi della sua
presenza, pi che di quella di Kilt. Fin da
quando era stato adolescente, aveva intimidito
Reginella, e anche ora ella evitava di
incontrare i suoi occhi azzurri che le ricordavano
quelli della signora Douvre, bench
forse fossero un po' meno duri.
No, la Bordire non era la sua casa,
non lo aveva mai capito cos bene come dall'istante
in cui una voce senza piet le aveva
fatto toccare con mano la sua vera condizione
in quella dimora. L sarebbe sempre stata la
pupilla povera, tenuta per carit, o piuttosto
per orgoglio, perch non si dicesse che
i Douvre la lasciavano mendicare. Sarebbe
sempre stata cos, a meno che...
Si lasci sfuggire un gemito, chinando la
fronte sulla pietra. Era spaventoso quel matrimonio
con uno sconosciuto, quell' ignoto
che le stava dinanzi, e quei doveri ai quali
mai aveva pensato fino ad allora! E aveva
un giorno, un giorno solo per decidere di
tutta la sua vita!
Vorrei morire, mio Dio! balbett disperata.
Intorno a lei ronzavano alcune api; dal
giardino che circondava il boschetto salivano
dolci profumi; il sole cocente inondava la terrazza
e incoronava di raggi i capelli di Reginella.
Era una mattinata incantevole; la vita
ferveva, si effondeva dappertutto sotto il benefico
sole, ma la giovane anima che soffriva
non ne sentiva l'effetto. Rialzando gli occhi
parve a Reginella che tutto intorno a lei fosse
velato di nero, che mai la sua povera mente
sconvolta avrebbe potuto dissipare quelle tenebre.
Le Meunier!... Mi consiglieranno,
mormor a un tratto, con un lampo di speranza
negli occhi.
Scese in fretta dalla terrazza, attravers
il giardino e usc da una porticina aperta
sul sentiero che conduceva al villaggio. In
cinque minuti fu davanti a una grande casa
grigia preceduta da un giardinetto e da un
cancello sul quale si ergevano degli scudi.
Entr da persona pratica del luogo, gir
intorno alla casa ed entr in un salottino
chiaro nel quale tre signore stavano lavorando.
Reginella! Che piacere! esclam una
voce allegra.
Una ragazza alta, e robusta si era alzata
tendendo la mano alla nuova venuta. Ma il
suo viso sorridente cambi subito ed espresse
una certa inquietudine.
Che hai, cara Reginella? Che viso sconvolto!
S; che hai, Reginella? ripeterono le
altre due, colpite dall'espressione desolata
che alterava quel visetto infantile.
Una di loro, una ragazza bruna e fresca,
le fu subito accanto, e afferrandole le mani,
le disse con tenerezza, facendola sedere sul
panchetto dal quale si era alzata:
Vieni, povera cara; vieni a raccontarci
tutto.
La signora Meunier, una simpatica donna
dai capelli grigi, si chin un poco per baciare
la fronte scottante della giovinetta.
Che c', bambina?
Reginella strinse i pugni, e tutto il turbamento
del suo cuore parve concentrarsi negli
occhi, che fiss in quelli della signora Meunier.
C' che la signora Douvre vuole maritarmi, balbett.
Tre esclamazioni di sorpresa le risposero.
Ah! Questa poi! Ma non c' motivo di
desolarsi tanto, Reginella! esclam la ragazza
alta riprendendo per la prima il suo
sangue freddo.
Non parlare come una pazzerella, Simona!
disse seriamente la signora Meunier.
Prima di tutto bisogna sapere chi
ti vuol far sposare la signora Douvre. Chi
, Reginella?
Aveva preso le mani della fanciulla tutta
tremante e l'attirava a s.
Non lo conoscete, signora.  il cugino
della signora Reybard: il signor Valerio Logaart.
Logaart?...  il nome di un celebre matematico.
L'ho visto citato in una rivista
scientifica alla quale mio figlio  abbonato.
Forse  lui. La signora Douvre mi ha
detto che  uno scienziato. Uno scienziato a
me, che non so quasi niente! E ha l'aria di
esser vecchio, severo. Oh, signora, signora,
che cosa devo fare?
Le lacrime trattenute fino a quel momento
scorrevano abbondanti sul viso di Reginella.
Con la testa appoggiata al petto della signora
Meunier, ella raccont allora quello
che era accaduto tra la sua tutrice e lei, e
l'ultimatum posto dalla signora Douvre.
Povera bambina! mormor la signora
Meunier.
Credete che possa costringermi?...
chiese Reginella con voce spezzata.
Legalmente no, ma...
Non ebbe bisogno di completare il suo pensiero:
Reginella aveva capito.
La vita diventer insopportabile,
mormor la poverina rabbrividendo. Gi
mi fa capire chiaramente che la disturbo alla
Bordire. Eppure mi pare di prendere tanto
poco posto!
Questo s, povera cara! disse la ragazza
bruna, che era la maggiore delle signorine
Meunier. Non sei davvero una
pupilla troppo ingombrante.
Per lei, fin troppo. E poi ho paura di
rimanerle a carico. Preferirei trovare un posto
qualsiasi, magari come domestica.
La signora Meunier e le figlie guardarono
con commiserazione la fanciulla che parlava
cos, in tono risoluto.
Evidentemente toglierei un grosso pensiero
alla signora Douvre sposandomi subito,
ed ella far di tutto per indurmi ad accettare
la domanda di questo sconosciuto. Ecco
quel che mi spaventa: uno sconosciuto! Signora,
che cosa devo fare?
La signora Meunier appoggi il mento sulla
mano e rimase per un momento in silenzio.
Mi pare una cosa difficile a risolvere.
cara Reginella, disse alla fine scotendo la
testa con tristezza. Come hai detto prima,
la signora Douvre non ti dar pace. Dimmi,
piccina, ti senti portata per il matrimonio?
Non lo so... non ci ho mai pensato. Se
almeno avessi pi tempo per riflettere!
S, il tempo  poco. Dovresti chiedere
consiglio al signor curato, bambina mia. Sai
almeno se il signor Logaart  cattolico?
Non so niente.
Bisogner che me ne informi. Adesso ti
accompagneremo in chiesa, cara; a quest'ora
troverai certamente il nostro buon curato.
Quando, mezz'ora pi tardi, Reginella usc
di sagrestia dopo aver esposto al vecchio sacerdote
la sua dolorosa preoccupazione, portava
con s, profondamente impresse nella
mente, queste parole che riassumevano l'argomento:
No, non avete la vocazione religiosa.. Voi
stessa dite che, pur ammirando la vostra
amica Lina, non vi sentite portata a imitarla.
Cercate di capire, dinanzi a Dio, se
vi sentite capace di adempiere i doveri, spesso
penosi, che vi attenderanno nel matrimonio;
se siete disposta a dedicarvi senza riserva a
un marito forse sgradevole, a far di tutto
per renderlo felice ed elevarlo verso Dio.
Cos, pronta al sacrificio di voi stessa, soltanto
allora potrete lealmente mettere la vostra
mano nella sua, giacch, in mancanza
dell'affetto che vi  impossibile provare per
questo sconosciuto, avrete almeno la piena
volont di adempiere presso di lui tutti i doveri
di sposa. In nessun caso, per, a costo
di dover sopportare per tutta la vita la dura
dominazione della signora Douvre, in nessun
caso, figlia mia, dovrete mancare di assicurarvi
che la vostra fede e le vostre pratiche
religiose saranno rispettate.
La maggiore delle signorine Meunier l'accompagn
fino alla Bordire. Bench Simona,
la minore, avesse l'et di Reginella, Lina era
l'amica preferita, forse per la seriet di carattere
che si nascondeva sotto la sua apparenza
allegra.
Per qualche minuto le due ragazze camminarono
in silenzio. Lina stringeva teneramente
a s il braccio di Reginella, come per
farle meglio sentire la sua simpatia.
Lina, mi pare di essere molto pi vecchia,
ora! sussurr a un tratto la voce cambiata
di Reginella. Non sono pi la stessa.
S, sono certamente invecchiata!
Volgeva verso l'amica il viso impallidito e
un po' contratto, gli occhi seri nei quali si
rifletteva l'angoscia dell'anima.
Perch ti trovi di fronte a un fatto serio,
a un dubbio doloroso: capire quale sia
il tuo dovere, cara, disse con dolcezza
Lina. Allora l'ansia matura le anime in
un momento, se sono serie e rette. E la tua
 proprio cos, mia piccola amica.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Nonostante la sua et giovanile, Reginella
aveva gi sofferto molto; ma non aveva mai
provato un'angoscia simile a quella che
l'agit durante la fine di quella giornata, e
specialmente la notte, nel silenzio della sua
cameretta.
No, nemmeno il giorno in cui aveva visto
suo padre disteso sul letto di morte, nemmeno
durante i tre anni di collegio nei quali
la sua anima espansiva non aveva trovato da
sfogarsi, nemmeno nelle ore pi penose della
sua vita alla Bordire.
Questa volta si trattava di prendere una
decisione, e questa decisione avrebbe impegnato
tutta la sua esistenza.
Consider tutti i lati del doloroso problema,
pass ore e ore rabbrividendo, cercando
una soluzione, e torn fatalmente
all'ultimatum della signora Douvre: o sposare
Valerio Logaart, o trovarsi esposta alla sprezzante
carit di una tutrice intrattabile.
Se almeno avessi la vocazione religiosa!
pensava, disperata di non poter uscire da
quel dilemma.
No, non l'aveva; una parola del sacerdote
al quale aveva esposto i suoi dubbi glielo
aveva fatto capire.
Voi ammirate la vocazione della vostra
amica Lina, ma desiderate forse di imitarla?
le aveva chiesto.
Ed ella aveva dovuto confessargli che quell'idea
non le era mai venuta.
E neppur quella di un qualsiasi avvenire.
Reginella era rimasta molto infantile, nonostante
la seriet del suo carattere. Alla Bordire
la trattavano come una bambina; la
sua istruzione era stata poco curata, giacch
la signora Douvre aveva trovato sufficienti
per lei le lezioni molto irregolari e
poco interessanti della maestra comunale.
Soltanto in casa Meunier aveva a volte avuto
l'idea fuggevole che forse la sua vita sarebbe
cambiata un giorno, che avrebbe avuto i capelli
grigi come la signora Meunier e avrebbe
dovuto, come lei, sopportare molti dolori. Ma
non si era mai indugiata sul pensiero di un
avvenire che le pareva tanto lontano!
E ora invece esso era imminente, la minacciava,
quell'avvenire spaventoso, voleva attirarla
a s.
E non sapere nemmeno se  cattolico!
mormor, appoggiando la fronte stanca sulle
braccia conserte.
Lei era dolcemente, teneramente devota. La
sua piccola anima pura, molto amorevole, si
era voltata, naturalmente verso la luce divina
che le era stata mostrata quando era piccina.
Da allora, l'ambiente arido del collegio Regnard,
le pastoie messe dalla signora Douvre
alla pratica assidua della sua religione, non
avevano potuto inaridire in Reginella quel bisogno
di preghiera e di amore che elevava in
maniera istintiva il suo cuore verso Dio, come
il fiore si volge verso il sole che lo feconda.
Apparteneva alla schiera di quelle anime
idealmente semplici, di quelle anime infantili
che rapiscono il cuore del Signore.
Ma quella fede che sentiva cos viva, cos
operante in lei, quella vista di Dio che la
sosteneva nella sua vita di sottoposta, spesso
penosa, si sarebbe trovata al sicuro nell'avvenire
che veniva offerto, o meglio imposto
alla sua inesperienza?
Bisogna che egli mi prometta... metter
questa condizione... sussurr.
S'interruppe, spaventata. Che cosa diceva?
Era dunque disposta ad accettare, a
legarsi per sempre?
E l'angoscia ricominci fino al momento in
cui son l'ora di alzarsi. Reginella si vest
in fretta, si bagn con l'acqua fresca gli occhi
cerchiati, formul un'ultima e ardente preghiera
e scese in cucina.
Il latte  gi caldo, signorina, disse
la domestica che stava spazzando.
Grazie, ma stamattina non faccio colazione.
Perch? chiese una voce breve.
Reginella trasal, divenne ancora pi pallida.
La signora Douvre era entrata in cucina.
Non ho fame, signora! mormor la
fanciulla.
Devi sforzarti. Suvvia, bevi subito il
latte e vieni a raggiungermi in salottino.
Di gi! Il viso di Reginella ebbe una rapida
contrazione, le mani le cominciarono a
tremare.
Tuttavia, obbed! Si sforz a bere il latte
che la domestica., colpita dal pallore del suo
viso, le aveva servito subito, su un angolo
della tavola, poi, come una condannata, si
diresse verso il salottino.
La signora Douvre era seduta nella grande
poltrona di cuoio davanti alla scrivania sulla
quale era solita sbrigare la sua corrispondenza.
Volse verso la fanciulla lo sguardo
penetrante cos freddo, cos spietato!,
pens la povera Reginella rabbrividendo.
La notte ti ha portato consiglio, Maria
Regina? Hai deciso secondo il sano raziocinio?
La fanciulla si contorse le mani.
Signora, non c' altro mezzo? Voi volete...
La signora fece un gesto d'impazienza.
Non si tratta di me. Io ti ho fatto conoscere
la tua condizione; decidi tu quello che
preferisci. Evidentemente, se cerchi da me il
consenso per un rifiuto,  inutile insistere:
non lo avrai. Insomma, s o no?
Reginella s'irrigid, batt i denti.
Prima di rispondervi vorrei sapere una
cosa: il signor Logaart  cristiano?
 filosofo spiritualista, vale a dire un
pensatore di alta classe, disse in tono ambiguo
la signora Douvre. Non ti aspettare
dunque di trovare in lui idee simili alle tue.
Ma sarai libera di praticare la religione.
Suvvia, dammi prontamente una risposta.
Scriver subito alla signora Reybard.
Davanti agli occhi di Reginella pass come
una nuvola, la sua mano si aggrapp alla
tavola. In un attimo di tremenda disperazione
ella vide sparire il suo passato di bambina
ed ergersi l'avvenire che una parola sola
stava per rendere ineluttabile.
Via! incalz con impazienza la signora
Douvre.
S, ditele di s, mormor con una povera
voce.
E piano piano, Reginella scivol in terra,
svenuta.
Hai un bel dire, mia cara, questa bambina
non  ancora molto robusta., disse il
signor Douvre uscendo dalla camera dove
aveva portato Reginella priva di sensi.
Sua moglie l'aveva fatta, tornare in s, e
ora la lasciavano riposare, un po' febbricitante,
con i grandi occhi cerchiati da una
notte di insonnia e di ansia.
Svenirsi cos, per un motivo da nulla!
Poich, insomma, maritarsi non  poi una
cosa tanto terribile. Altre al suo posto salterebbero
dalla gioia.
 una stupida, disse seccamente la
signora Douvre. Non c' niente di pi difficile
che educare questi caratteri passivi, sognanti
e sentimentali, sotto calme apparenze.
Credo che la guida del signor Logaart le far
molto bene.
Entravano nella sala da pranzo. Germano
e Carlo, ritti accanto alla finestra, discorrevano,
aspettandoli.
A tavola, ragazzi! esclam allegramente
il signor Douvre. Tu, Carlo, verrai
oggi con me a vedere i campi del Maglio Alto.
Ho in mente una miglioria da fare. A proposito,
Berta, non hai dato loro la notizia?
La signora Douvre continu a versare il
caff nella tazza di Germano; poi, voltandosi
verso il marito, chiese:
E tu ne vuoi, Teodoro?
Egli fece un cenno di diniego e attir a s
una pagnotta di pane della quale cominci a
tagliare delle larghe fette. La signora Douvre
spieg tranquillamente il tovagliolo, se lo
mise sulle ginocchia, poi disse in tono calmo:
Gi, infatti ho una notizia da darvi, ragazzi
miei. Ci sar un piccolo cambiamento
alla Bordire. Maria Regina prende marito.
Un'esclamazione soffocata usc dalle labbra
di Carlo e la fetta di pane che teneva in
mano cadde per terra.
Reginella... si marita! disse con il
tono di un uomo assolutamente sbalordito.
S. Ti stupisce?  un'occasione del tutto
inattesa, perci conveniva non lasciarla sfuggire.
E... con chi? chiese Carlo con il viso
sempre atteggiato al pi profondo stupore.
Con il cugino della signora Reybard,
uno scienziato, ricchissimo.
E vecchio, senza dubbio.
Questa volta aveva parlato Germano. La
comunicazione della madre pareva aver provocato
in lui solo la semplice attenzione che
prestava di solito a notizie insignificanti.
Aveva continuato a imburrare con cura il
suo pane, e ora, rivolgendo quella domanda
in tono indifferente, rompeva con precauzione
il guscio dell'uovo che la domestica gli aveva
portato.
Ma no! Ha trentadue anni.
Per Reginella  vecchio! disse impetuosamente
Carlo, che si era appena riavuto
dallo stupore.
Non dire sciocchezze, ribatt la signora
Douvre alzando le spalle. Certi matrimoni
riescono meglio di quelli che uniscono
due teste matte che non hanno quarantanni
tra tutti e due, come accade spesso.
Insomma, se  contenta lei, tutto va
bene! disse Carlo, mettendo quattro pezzi
di zucchero nella tazza.
La signora Douvre non rispose. Germano
alz la testa; i suoi occhi azzurri si posarono
per un attimo sul viso chiuso della madre e
la sua bocca si schiuse per una domanda. Ma
questa non venne formulata, e il giovane riprese
tranquillamente a far colazione.
Hai gi finito, Carlo? domand la
signora Douvre vedendo il figliuolo bere di
un fiato il contenuto della tazza.
S, non ho pi fame.
La notizia ti ha tolto l'appetito?
chiese il signor Douvre con una bella risata.
 abbastanza straordinaria, per!
rispose Carlo, a sopracciglia aggrottate.
Non ti pare, Germano?
Certo... Maria Regina  troppo giovane
per prender marito.
Intanto si era chinato per raccattare il cucchiaino
che gli era scivolato in terra.
Ecco! Lo vedi, mamma, che anche Germano
 del mio parere! esclam trionfalmente
Carlo. A lui spero non darai di
sciocco!
Lo sguardo della signora Douvre sfior il
viso impassibile del figlio maggiore.
Germano non  ancora in et da avere
l'esperienza della vita che ho io. La seriet
di carattere non pu compensare gli anni. Io
credo che il dominio di un marito molto serio,
molto intelligente, giover moltissimo a
Maria Regina.
Non sono di questo parere! disse
Carlo tra i denti.
Si alz bruscamente e usc dalla sala da
pranzo senza rispondere al padre che gli gridava:
Non dimenticare che dobbiamo andare
al Maglio Alto!
Carlo  insopportabile!... disse la
signora Douvre, il cui viso esprimeva una
vivissima irritazione contenuta. Credeva
forse che quella bambina dovesse rimanere
eternamente la sua compagna di giuochi?
Non credo; ma era logicamente supponibile
che questo avvenimento non si avverasse
tanto presto, disse la voce calma di
Germano.
Si era alzato e scoteva accuratamente la
giacca da casa sulla quale erano rimaste alcune
briciole.
Sono anch'io del tuo parere.  davvero
una cosa insperata! Maria Regina potr dire
che la fortuna le  venuta mentre dormiva.
Germano si volt per prendere la rivista
che aveva posato sulla tavola.
Forse sarebbe stato meglio aspettare,
disse.
Aspettare che cosa?
Che avesse qualche anno di pi.  ancora
una bambina.
La signora Douvre guard con sorpresa il
viso serio del figliuolo.
Ma rifletti, Germano! Bisognava dunque
lasciarsi sfuggire un'occasione unica?
Dimmi tu se conosci molti uomini che prenderebbero
una moglie senza dote, e per giunta
insignificante come Maria Regina?
Non mi pare affatto che sia insignificante,
egli disse freddamente. In quanto
alla dote, certo,  una questione che farebbe
esitare molti... ma non tutti. Insomma,
mamma, se credi in coscienza che Maria Regina
possa essere felice, se la vedi veramente
soddisfatta da questa unione,  evidente che
la differenza di et  una questione secondaria,
dato specialmente il carattere serio
di lei.
Un leggero rossore sal alle guance della
signora Douvre, che si volt per interpellare
duramente la domestica che entrava. Germano
usc dalla porta a vetri che dava sul
giardino e s'inoltr nel viale che conduceva
al boschetto, seguito da Kilt che saltava e
abbaiava.
Poco dopo il signor Douvre, passando da
quel viale per andare in campagna da solo,
giacch Carlo era introvabile, si ferm di
colpo scorgendo per terra la rivista che Germano
aveva portato con s.
Ma guarda! Come ha fatto a non accorgersi
che era caduta! mormor chinandosi
per raccoglierla.  la prima volta, in verit,
che vedo distratto il mio impeccabile
Germano.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Reginella era fidanzata.
La cosa era avvenuta molto semplicemente.
Tre giorni dopo che la signora Douvre aveva
scritto accettando, Valerio Logaart era arrivato
solo da Parigi, poich sua madre, sempre
sofferente, non si era potuta, muovere di
casa. Si era presentato alla Bordire con la
cugina, signora Reybard, era stato ricevuto
dalla signora Douvre, e mezz'ora dopo Reginella,
chiamata dalla domestica, era entrata
in salotto, seria e pallida, con i capelli rialzati
in una grossa crocchia sulla testa e, per
la prima volta, con un vestito lungo.
Mi farai il piacere di non assumere quell'aria
di vittima mandata al supplizio,
aveva detto la signora Douvre quando Reginella,
un po' rimessa dalla commozione e
dallo svenimento che era seguito, era scesa
per accudire come al solito alle faccende domestiche.
Sarebbe una cosa ridicola e molto
spiacevole per noi.
Nelle ore che era rimasta distesa sul letto,
affranta, Reginella aveva riflettuto molto.
Nella sua mente, dapprima confusa, si era
precisata a poco a poco la posizione che era
ormai la sua. Aveva accettato di diventare
la moglie di Valerio Logaart, e ormai non
c'era da tornarci sopra; inutile guardare indietro!
Doveva compiere il suo dovere, per
quanto duro fosse, e accettare se non allegramente
(questo sarebbe stato impossibile),
almeno con calma rassegnazione, il sacrificio
che le era stato, in certo qual modo, imposto.
S, il dovere, ecco qual'era lo scopo della sua
vita, ecco ci che l'avrebbe aiutata a considerare
con minore spavento quella nuova esistenza,
quel legame che stava per unirla a un
estraneo.
Inginocchiata dinanzi al crocifisso, Reginella,
tutta fremente, ma risoluta, fece a Dio
la promessa solenne di dedicarsi tutta a quei
doveri che le parevano tanto gravosi, tanto
spaventosi, povera Reginella!
In tutto quanto non sar contrario alla
tua legge, Signore!...soggiunse con fervore.
Quella preghiera, quell'accettazione tranquilla
del sacrificio, erano il segreto della
fisonomia serena che ella mostr nei giorni
seguenti alla famiglia.
Il grosso Carlo di pessimo umore, contrariamente
al suo carattere, dapprima la guard
senza dir niente, poi le chiese all' improvviso:
Sei davvero contenta, Reginella?
La signora Douvre non c'era e Reginella
si trovava sola nel salottino con il tutore e
i suoi due figli. Ebbe a un tratto la tentazione
di gridare la propria angoscia, di rivelare
la pressione della quale era stata vittima..
Ma a che scopo? Tutti l non vedevano
che per gli occhi della signora Douvre, la
donna impeccabile.
Il matrimonio mi sembra una cosa
troppo seria per considerarla come un divertimento,
rispose.  un dovere grave,
Carlo, e ne sono un po' spaventata.
Non c' da meravigliarsene, alla tua
et!... Non  vero, babbo, che  troppo giovane?
Il signor Douvre, interrotto nella lettura
del giornale, alz le spalle con impazienza.
E che importa? Far presto a invecchiare, stai tranquillo!
Ah, certo, con quel vecchio scienziato
burbero, non ci metter molto! borbott
Carlo.
Non  vecchio, Carlo, disse Reginella,
sforzandosi di sorridere.
S'interruppe. Germano, che stava scrivendo
e pareva non si fosse accorto di lei,
si era alzato e le si avvicinava.
Ti faccio le mie congratulazioni, Maria
Regina, disse con la voce secca e un po' metallica
della madre. Tanti sinceri auguri
per la tua felicit.
I suoi occhi, penetranti come una lama, fissavano
il viso pallido della fanciulla. Parve
a Reginella che le penetrassero sino in fondo
al cuore per scrutarlo nei suoi intimi recessi;
ebbe l'impressione fuggevole di vedere indovinata
la sua segreta angoscia. Ma che cosa
poteva importare al fiero Germano che quell'umile
creatura soffrisse?
Grazie, rispose calma, distogliendo
gli occhi da quello sguardo freddo. Penso
che la felicit sia una cosa molto rara nel
mondo e, lo confesso, non ci faccio grande
assegnamento.
Sei dunque cos sfiduciata della vita?
egli disse seriamente.
Non so! mormor lei, scotendo un
poco la testa.
E and a raggiungere la domestica per aiutarla
a tendere il bucato.
Quella calma, quel sereno coraggio non si
smentirono nemmeno quando Valerio Logaart,
dopo aver pronunziato alcune parole
molto ponderate, molto serie, le infil al dito
l'anello di fidanzamento. Ebbe solo un leggero
sussulto vedendosi in possesso di quel
segno tangibile della sua promessa.
Ud discutere davanti a lei, senza prendervi
parte, la data del matrimonio. Valerio mostrava
di aver molta fretta, come ogni uomo
per il quale ogni momento  prezioso.
Ho da fare per il mese prossimo degli
importanti calcoli per l'Osservatorio, e bisogna
assolutamente che allora la cerimonia
sia gi stata celebrata.
Ebbene, fissiamo fra tre settimane,
disse la signora Douvre. Il corredo non
sar certamente finito, ma mander poi a
Parigi quello che mancher.
Va bene. Fissiamo fra tre settimane.
Vediamo: il ventotto agosto, mercoled. Questa
data va bene? soggiunse, rivolgendosi
a Reginella in tono che significava: Non ci
mancherebbe altro che non fosse cos!.
Oh, certo! ella rispose, cercando di
nascondere il tremito della voce.
Allora, tutto  deciso, concluse la signora
Douvre in tono soddisfatto. Vado
a chiamare mio marito e i miei figli che non
conoscete ancora, signore.
Avvenute le presentazioni e scambiate poche
parole con il padrone di casa, Valerio
Logaart intavol una discussione scientifica
con Germano, il solo in grado di capirlo,
giacch il signor Douvre e Carlo erano molto
pi preoccupati delle loro vigne che della loro
formazione intellettuale.
La signora Douvre discorreva con la signora
Reybard, Reginella fissava in silenzio
il ritratto annerito di una signora Douvre
del tempo passato; il padre e il figlio minore
sbadigliavano dietro la mano, presi da una
voglia pazza di andare a raggiungere i mietitori,
piantando quei sapientoni che discutevano,
calmi entrambi, di un'astrusa questione
matematica.
Ma la signora Douvre era irremovibile; in
quel primo giorno di fidanzamento bisognava
che tutta la famiglia fosse riunita per accogliere
e intrattenere l'ospite. Questa costrizione,
poco conforme al suo carattere, esasper
Carlo, ispirandogli una profonda antipatia
per il futuro marito di Reginella, e
quando Valerio Logaart, dopo cena, ebbe ripreso
insieme con la cugina la via della
Chiusa, egli sussurr all'orecchio della fanciulla:
Senti, ti auguro di divertirti con il tuo
scienziato, povera figliuola! Com' noioso!
Ella cerc di sorridere, ma le lacrime le salirono
agli occhi e si volt un poco per nasconderle,
poich Germano, che tornava dopo
aver accompagnato la signora Reybard e Valerio
fino alla porta, la fissava con uno
sguardo investigatore.
Auff! sbuff il signor Douvre lasciandosi
cadere su una poltrona. Che noia queste
cerimonie! Non sono tutte rose, fidanzare
una pupilla!
Sua moglie gli lanci un'occhiata fulminante.
Egli non se ne accorse e prosegu:
 un uomo dabbene, certo... ma troppo
sapiente... troppo davvero! Senti, Berta,
Germano se la sbrigher come vuole, ma io
ne ho abbastanza, di annoiarmi tutto un pomeriggio
ad ascoltarlo, quantunque parli benissimo,
non lo nego.
Eppure bisogner che tu rimanga con
loro, la sera, dopo cena, disse la signora
Douvre in tono perentorio. Nelle altre ore
potrai dedicarti come al solito alle tue occupazioni...
e cos pure Carlo.
Germano sar dunque la vittima designata,
disse Carlo un po' rasserenato da
questa prospettiva. La cosa ti diverte, mio
caro?
Il giovane fece un gesto d'indifferenza.
Il signor Logaart  un uomo di rara intelligenza;
molto interessante. Tuttavia credo
che le nostre dottrine filosofiche non vadano
d'accordo su certi punti.
Ah! Hai delle dottrine filosofiche, dunque?
chiese Carlo, in tono canzonatore.
Dove le hai racimolate? A Saint-Cyr?
A Saint-Cyr e altrove, rispose brevemente
Germano. Ho sempre avuto l'abitudine
di riflettere molto, in qualsiasi posto
mi sia trovato. Si trova dovunque da studiare
l'umanit.
Strinse la mano al padre e al fratello augurando
la buona notte e si avvicin alla madre.
Questa, aiutata dalla pupilla, stava rimettendo
in ordine la stanza.
Trasal leggermente sentendo sulla spalla
la mano del figlio.
Buona notte, mamma, disse Germano.
Buona notte, caro. Hai trovato un interlocutore
degno di te, oggi, disse, guardando
con orgoglio il viso fine, intelligente
del figlio prediletto.
Molto al disopra di me, vuoi dire. Non
dimenticare che io sono un semplice sottotenente
e che, pur appassionandomi ai diversi
rami della scienza, non ne ho approfondito
alcuno, oltre a quelli necessari alla
mia carriera.
Ma tu capisci tutto, Germano! ella
disse con una luce di orgoglio negli occhi
freddi.
Un poco, s. Ma  evidente che i nostri
colloqui scientifici non sono divertenti per
i non iniziati... come Maria Regina, per
esempio.
La fanciulla stava allontanandosi e non
ud la riflessione di Germano. La signora
Douvre alz le spalle.
 del tutto ignorante, quella figliuola.
Ma suo marito se la sbrigher. Mi pare intelligente
per due.
 uno strano fidanzato, disse Germano
prendendo distrattamente una conchiglia
di sopra il caminetto. Solo di tanto
in tanto sembra si accorga della presenza di
Maria Regina.
La signora Douvre fece una risatina ironica.
Non si atteggia davvero a sentimentale,
questo  certo.  un uomo serio, che va dritto
allo scopo senza perder tempo per la strada.
Del resto, tu hai la stessa tempra di carattere,
Germano, e credo che anche tu agiresti
nella stessa maniera in simile circostanza.
Il giovane pos la conchiglia che aveva esaminato
con attenzione e rispose:
Infatti, non sono molto sentimentale
neppur io, ma mi pare che Valerio Logaart
esageri nel suo contegno di professore che
tiene a distanza l'allieva, o dell'astronomo
che studia una nuova costellazione.
Si allontan e attravers la sala da pranzo.
Reginella rimetteva l'argenteria nel cassetto
della credenza, con quel garbo che le era
abituale. Una lampada posata su un tavolino
rischiarava con la sua luce vacillante il suo
visino pallido.
Vai a letto, Maria Regina! le disse
Germano con il suo solito tono freddo.
Cascavi dal sonno dianzi, dopo pranzo.
Ella si volt e alz su lui i grandi occhi
sorpresi.
Ho ancora da lavare i bicchieri; devo
lasciare in ordine.
Egli contrasse leggermente le sopracciglia.
Fece qualche passo in direzione del corridoio,
poi, voltandosi, disse soltanto:
Buona notte, Maria Regina.
Buona notte, Germano, rispose la
fanciulla.
E la sua voce rivelava un grande stupore.
Il sole di agosto illuminava le colline ricoperte
di vigne e dorava il grano maturo
che la falciatrice non aveva ancora toccato.
Lungo le sue fitte strisce bionde, Reginella
camminava senza fretta, noncurante dei raggi
cocenti dai quali la proteggeva un largo cappello
di paglia. Tornava dalla chiesa dove,
per una strana condiscendenza, la signora
Douvre le aveva permesso di recarsi quella
mattina.
Nei suoi occhi rimaneva un'ultima lacrima.
Giacch ella aveva pianto davanti all'amato
Maestro, al divino Consolatore delle anime.
L'ansia l'aveva di nuovo afferrata all' idea
del prossimo cambiamento cos vicino, dell'addio
da dare alla vita di bambina, per entrare
a un tratto, senza alcuna preparazione,
in quella di sposa. Sola in chiesa, aveva singhiozzato
disperatamente, fino all' istante in
cui una mano si era posata sulla sua spalla
e una voce affettuosa, la voce di Lina Meunier,
le aveva mormorato:
Cara, preghiamo insieme.
Avevano detto il rosario, e a poco a poco
la calma era tornata nell'anima di Reginella;
il suo viso contratto si era disteso, aveva ripreso
la serenit che aveva sempre avuto in
quegli otto giorni di fidanzamento.
Gi otto giorni! Tra quindici, tutto sarebbe
stato compiuto, ella sarebbe la moglie di quel
Valerio cos freddo, cos ponderato, che le
parlava come a una bambina che si ammonisce
con una certa condiscendenza un poco
sprezzante. Ma forse sotto quell'apparenza di
censore egli era buono. Il giorno prima le
aveva detto, vedendola portare la mano alla
testa, tormentata da una dolorosa nevralgia:
Dovresti andare a riposare, Maria Regina;
 inutile che tu lotti pi a lungo contro
questa sofferenza.
Quelle parole, pronunziate con un tono
meno freddo del solito, avevano sollevato un
po' il povero cuore di Reginella. S, forse
sotto quella corazza di scienziato austero
c'era un cuore meno duro di quanto si potesse
pensare. In ogni caso era difficile che
egli potesse essere pi duro della signora
Douvre.
Voglio fare il mio dovere, tutto il mio dovere,
mio Dio! aveva promesso ancora una
volta.
E, risoluta, aveva ripreso la strada della
Bordire, dove avrebbe certamente trovato
Valerio, invitato a colazione dalla signora
Douvre. Germano, finito il periodo di convalescenza,
partiva quel giorno stesso per il
Senegal. Ci sarebbe stata anche la signora
Sauvert, per dare al giovane un addio probabilmente
definitivo, come ella aveva confidato
a Reginella, giacch quei paesi infernali
non rendono facilmente le loro vittime.
Il rumore degli zoccoli di un cavallo che
battevano il suolo secco le fece voltare la testa
all'improvviso. Germano, in uniforme di
fanteria coloniale, veniva dal sentiero, tenendo
il cavallo per la briglia.
Reginella si ferm. Il maggiore dei Douvre
l'aveva sempre trattata un po' come un'estranea,
ed ella provava per lui quel timore,
quella timidezza che le ispirava la signora
Douvre. Le poche testimonianze di fuggevole
simpatia che egli le dava da qualche tempo
non bastavano a vincere quella impressione.
Se lo trov a un tratto vicino, un po' indietro
per via della cavalcatura che doveva
tenere a mano. Come se continuasse una conversazione
incominciata, egli disse tranquillamente:
Il grano  magnifico, quest'anno. Mio
padre  raggiante, laggi, mentre contempla
i suoi covoni.
Indicava con il frustino il punto in cui
stava lavorando la falciatrice sotto la sorveglianza
del signor Douvre.
Anche le vigne promettono bene, osserv
Reginella, tanto per dire qualche cosa.
S, sono splendide. Sei stata dalle tue
amiche Meunier?
No, sono stata in chiesa.
Perch hai pianto? le domand bruscamente.
Ella arross e volt la testa.
Scusami, sono un indiscreto, egli continu
in tono tranquillo. Ma non sembri
una fidanzata felice, Maria Regina.
Le dita tremanti della fanciulla afferrarono
una spiga che sporgeva sul sentiero e
la stritolarono con gesto distratto.
Non si tratta di essere felici, mormor.
La vita  una cosa molto seria.
La seriet non esclude la felicit. Questa
possiamo trovarla nell'adempimento di
un dovere, anche austero... purch venga accettato
liberamente, senza costrizioni.
Reginella abbass la testa; la spiga di
grano frantumata, cadde per terra.
Maria Regina, guardami.
Le aveva posato una mano sul braccio ed
ella dovette fermarsi e metterglisi di fronte
sul sentiero. I terribili occhi azzurri la fissavano,
e, di nuovo, ella si sent penetrata
sino in fondo al cuore.
Rispondimi lealmente: questo matrimonio
ti  stato imposto?
Ella esit un attimo. Ma infine, perch?...
Tanto, Germano non avrebbe mai biasimato
sua madre!
Infatti, s, vi sono stata costretta... almeno
moralmente, rispose, comprimendo
il fremito della voce.
Egli ritir la mano e, in silenzio, riprese
a camminare. Reginella lo seguiva, un po' sorpresa
di quell' interessamento del tutto insolito.
Dovevi rifiutare, disse lui a un tratto,
in tono deciso.
Ella sussult e lo guard con stupore.
Rifiutare? Nessuno era di questo parere,
qui... nemmeno la signora Sauvert, la quale
l'altro giorno mi disse che avrei commesso
una vera pazzia non accettando quel partito,
per me insperato.
Non si tratta di questo, egli disse con
impazienza. Tu sola puoi giudicare se
t'impegni liberamente, se non con entusiasmo,
con Valerio Logaart.
Il rossore che aveva ricoperto poco prima
il viso di Reginella apparve di nuovo. Ella
non rispose, ma le sue spalle trasalirono.
Mi dirai che sono indiscreto, continu
la voce breve di Germano ma ho pi
anni di te, e tutti mi riconoscono un certo
senno superiore alla mia et. Ti confesso che
mi  parso strano vederti, giovane come sei,
quasi ancora una bambina, fidanzarti a uno
sconosciuto, un uomo austero, vecchio di
mente... anche se, devo dirlo, uno degli uomini
pi stimabili che io conosca. Ma ho
avuto l'impressione che vi eri stata costretta.
Non mi ero ingannato, dunque.
Le note chiare di uno stornello lanciato
dalla voce giovanile di un mietitore giungevano
a loro. Nell'aria pura, caldissima, passava
un venticello leggero che curvava le spighe
bionde del grano e sporgeva un odore
penetrante di fiori tagliati. Germano disse a
un tratto, con voce imperiosa:
Non devi accettare, Maria Regina. Assumeresti
per tutta la vita un impegno insostenibile,
specialmente per un carattere come il tuo.
Ormai  deciso, ella rispose con un
gesto stanco.
Ma un amaro rimpianto sorgeva in lei all'idea
che un alleato ignoto le era cos vicino,
senza che ella lo sospettasse. Il potere
di Germano sulla madre avrebbe forse ottenuto
il miracolo di modificare le idee della
signora Douvre relativamente al matrimonio
della sua pupilla.
Che cosa  deciso? disse Germano
bruscamente. Credi forse di esserti impegnata
irrevocabilmente per questo?
Accennava all'anello di fidanzamento che
scintillava al dito di Reginetta.
Irrevocabilmente no, ma questo anello
 gi un legame, ai miei occhi. Ho promesso
a Dio di fare il possibile per essere una moglie
buona e docile, ella rispose con semplicit.
Una risatina ironica sfugg alle labbra di
Germano.
Docile, per forza!... Sicch, Maria Regina,
credi di poterti impegnare nei vincoli
di questa unione... imposta?
Ella si volt un poco e alz verso di lui
gli occhi, nei quali si rifletteva la pura luce
della sua anima.
S, disse con fermezza lo credo,
perch ho accettato tutto. Nel primo momento
ho subito una costrizione; ma poi la promessa
di dedicarmi tutta a colui che sar mio marito,
l'ho fatta davanti a Dio, sinceramente
e liberamente. Otto giorni fa ero ancora una
bambina, non sapevo niente della vita... oggi
mi pare di essere vecchissima e di vedere un
po' pi distintamente tutte le necessit dell'esistenza.
Strane parole per una bocca ancora infantile,
e strana anche la luce quasi dolorosa
degli occhi grigi di quella fanciulla!
Eppure ella diceva la verit; quegli otto
giorni l'avevano maturata: la bambina, ridente
e noncurante del domani, era diventata
una donna gi presa dall'angoscia
dell'avvenire.
Con un gesto del frustino Germano decapit
diverse spighe di grano. Aveva aggrottato
leggermente le sopracciglia e la sua bocca
aveva preso una piega amara.
Le necessit dell'esistenza! mormor
con ironia. Ti riferisci alla ricchezza che
ti procurer l'unione con Logaart?
Oh, no! esclam lei vivacemente.
Non ho mai pensato a questo. Volevo dire
che non avevo ancora mai pensato che un
giorno avrei dovuto prendere una qualsiasi
strada, che la vita non poteva essere sempre
cos semplice, cos priva di responsabilit
come alla Bordire. Insomma, che avrei dovuto
scegliere la mia via.
Erano giunti in fondo al sentiero, davanti
alla porticina dell'orto della Bordire.
Germano si ferm, e guard Maria Regina
con seriet, ma anche con una certa malinconia.
Se credi che la tua vocazione sia di sposare
Logaart, hai ragione; ma temo che tu
non comprenda appieno quanta abnegazione
sia necessaria in un matrimonio fatto per
riflessione, almeno alla tua et, disse, pensoso.
Aveva negli occhi, abitualmente quasi duri,
una dolcezza insolita, un po' triste. A un
tratto alz le spalle e tese la mano per aprire
la porta... ma questa venne spinta bruscamente,
e Carlo apparve sulla soglia, con il
suo bel viso allegro, il cappello sulle ventitr,
la cravatta di traverso.
Ah! Siete qui? Per poco non ti buttavo
in terra, Germano!
Sempre sventato! Non puoi vestirti un
po' pi decentemente?
Oh, sai, non posso perder tempo davanti
allo specchio! Anzi, non so nemmeno
dove si trova lo specchio. Per andare nel
campo non ho bisogno di essere tanto azzimato;
che ne dici, Reginetta?
Ma potresti essere un po' pi preciso,
ella replic con dolcezza, rimettendo a posto,
con un colpettino, il cappello del giovane.
Bah! egli fece un gesto noncurante.
Ma sentite: voi mi tenete qui fermo con
le vostre prediche, e il babbo mi aspetta per
sorvegliare i mietitori! A proposito, Reginella,
il signor Logaart  gi arrivato; sta
passeggiando in giardino.
Si allontan fischiettando. L'impressione
prodotta in lui dall'annunzio del matrimonio
di Reginella si era presto cancellata. Era
un ragazzo gioviale che non provava mai sensazioni
profonde e durature.
Era stato sinceramente sorpreso e turbato
apprendendo che avrebbe perso la sua compagna
di giuochi, la cara Reginella cos
buona e gaia; aveva detestato Valerio
Logaart che l'avrebbe portata via dalla Bordire;
ma tre giorni dopo aveva ripreso il suo
solito buon umore e aveva detto allegramente
alla fanciulla:
Infine, fai un bellissimo matrimonio,
Reginella. Deve essere terribilmente ricco,
Logaart!
La signora Douvre, da madre pratica,
aveva avuto cura di mettere bene in mente
ai figli l'importanza del denaro nel mondo,
l'utilit assoluta della ricchezza nella vita.
Aveva mostrato loro, come unico scopo dell'esistenza,
il raggiungimento della ricchezza,
e magari anche degli onori, se possibile. Carlo
si contentava di aspirare alla prima, ma Germano
aveva aspirazioni pi alte.
Questa, almeno, era la ragione che veniva
data alla decisione presa dal giovane di entrare
nell'esercito coloniale, di correre i gravi
rischi inerenti al clima terribile e alle spedizioni
azzardose attraverso paesi barbari,
giacch il freddo Germano non aveva certamente
il gusto delle avventure e delle audacie
cavalleresche.
Infatti a tutti, anche a sua madre, Germano
aveva dato come motivo, della sua lontananza,
soltanto questo:
Voglio far carriera rapidamente, perci
mi sono deciso a espatriare.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Reginella entr nell'orto, e Germano si avvi
verso la scuderia. Quasi senza pensarci,
la fanciulla prese un sentiero che, contornando
un riquadro di legumi, portava al boschetto
e alla terrazza. Pensava alle strane
parole di Germano, al nuovo aspetto sotto
il quale egli le era apparso. Sotto la sua freddezza
persistente, le era parso di sentire un
vero interesse per lei.
Ma perch lo dimostrava soltanto ora,
quando il suo intervento era ormai inutile,
giacch lei era impegnata e lui stava per partire?
Entr nel boschetto, freschissimo, uscendo
dal giardino soleggiato; sal i primi gradini
della terrazza... ma si ferm di colpo. Valerio
Logaart era l, in piedi, un po' appoggiato
alla pietra sbrecciata della terrazza.
Le voltava le spalle, e il passo di Reginella
era cos leggero, che egli non doveva averlo
udito. Stava gi per tornare indietro, spaventata
di trovarsi sola sotto quello sguardo
severo; ma un pensiero la trattenne, ansiosa
e indecisa.
Non era del tutto tranquilla riguardo alla
vaga assicurazione avuta dalla signora Douvre
sulla certezza di vedere rispettate la propria
fede e le proprie pratiche religiose; si
era proposta di domandarne a Valerio stesso
la conferma. Germano lo riteneva un uomo
retto e leale; non avrebbe certo ingannato
una bambina fiduciosa. Tuttavia ella non si
era mai trovata sola con lui, e un timore che
non riusciva a vincere, l'aveva fatta sempre
esitare a rivolgergli quella domanda in presenza
della signora Douvre.
L'occasione si presentava quel giorno,
un'occasione unica, forse, giacch il signor
Logaart doveva tornare il giorno dopo a Parigi
e sarebbe venuto di nuovo soltanto alla
vigilia del matrimonio. Bisognava dunque
agire senza timore.
E Reginella sal gli ultimi gradini.
Egli si volt, si raddrizz, senza apparire
sorpreso. Tese la mano a Reginella, che gli
porse la sua un po' tremante.
La vista  bellissima di qui, egli disse
indicando con la mano il paesaggio irradiato
di fulgida luce. Questa regione ha davvero
un incanto speciale. Inoltre,  molto ricca.
Ella chin la testa, non sapendo che cosa
rispondere. Come al solito la sola presenza
di Valerio l'agghiacciava.
Hai fatto una passeggiata? egli continu
con il tono condiscendente di un uomo
superiore che si rivolge a una bambina insignificante.
Oh, no! Sono stata soltanto in chiesa.
Il viso un po' olivastro di Valerio si contrasse
leggermente.
Ci vai spesso?
Purtroppo no, non molto spesso. Ma tu
me lo permetterai, non  vero?
Alzava intanto verso di lui uno sguardo
un po' angosciato. Qualcosa nel suono della
sua voce l'aveva colpita. Incontr gli occhi
neri di Valerio, occhi molto grandi, molto
infossati. Niente era cambiato in quello
sguardo severo e impenetrabile come al solito.
Ti permetter che cosa? egli chiese
freddamente.
Di adempiere ai miei doveri religiosi,
mormor.
Egli la guard per qualche istante, ritta
davanti a lui, timida e timorosa. Con un gesto
brusco infil le mani nelle tasche della
giacchetta.
Io non ti proibir niente, te l'ho gi
detto una volta per sempre, rispose poi,
con calma agghiacciante. Non sono, per
istinto, un settario. Tuttavia non sperare che
t'incoraggi a perseverare in quelle credenze
che io riprovo come debilitanti per la volont
umana, in quelle pratiche assolutamente inutili,
se non dannose. Voglio fare di te una
creatura perfetta, il prototipo della donna;
e per questo dovr piano piano illuminarti la
mente, liberarti dai vecchi pregiudizi, meno
cattivi indubbiamente di certe dottrine moderne,
ma ancora assai imperfetti. T'insegner
a dirigerti per mezzo delle sole leggi
della ragione pura, dei soli princpi della
scienza. In ci  l'avvenire dell'umanit.
Altri lo hanno detto prima di me, ma non
hanno trovato niente di stabile, di logico, da
sostituire alle antiche credenze; non sono riusciti
a mostrare al mondo le loro teorie
impersonificate magnificamente in una creatura,
in una razza, anzi. Questo lo far io. Sarai
la donna dell'avvenire, formata, secondo le
regole della pi pura morale filosofica; sarai
il modello sul quale si formeranno le generazioni
future, e io potr vittoriosamente dimostrare
all'umanit che le mie teorie non
sono quelle di un utopista, ma la realt assoluta,
tangibile, innegabile.
Si era addossato alla balaustrata, con le
braccia incrociate sul petto. Una leggera
fiamma, insolita in lui, scintillava nei suoi
occhi.
Valerio parlava senza animazione, ma si
sentiva vibrare in lui una specie di fredda
passione, quella dello scienziato che enuncia
le sue esperienze, le sue speranze, i suoi sogni.
L'implacabile matematico aveva senza
dubbio gi calcolato la dose di luce scientifica
che doveva introdurre ogni giorno in
quel cervello di bambina; sapeva, probabilmente,
quasi al minuto, il tempo che sarebbe
stato necessario per trasformare quell'anima
di fanciulla cristiana in quella della donna
dell'avvenire, la creatura ideale formata
scientificamente.
E Reginella, immobile, lo ascoltava come
in sogno, comprendendo soltanto, un po' vagamente,
che egli non approvava le sue care
credenze.
Questo lavoro di trasformazione sar lo
scopo della mia vita, al quale mi dedicher
con tutto l'ardore dell'anima mia. Te ne avverto
lealmente, Maria Regina. Tuttavia non
ti forzer in nulla. Se mi riserbo il diritto
di mostrarti la luce che io credo la sola vera,
tu resterai libera di seguire la religione fino
a quando lo crederai necessario, fino al giorno
in cui, finalmente illuminata, mi dirai tu
stessa: Seguivo una via sbagliata; mi rimetto
nelle tue mani per salire insieme con
te nella pura luce della ragione e della
scienza.
Questa volta ella aveva capito. La nube che
le offuscava la mente inesperta si era squarciata,
lasciandole intravedere l'abisso verso il
quale s'incamminava, ingenuamente. Valerio
non pot trattenere un gesto di sorpresa vedendo
la testa, poco prima china, con timidezza,
ergersi a un tratto, e i grandi occhi
che aveva visto sempre dolci e quasi impauriti,
posarsi su lui fieri e risoluti.
Dunque, mi prometti soltanto una certa
tolleranza? ella chiese con fermezza.
Soltanto una certa tolleranza, infatti,
egli rispose in tono glaciale.
Se  cos, non posso accettare. Sono
molto ignorante della vita; ci sono tante cose
che non capisco; ma capisco, nonostante
tutto, che la mia fede correrebbe un rischio
troppo grande accanto a te. Ero disposta ad
abbandonare tutto, a darmi tutta, senza desiderare
niente di ci che molte altre donne
desiderano. Ma vi  una cosa che non sacrificher
mai, per la quale mi sento disposta a
lottare fino alla morte: la mia fede, le mie
credenze cristiane...
S'interruppe, tutta tremante, stupita lei
stessa della propria audacia. Il signor Logaart
disse lentamente:
Non sei la pasta malleabile che credevo.
Penso che ci siamo ingannati entrambi.
La zia mi aveva detto che mi avresti lasciata
la piena libert di religione, ella
mormor altrimenti...
Egli si volse un poco, gett un'occhiata
sulla Loira scintillante, poi, guardando Reginella
pallidissima:
Te l'ho detto: sarai libera...
S, ma farai di tutto per togliermi la
fede! ella ribatt torcendosi le mani.
Adempir al mio dovere di sposo mostrandoti
quella che , per me, la verit.
Ella abbass gli occhi, presa a un tratto dal
terrore sotto lo sguardo imperioso che la fissava.
Ancora bambina, ignara di tutto, non
avrebbe subito, inconsciamente, il dominio
morale di quell'uomo autoritario, di quella
intelligenza superiore messa al servizio dell'errore?
No, non voglio... disse con voce tremante.
Egli aggrott violentemente le sopracciglia.
Mi pare che tu manchi di sottomissione.
Eppure la signora Douvre mi ha detto che
sei molto docile!... Non vuoi, che cosa?
Diventare tua moglie, ella mormor.
Non un muscolo si mosse nel viso di Valerio.
Guard in silenzio per alcuni istanti
Reginella tutta avvolta dalla calda luce del
sole, cos fragile, e tuttavia ben risoluta,
come lo testimoniava la tranquilla luminosit
dello sguardo che ella alzava su lui.
Mi pare infatti impossibile che c' intendiamo,
disse Valerio in tono posato.
La tua educazione religiosa  gi troppo formata
perch io possa, senza lotta, trasformarti
rapidamente. Inoltre, ho l'impressione
che tu abbia una dose di volont pi forte di
quanto pensassi. E non mi piacerebbe affatto
incontrare in mia moglie un'opposizione sistematica
a tutto quello che vorrei farle conoscere.
Perci credo sia preferibile non spingere
pi oltre le cose.
S,  meglio, ella disse con dolcezza.
Si tolse l'anello di fidanzamento e lo porse
a Valerio.
Questi lo prese, se lo mise in tasca, e disse
calmo:
Avvertirai tu la signora Douvre, o preferisci
che compia io questa formalit?
Preferirei che lo facessi tu, ella rispose
dominando lo spavento che la invadeva
a quell'idea.
Va bene; ci vado subito.
Salut con un leggero inchino e si allontan
con il suo passo tranquillo.
Reginella fece i pochi passi che la separavano
dalla panchina e vi si lasci cadere. Appoggi
le braccia sulla pietra grigia della balaustrata,
congiunse incoscientemente le mani
tremanti, sfior con lo sguardo il dito che
aveva portato per qualche giorno l'anello di
fidanzamento.
Libera!... Era libera come prima!
Come prima, s; ma v'era qualcosa che non
sarebbe tornato pi, qualcosa d'irrevocabile.
La sua tranquilla spensieratezza di bambina
era scomparsa; la piccola Regina aveva riflettuto
e sofferto; si era vista sulla soglia di
un'esistenza fatta di austeri doveri, li aveva
accettati con candida rassegnazione, vedendo
soltanto la volont divina in quell'obbligo
improvviso che le veniva imposto, e si era
cos compenetrata del pensiero di quel sacrificio
inevitabile, aveva vissuto in quegli ultimi
giorni con il pensiero talmente fisso all'avvenire
enigmatico e pauroso rappresentato
da Valerio Logaart, che ora si sentiva
come stordita comprendendo che tutto era finito,
che la promessa che la legava al giovane
scienziato non esisteva pi. Quell'epilogo cos
brusco la lasciava quasi incredula, bench
udisse ancora la voce calma di Valerio che
diceva:
Credo sia preferibile non spingere pi oltre le cose.
Provava ci che provano certi prigionieri
liberati, che hanno paura della improvvisa
libert. Ma in quella confusione di idee una
si elevava tra tutte: quella del pericolo morale
dal quale l'aveva preservata la divina
Provvidenza. Capiva che Valerio Logaart non
era credente come lei, che egli si sarebbe sforzato,
senza violenza, di condurla a pensare
come lui. Si sarebbe fatto scrupolo, almeno
in apparenza, di imporsi, ma non avrebbe
raggiunto ugualmente il suo scopo con la
pressione morale di quella educazione, frutto
del suo cervello di filosofo? E la sua tolleranza
sarebbe stata un pericolo di pi, giacch
avrebbe eluso la vigilanza di Reginella.
Grazie, mio Dio, grazie! mormor
Reginella con fervore.
Ma un'inquietudine turb il suo sguardo
puro, un pensiero le attravers la mente: se
invece ella avesse potuto fare del bene a quel
povero pensatore smarrito, lontano dalla vera
luce? Se Dio avesse voluto servirsi di lei?
Ma rivide il viso impassibile dello scienziato,
gli occhi cupi e freddi, raggianti d'intelligenza,
quegli occhi che quasi la spaventavano.
No, una tale idea era una presunzione.
Egli era moralmente troppo al disopra
di lei, bambina priva di esperienza! Avrebbe
vinto lui, oppure lei sarebbe morta sostenendo
quella lotta impari. Tutto era meglio
cos; non doveva rimpiangere niente.
Un rintocco di campana vibr a un tratto
nell'aria. Era l'Angelus. Reginella trasal.
Stavano per mettersi a tavola, in casa Douvre.
Doveva andare.
Si alz rabbrividendo. La bambina timida
riappariva. Che cosa avrebbe detto la signora
Douvre? Quale sarebbe stata ormai la sua
vita alla Bordire?
Si avvi verso casa lentamente. Si sentiva
spezzata, le gambe le si piegavano.
Entr in sala da pranzo dove tutti erano
gi seduti e parlavano del viaggio di Germano.
Nessuno si mosse quando ella entr;
soltanto il signor Douvre e Carlo la guardarono.
Ella si sedette in silenzio al solito posto.
Le posate e i piatti apparecchiati per il
signor Logaart e sua cugina erano stati tolti.
Non restava pi niente del breve fidanzamento
di Reginella.
Germano, seduto di fronte a lei, accanto
alla madre, le porse il vassoio del pesce. Ella
fece un gesto di rifiuto. L'altro disse, calmo:
Eppure ti piace, di solito...
Lascia stare quella capricciosa, interruppe
la voce breve di sua madre. Oggi
rifiuta questo ottimo pesce, e domani dovr
accontentarsi di un pezzo di baccal.
Reginella arross e abbass gli occhi pieni
di lacrime. Germano pos il vassoio sulla tavola
con tanta forza che si ud uno scricchiolio.
Ma Germano, che fai? Hai certamente
incrinato il vassoio, disse la signora Douvre
con voce stizzita, chinandosi per verificare il danno.
Il vostro calmo Germano non vi ha abituata
a queste cose, osserv la signora Sauvert,
che fissava su Reginella uno sguardo
misto di compassione e di scontento.
No, ne ho abbastanza di Carlo.
Ecco in ballo il povero Carlo! disse
questi con una smorfia comica. Pazienza!
Ma mi compiaccio di rilevare che anche il
mio perfettissimo fratello ha dei momenti di
distrazione o di goffaggine, proprio come me,
povero meschino! Ieri trovai perfino uno dei
tuoi libri in giardino, caro mio; e l'altro
giorno Giuliana scopr uno dei tuoi vestiti
buttato alla rinfusa in un armadio; scandalizzata
da tanto disordine, mi mostr tutte le
piegacce che aveva preso, ripetendo: Se foste
stato voi, signorino Carlo, avrei detto che
la cosa era meno peggio del solito; ma il signorino
Germano...! Una giacca che aveva
rinnovata il giorno che venne qui a pranzo
per la prima volta il fidanzato della signorina
Maria Regina!. Credetti che la poveretta
stesse per svenire.
Germano, impassibile, giocherellava con il
coltello e guardava il fratello che, secondo il
solito, gesticolava parlando. La signora Sauvert
disse con indulgenza:
Cos prossimo a un simile viaggio, a una
cos lunga separazione,  lecito essere un
po' nervosi, preoccupati e distratti. Ma Germano
sa contenersi. Confesso che ammiro la
tua calma, ragazzo mio... e il coraggio di
tua madre.
La signora Douvre agit il campanello posato
sulla tavola. Le sue labbra erano leggermente
contratte, ma niente era cambiato
nella sua voce quando ordin alla domestica
di portare il secondo piatto.
Alle due, tutta la famiglia si trov riunita
presso la scuderia intorno al calessino dove
stavano per salire Germano con suo padre e
Carlo che lo accompagnavano alla stazione.
La signora Douvre, senza dirne il motivo,
aveva deciso di rimanere a casa.
Germano, lasciando a un tratto suo padre
con il quale stava discorrendo, si avvicin
alla madre e alla zia, rimaste un po' in disparte.
Che cosa farai di Maria Regina, mamma?
chiese con calma.
Ella lo guard con aria stupita.
Che cosa vuoi che ne faccia? Non la
metter mica sulla strada, bench se lo meriti
largamente.
Perch ha voluto difendere le sue convinzioni
religiose? egli disse quasi duramente.
Era suo diritto... e suo dovere.
La madre aggrott le sopracciglia.
Approvi dunque la bigotteria stupida di
quella figliuola? ribatt stizzita..
Eppure le questioni religiose non ti hanno mai
interessato molto, a quanto io sappia.
No, sono un libero pensatore; egli
disse freddamente ma ho come principio
assoluto di rispettare la fede altrui; in modo
particolare quella dei deboli, dei fanciulli,
delle donne. Mi  parso sempre criminale turbare
un'anima credente, specialmente quando
non vi  niente da darle in cambio di ci che
perde.
Approvo questi sentimenti, Germano,
disse la signora Sauvert dando un colpetto
sulla spalla del nipote. L per l, quando
tua madre mi ha detto della rottura annunziatale
dal signor Logaart, con una calma
inverosimile, pare, ho fatto come lei: ho dato
di sciocca alla povera Reginella che si era
lasciata sfuggire un cos bel partito per una
questione di religione. Ma, riflettendoci meglio,
dico che dopo tutto ha fatto bene a non
sacrificare le sue convinzioni al denaro, cosa
che non accade spesso nella nostra povera societ.
 un eroismo, e noi dobbiamo ammirarla,
Berta.
Ma lo sguardo che la signora Douvre volgeva
in quel momento verso Reginella, che
stava accarezzando i cavalli, non esprimeva
davvero ammirazione.
Quella bambina ha cattiva cera, continu
la signora Sauvert in tono compassionevole.
Tutte queste emozioni l'hanno
sconvolta. Datemela per qualche giorno,
Berta; si distrarr.
 un'ottima idea, zia. Maria Regina ha
proprio bisogno di cambiare aria e ambiente.
La signora Douvre si volt a guardare colui
che prendeva cos l'iniziativa di accettare.
Bisogno di cambiare aria! Ci vorrebbe
una disciplina severa a quella testa esaltata,
e pu stare sicura che con me non le mancher!
Dimenticava, nella fredda rabbia cagionatale
dal crollo dei suoi progetti, il riserbo
che di solito sapeva imporsi, specialmente
in presenza della signora Sauvert. Questa
guard con stupore il viso contratto della
nipote.
Ma che dite, Berta? Quella povera bambina
non  affatto colpevole; anzi, ha agito
molto bene, lo ripeto. Ora voi siete in collera
perch avevate messo tutto il vostro impegno
per la riuscita di questo matrimonio; ma
il tempo vi calmer, specialmente se Reginella
si allontaner per qualche tempo e voi
sentirete il vuoto della presenza di quella
cara bambina. La porto via con me stasera.
 deciso.
Mi pare che nulla si opponga a questo
accomodamento, non  vero, mamma? disse
Germano prevenendo la risposta della signora
Douvre. Come dice la zia, tu dimenticherai
a poco a poco la tua delusione, tanto pi
che Maria Regina non sar l a ricordartela.
E poi, io passo un brutto periodo...
sono di cattivo umore; soggiunse la signora
Sauvert la bambina mi rallegrer.
La condurr dalle mie conoscenti e sar
un'occasione per distrarmi.
La signora Douvre fu costretta a inchinarsi
davanti a questo desiderio. Non poteva quel
giorno usare i suoi soliti raggiri, che capiva
benissimo non sarebbero stati sostenuti e approvati
dal figliuolo. Ma il doppio colpo era
terribile: nello stesso giorno vedeva naufragare
il progetto di matrimonio cos abilmente
condotto, e nascere un pericolo incontestabile
dal soggiorno di Maria Regina in casa
della ricca e vecchia parente.
Conducete pure con voi Maria Regina,
zia, fatene quello che volete, e rimandatemela
quando ne avrete abbastanza, disse con
apparente cortesia. Io mi sono sempre
fatta scrupolo di accettare i vostri inviti
per lei; temevo di disturbarvi: ma poich la
cosa vi fa piacere, sono felicissima di contentarvi.
Si allontan per rivolgere una raccomandazione
a Carlo che girellava per il cortile.
Germano tir fuori i guanti, li spian con
cura, e disse quasi con indifferenza:
Se davvero Maria Regina non vi disturba,
sareste molto buona a tenerla per un
certo tempo in casa vostra, zia.  molto abbattuta
dopo questi ultimi avvenimenti, e,
bisogna riconoscerlo, il carattere di mia madre
e il suo non possono comprendersi. Gli
urti saranno sempre pi frequenti, ora che
mia madre  molto irritata con lei. Fareste
un gran favore a Maria Regina tenendola per
qualche tempo lontana dalla Bordire.
Ma io non chiedo di meglio, caro! Voglio
bene alla piccina.  tanto carina, tanto
affettuosa! E ha la semplicit di una bambina!
Germano si diresse verso il calessino. Si
avvicin ai cavalli e corresse la bardatura di
uno di essi.
Con la mano accarezz l'animale e la sua
voce un po' addolcita mormor:
Addio, mio buon Dolcetto! Sei molto
vecchio... chiss se ti ritrover al mio ritorno.
Reginella guardava il giovane, stupita della
commozione che cambiava il suo accento abituale.
Spero che Dolcetto viva ancora a quel
tempo! disse vivamente, posando la manina
sulla spessa criniera del cavallo. Sei
un triste profeta, Germano.
Forse! Ma per fortuna ho da annunziarti,
in compenso, una bonissima notizia,
Maria Regina: la zia Celina ti conduce stasera
a casa sua per molto tempo, spero.
Un vivo rossore invase il viso pallido di
Reginella. Possibile? Andare lontano dalla
signora Douvre, dalle sue recriminazioni mordaci,
dai suoi modi offensivi!
A un tratto, osservando l'espressione felice
che attraversava lo sguardo solitamente impenetrabile
di Germano, le venne un' idea.
Glielo hai suggerito tu, Germano?
Egli sorrise leggermente e la sua fisonomia
grave parve trasformata, e come illuminata.
No, ho soltanto appoggiato la sua richiesta.
Sei contenta, Maria Regina?
Tanto, tanto! Grazie, Germano!
La sua voce era commossa, il suo sguardo
esprimeva una profonda riconoscenza per
quell'aiuto inatteso.
 l'ora, ragazzo mio, disse il signor
Douvre avvicinandosi.
Eccomi, babbo. Arrivederci, Maria Regina.
Le tese la mano. Aveva il viso contratto e
una certa tristezza negli occhi.
Arrivederci, Germano. Pregher per te.
S, farai bene, egli disse con dolcezza.
Si allontan e raggiunse la madre. Lo stoicismo
della signora Douvre piegava un poco
nell'istante della separazione; i suoi lineamenti
contratti mostravano la lotta che quella
donna orgogliosa stava sostenendo per non
lasciar trapelare l'angoscia del suo amore materno.
La signora Sauvert singhiozzava, il signor
Douvre si soffiava il naso con gran fracasso,
Carlo voltava la testa per nascondere la propria
commozione, giacch voleva molto bene
al fratello maggiore nonostante i frequenti
rimproveri che ne riceveva, ed era fiero delle
belle qualit intellettuali del giovane ufficiale.
Germano, calmissimo, abbracci per ultima
la madre. Una certa commozione apparve allora
sul suo viso, ed egli mormor con voce
quasi dolce:
Mamma, non stare in pensiero per me.
Tutto andr bene anche questa volta, e fra
tre anni torner con qualche medaglia.
Senza rispondere, ella strinse tra le sue le
mani di lui, freddissime nonostante il caldo
soffocante.
Vai,  l'ora, disse con voce ferma.
Scrivimi da Marsiglia e abbi cura della tua
salute, laggi.
Qualche istante dopo il calessino si allontanava.
Reginella, rimasta in mezzo al cortile
accanto alla signora Sauvert, lo guard
sparire. Provava un gran dolore dovuto alla
recente scoperta di un Germano sconosciuto.
molto meno egoista, e ingiusto di quanto apparisse.
Le prove di attenzione che aveva
date a colei che fino ad allora era parso non
considerasse nemmeno, erano penetrate sino
in fondo al cuore riconoscente di Reginella.
E quel visetto pallido, quegli occhi pieni
di lacrime, furono gli ultimi che Germano
Douvre vide quando il calesse ebbe varcato
il cancello della Bordire.
Voltandosi, la signora Sauvert si accorse
che sua nipote era scomparsa. La vecchia signora
e Reginella si diressero verso il salottino
che trovarono deserto.
Vai a preparare la valigia, Reginella,
disse la signora Sauvert. Partiremo verso
le cinque. Io intanto aspetto Berta qui.
La fanciulla sal in camera sua. Passando
davanti a quella di Germano, vide dalla porta
aperta la signora Douvre in piedi davanti
all'armadio spalancato, nel quale erano rimasti
alcuni indumenti del giovane sottotenente.
Agli orecchi di Reginella giunse un
doloroso sospiro, e la fanciulla, stupefatta,
vide la fredda signora portare alle labbra uno
degli abiti lasciati dal figlio.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Valerio Logaart indoss l'abito da cerimonia,
prese in un cassetto un paio di guanti
avvolti con cura nella carta velina, e dette
un'occhiata allo specchio, che gli rimand
l'immagine di un uomo snello, correttamente
e severamente vestito, come conveniva a un
serio scienziato.
Mi pare di non aver dimenticato niente,
mormor guardandosi intorno.
Poi si diresse verso la stanza vicina.
Era il suo studio, il santuario caro al suo
cuore. I libri si allineavano con ordine nelle
librerie, giacch a Valerio piaceva di trovare
subito quello che cercava. Inoltre egli odiava
la polvere e teneva un domestico con il solo
compito di mantenere quel luogo prediletto
di una pulizia meticolosa. La grande lampada
a riflettore che illuminava quella sera
la vasta stanza, permetteva di ammirare uno
dei pi ordinati, dei pi ben tenuti studi del
mondo passato, presente e futuro.
Valerio si avvicin al caminetto, attizz distrattamente
il fuoco. Il suo sguardo cadde
a un tratto su una busta posata sul piano
di marmo.
Come sono distratto! Ho dimenticato finora
di rimandarla! mormor.
Prese la busta, l'apr e ne trasse una fotografia.,
quella di Reginella con la gonnella
corta, la treccia sulle spalle. Su richiesta di
Valerio, la signora Douvre l'aveva mandata
alla madre del giovane scienziato affinch questa
conoscesse almeno in fotografia la futura
nuora. La signora Logaart l'aveva poi resa
al figlio, dopo la rottura del fidanzamento,
perch la rimandasse alla Bordire; ma Valerio
l'aveva dimenticata in fondo a un cassetto,
prima, e poi sul caminetto.
Lo sguardo del giovane si pos sul bel visetto
infantile nel quale gli occhi innocenti
ridevano dolcemente. Reginella era stata fotografata,
in casa Meunier, dal notaro, con
un vestitino da casa semplicissimo e i capelli
un po' scomposti che le si arricciavano intorno
alla fronte. Non era la seria e timida
Maria Regina che Valerio aveva conosciuto;
no: era Reginella, la piccola Reginella espansiva
e affettuosa che si rivelava soltanto a
coloro che l'amavano.
Se non avesse avuto quell'educazione religiosa
egli mormor l'avrei facilmente
diretta, perch pareva di indole affettuosa e
aveva il senso del dovere. Ne avrei fatto una
creatura ideale. Ma quella bambina ha una
volont sua,  innegabile. Con le sue idee
sulla religione, se ne sarebbe valsa per combattere
i miei piani. La rottura era inevitabile.
Alz le spalle con un gesto d'impazienza
e si avvicin alla scrivania. Qualche istante
dopo, un biglietto di Valerio Logaart, sul
quale era scritta una frase di scusa, andava
a raggiungere la fotografia nella busta sulla
quale il giovane scrisse l'indirizzo della signora
Douvre.
Sei pronto, Valerio? chiese la voce
dolce della signora Logaart.
Egli si alz e si diresse verso la porta che
sua madre aveva aperta.
Eccomi, mamma. Paolino, troverete
sulla mia scrivania una lettera da impostare
immancabilmente stasera stessa.
Questa raccomandazione era rivolta, al cameriere
ritto in mezzo all'anticamera, con
in mano il soprabito del padrone. Valerio se
lo infil in fretta e scese insieme alla madre
per entrare in una carrozza ferma davanti
al bel palazzo del quale occupavano il primo
piano.
Quella sera andavano a pranzo in casa di
un amico del defunto signor Logaart, il signor
Rion, professore di scienze a Condorcet.
Valerio non accettava mai inviti per serate
puramente mondane, e soltanto pochi intimi
potevano sperare, cinque o sei volte all'anno,
nella presenza del giovane scienziato, purch
la riunione fosse piuttosto seria e non richiedesse
da parte sua nessuno sfoggio di galanteria
verso le signore degli invitati. Valerio
Logaart veniva generalmente considerato
dalle ragazze un orso o un insopportabile
pedante, epiteti che gli erano arrivati
all'orecchio e avevano avuto il privilegio di
far sorgere sulle sue labbra, pallide un sorriso
di ironico disprezzo.
Ma quel giorno la cosa era diversa. Valerio,
nonostante la delusione subita, non aveva
rinunziato a trovare la moglie dei suoi sogni,
e poco tempo prima aveva raccolto con
un calmo vedremo la proposta che gli
aveva fatto il signor Rion.
Una cuginetta di mia moglie, una graziosa
provinciale, buona, bene educata, avvezza.
alla sottomissione dal padre che ha un
pessimo carattere. Voi ne fareste quel che
vorreste, tanto pi che la ragazza, pur avendo
ricevuto per abitudine una certa educazione
religiosa, non deve essere stata incoraggiata
in queste idee da suo padre, che non  davvero
un cristiano modello. Egli deve venire
qui la prossima settimana con lei;  la prima
volta che la fa uscire dalla sua provincia. Se
volete, Logaart, potreste venire una sera a
pranzo da noi.
Valerio aveva chiesto di riflettere; poi, otto
giorni dopo, quando era giunto l'invito della
signora Rion, aveva pregato sua madre di
rispondere accettando.
Era davvero una piccola provinciale di altri
tempi, Estella Robard. Impacciata, facile
ad arrossire, vestita con un'eleganza un
po' vistosa, sembrava non sapesse dove ficcarsi,
quantunque fosse un gingillino. Aveva
un visetto rotondo molto bellino, la carnagione
rosea, i capelli biondi, riccioluti. In
quanto agli occhi, era difficile conoscerne la
forma e il colore, perch li teneva sempre
timidamente abbassati. Dimostrava quindici
anni; ma Valerio seppe dalla signora Rion
che ne aveva compiuti diciassette.
Era sciocca o soltanto timida? Non poteva
dirlo, giacch ella non alz gli occhi in tutta
la sera e rispose soltanto a monosillabi, con
una voce dolce un po' strascicata, alle rare
domande che le vennero rivolte. Sembrava
pi che altro preoccupata di non commettere
sbagli a tavola, sbagli che venivano messi in
rilievo senza piet dal padre, con un tono
freddo e duro che urtava perfino l'autoritario
Valerio.
Estella doveva esserci abituata, giacch
tutt'al pi un leggero rossore le saliva al viso
quando il signor Robard la interpellava in
tono sgarbato.
Mi sembra docile, pens Valerio. Ma
 intelligente? Questa qualit  indispensabile
per il mio esperimento. A quell'et non
potrei trasformare una sciocca.
Dopo pranzo, mentre il signor Rion e altri
due invitati passavano nella sala da fumo,
Valerio, che non fumava, si avvicin alla fanciulla
seduta accanto alla signora Rion e alla
signora Logaart. Zitta, con le mani incrociate
sulla gonna di seta di un azzurro forte,
Estella sembrava ascoltasse con attenzione la
conversazione delle due signore. Ebbe un piccolo
gesto di sorpresa vedendo accanto a s
il signor Logaart, ma non alz gli occhi verso
di lui.
Avete gi fatto conoscenza con Parigi,
signorina? egli chiese con lo stesso tono
grave che prendeva durante le sue conferenze.
Ella rimase qualche secondo senza dir
niente, tormentando il suo braccialetto, come
persona imbarazzatissima.
S, ma non molto, signore, rispose
alla fine.
E che cosa avete visto?
Mio padre mi ha condotta all'esposizione
agricola, al Mercato generale; la zia
mi ha fatto vedere i grandi magazzini, i
musei...
Che cosa vi  piaciuto pi di tutto?
Le piccole dita fini di Estella accarezzarono
la stoffa del vestito. Sotto le ciglia abbassate
pass un lampo.
Pi di tutto mi sono piaciuti i grandi
magazzini; disse sottovoce sono bellissimi.
Vi piacciono dunque le cose frivole?
chiese bruscamente Valerio.
Ella rispose con la sua vocina armoniosa,
sempre un po' strascicata:
Non so... A Dolilac non avevo visto
niente.
Tacque e arross, forse confusa di aver
parlato tanto. Ma Valerio voleva spingere la
sua inchiesta sino in fondo. Si rimproverava,
ora, di non aver agito ugualmente con Maria
Regina du Helly, invece di fidarsi soltanto
del suo aspetto mite e serio. Quella precauzione
gli avrebbe evitato una rottura molto
spiacevole.
Forse non avete potuto studiare molto,
istruirvi ampiamente, se non siete mai uscita
dal paese?
No, non molto... ma credo che mi piacerebbe
imparare.
Bene! pens Valerio.
Probabilmente vi occupate della casa di
vostro padre? riprese ad alta voce.
S, comincio a dirigere la casa. E poi
vado a spasso con i miei cani... mi occupo
dei fiori, degli uccelli...
Andate anche in chiesa, suppongo?
Soltanto la domenica, quando mi sveglio
abbastanza presto e quando ne ho voglia.
Del resto, il babbo dice che non vale la pena
di andare a perdere venti minuti per questo.
Parlava in tono lento, arrossendo terribilmente,
come se fosse stupita della propria
audacia.
Convinzioni non troppo forti, pens Valerio.
Forse con lei riuscirei. Ma bisogna
che m'informi, se  possibile, della sua intelligenza.
Se almeno vedessi il suo sguardo,
potrei forse giudicare.
In quello stesso istante Estella, forse sorpresa
dall' improvviso silenzio del suo interlocutore,
alz, per la prima volta nella serata,
le lunghe ciglia bionde.
Valerio incontr due occhi immensi, di un
azzurro bellissimo, di una dolcezza serafica...
e non si poteva nemmeno negare che in essi
non si riflettesse l'intelligenza, un'intelligenza
media, almeno, e non la mancanza di
espressione che Valerio aveva temuto di trovarvi
vedendo l'atteggiamento timido della
piccola provinciale.
Il giovane raggiunse i fumatori che rientravano
in salotto. Intavol una conversazione
con il signor Robard e si accorse subito,
con la prontezza di osservazione che lo
distingueva, che quel piccolo proprietario di
campagna, di mente piuttosto colta, era un
orgoglioso, molto compreso dell' idea della
propria superiorit, severo con gli altri, bench
ostentasse teorie socialiste e parlasse, da
profeta, dell'emancipazione del popolo. Soltanto
gli interessi materiali occupavano la
mente di Adolfo Robard.
Dopo tre quarti d'ora di conversazione Valerio
sapeva che il suo interlocutore esercitava
un assoluto dominio su tutti gli atti
esteriori di sua figlia Estella, mentre lasciava
crescere senza alcun freno quella giovane
anima, giudicando del tutto inutile di
forzare la natura.
Poich non ha ricevuto alcuna direttiva
anteriore la guider assai pi facilmente al
mio scopo, giovane e ignorante com', pens
Valerio, soddisfatto. Credo che sia da prendere
in considerazione.
In carrozza, al ritorno, sua madre, uscendo
dal silenzio un po' stanco che le era abituale,
gli disse:
 molto carina la piccola Robard. Un
po' timida, un po' impacciata.
 quello che ci vuole, dichiar perentoriamente
Valerio. La former a
modo mio.
Ella lo guard quasi con paura. Con il suo
carattere remissivo e debole non si era mai
potuta abituare alle pronte decisioni del figlio.
Hai gi deciso?
Quasi.  un rischio da correre, mamma.
Voglio assolutamente tentare la prova del
mio sistema di educazione femminile, e, in
attesa di poterlo fare sui miei figli, credo
necessario cominciare su mia moglie.
La signora Logaart non disse niente. L'intelligenza
del figlio la soggiogava, come aveva
fatto prima quella del marito, ed ella s'inchinava
dinanzi a quelle mentalit superiori
che le incutevano un certo terrore.
Tornato a casa, Valerio and a sedersi
nello studio, davanti alla scrivania carica di
fogli classificati con cura. Attir a s un manoscritto
gi in parte coperto della sua alta,
calligrafia un po' irregolare. Era un lavoro
di astronomia, destinato senza dubbio ad aumentare
nel mondo scientifico la fama di Valerio
Logaart.
Mentre stava per prendere la penna, la sua
mano cambi direzione. Apr un cassettino,
prese un anello posato l, solo solo. Alla luce
della lampada il diamante scintill di un
fuoco abbagliante, tanto che Valerio chiuse
per un attimo gli occhi.
Bisogna che preghi la mamma di sceglierne
un altro, mormor tra s e s. Non
mi piacerebbe offrire alla seconda fidanzata
l'anello comprato per la prima. Personalmente,
la cosa mi urterebbe, pur essendo sicuro
che ella non ne saprebbe niente. Bisogner
vendere questo; sarebbe stupido tenere
del denaro cos inutilizzato.
Tese la mano verso il cassetto. Per qualche
istante, tenne l'anello sospeso sopra di esso,
con gli occhi scuri, come magneticamente attirati,
fissi sulla pietra scintillante.
Una bambina simpatica... ma ci non basta,
mormor.
L'anello cadde con un piccolo tonfo sordo,
il cassetto venne chiuso bruscamente. Un
istante dopo Valerio scriveva, calmo calmo,
tutto intento al suo lavoro che si sarebbe protratto
fino a tarda ora.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Cadeva una neve fine fine che impolverava
i vestiti; soffiava un venticello che dava, anche
ai meno freddolosi, un certo malessere.
Valerio, uscendo dalla sala delle conferenze,
caldissima, prov quell' impressione spiacevole.
Tir su il bavero del soprabito e si mise
a camminare in fretta verso casa.
Aveva svolto, davanti a uno scelto uditorio,
le sue teorie sull'educazione femminile
dell'avvenire. La sua voce netta aveva delineato,
in un linguaggio sobrio e preciso, la
figura di questa creatura armonica, di questa
donna ideale formata, mente e corpo, secondo
le regole dell'alta ragione infusa nell'anima
umana. Con lo stesso tono positivo
con il quale discuteva con i suoi colleghi un
problema di matematica, Valerio Logaart
aveva dimostrato con A + B che l'educazione
della donna era stata sbagliata fin dal principio
del mondo, e che spettava al secolo della
scienza svincolare quelle anime dai vani pregiudizi,
fossero essi quelli del cristianesimo
o quelli della societ, come pure bisognava
senza tardare, giacch il pericolo era grande,
distruggere, con una levata in massa del sesso
maschile, quel ridicolo movimento femminista
che stava per sconvolgere la societ.
Un ascoltatore aveva detto a voce alta:
Quando vedr il buon risultato di queste
teorie, ci creder.
Valerio lo aveva udito. Perch non aveva
risposto? Perch non aveva dichiarato ad alta
voce di aver voluto, lui stesso, lealmente,
mettere in pratica le proprie teorie? Perch
non aveva dato i risultati di una esperienza
fatta, unicamente in vista del maggior bene
della societ? Sua moglie ne era l'oggetto;
egli aveva messo ogni cura nell'educazione di
quell'anima giovane, ingenua... poteva dunque
far parte agli altri delle sue osservazioni,
del suo successo.
Il suo successo? Una ruga profonda si
form sulla fronte di Valerio, giacch si chiedeva
se era veramente un successo.
Aveva trovato in Estella un'allieva ammirevolmente
docile, abbastanza intelligente per
capire che cosa egli si aspettava da lei, molto
convinta, cosa essenziale per il buon esito
dell'esperienza, della superiorit del suo sapiente
sposo. Spontaneamente, senza che Valerio,
secondo il suo principio, l'avesse obbligata,
aveva abbandonato ben presto le poche
pratiche religiose ancora osservate. Valerio
aveva istruito quella giovane mente a modo
suo, aveva illuminato quell'intelligenza secondo
le proprie vedute e infuso in quel cuore
i princpi di un vasto amore per l'umanit,
tanto vasto, tanto ideale, da rimanere un
po' nebuloso. L'affetto familiare aveva avuto
il suo posto in queste dotte lezioni, ma Valerio
lo dosava accuratamente in maniera che
l'immaginazione mai prevalesse sulla ragione.
Solo i divertimenti tranquilli, gli svaghi intellettuali,
erano concessi alla giovane signora
Logaart, la cui vita calma trascorreva
per la maggior parte tra la suocera e il marito,
nell'appartamento un po' austero e
quasi sempre silenzioso.
Estella conservava il suo sguardo serafico,
era totalmente sottomessa ai desideri del marito,
e si lasciava guidare perfino nella maniera
di vestire, che Valerio esigeva di una
sobriet assoluta, non escludendo per una
certa eleganza. Si era assoggettata, per volere
di lui, ad allattare la piccina, che aveva
ora sei mesi, bench per il suo temperamento
un po' indolente quell'obbligo le fosse molto
fastidioso. Non era una madre molto tenera,
ma aveva cura della bambina, secondo i princpi
di Valerio, che erano piuttosto severi,
giacch di quella piccina egli voleva fare una
meraviglia di forza e di armonia, cos nel
fisico come nel morale.
Estella sembrava dunque l'allieva perfetta
che Valerio aveva sognato. Come mai dunque
egli si sentiva assalire talvolta da un vago
senso di ansia davanti a quella giovane e placida
sposa che egli trovava sempre occupata,
sempre tranquillamente accogliente, senza
uno slancio affettuoso, ma. anche senza un
gesto di impazienza? Perch, in certi istanti,
aveva quasi paura di quella docilit, di quell'adesione
completa alle sue teorie filosofiche,
molto lontane, spesso, dai primi insegnamenti
ricevuti da Estella?
Gi da qualche mese quella strana paura
si era acuita. Le lunghe ciglia bionde erano
tornate ad abbassarsi spesso, come erano solite
fare nel passato. Nei primi tempi del
loro matrimonio Valerio si era sforzato di
far perdere alla moglie quell'abitudine di
bambina timida, dichiarando che voleva vedere
sino in fondo alla sua anima. Ed Estella
aveva obbedito in questo come in tutto. Perch
dunque ora ella velava i suoi occhi pieni
di dolcezza? Perch, quando quel velo si sollevava,
Valerio credeva di scorgervi, talvolta,
un lampo di noia o di ribellione?
In certi momenti provava una sorda irritazione
pensando che, in fondo, egli non conosceva
i recessi di quell'anima, che Estella
non aveva mai avuto con lui un momento di
espansione. E con la rigida lealt che lo guidava
quando certe dottrine filosofiche non
offuscavano il suo giudizio, Valerio dovette
riconoscere che i suoi modi austeri verso la
moglie non avevano certo potuto incoraggiare
e favorire quella espansione.
Arriv a casa e fece un gesto di impazienza
vedendo ferma davanti al portone
un'automobile elegante accanto alla quale
passeggiava un autista correttissimo.
Di nuovo Noemi! mormor stizzito,
corrugando le ciglia.
Sal le scale, imbronciato. Noemi era la
sua unica sorella, sposata da circa otto anni
a un ricchissimo agente di cambio. La signora
Logaart non si era mai assunta il grave
compito di guidare l'anima dei figli, e Noemi,
seguendo i propri istinti, era diventata una
creatura futile, di gusti mondani, unicamente
occupata di divertimenti e di vestiti. I suoi
bambini crescevano in una bellissima nursery
e il marito la vedeva di solito mezz'ora
al giorno tutt'al pi, quando la stanchezza
di una notte passata al ballo o al teatro non
impediva alla signora Hornier di scendere a
pranzo alle una.
Tra lei e l'austero Valerio si era scavato
un abisso. Ciascuno aveva seguito il proprio
temperamento, e ora non esisteva nessun
punto di contatto tra loro. La signora Hornier
scherniva la seriet e le abitudini laboriose
del fratello, pur facendo pompa in
societ della fama del giovane scienziato. Lui
provava soltanto un profondo disprezzo per
quella creatura frivola, cos lontana dal tipo
di donna che pretendeva di formare.
La signora Hornier, che non sentiva molto
l'affetto filiale, si recava di rado a trovare
la madre. di solito Valerio non si faceva vedere
durante quelle brevi visite, e Noemi non
chiedeva mai di lui. Aveva assistito al suo
matrimonio, poi i giovani sposi le avevano
fatto una breve visita e da allora le loro relazioni
si erano limitate a questo. Valerio non
aveva alcuna intenzione di vedere sua moglie
frequentare Noemi, e del resto Estella, informata
fin dal principio della volont del
marito, non ne aveva mai manifestato il desiderio.
Le due cognate si facevano dunque
visita, cerimoniosamente, una volta l'anno,
in presenza di Valerio, e questi aveva proibito
alla moglie di ricevere la signora Hornier
se non in presenza di sua madre. Inoltre,
aveva pregato quest'ultima di frenare la
frivola conversazione di Noemi, giudicando
inopportuno, nonostante la seriet di Estella,
esporla a quelle sciocchezze.
Ma oggi lo colpiva il pensiero che, gi da
qualche mese, Noemi si era mostrata stranamente
assidua presso la madre. Quale motivo
poteva attirarla nel severo appartamento
dove, aveva detto spesso, una cappa di noia
le cadeva sulle spalle appena entrata nel vestibolo?
La signora Logaart, sempre malazzata,
sempre chiusa, parlava poco; Estella
non conosceva niente di quello che formava
la vita della cognata, e Valerio l'aveva sempre
vista timida, quasi spaventata davanti
alla brillante Noemi.
Si ferm sull'ultimo scalino e le sue dita
strinsero nervosamente la chiave che aveva
tolto di tasca. Noemi, per malignit, per avversare
lo spietato censore della sua vita mondana,
non cercava forse di nuocere alla sua
opera, con perfidi consigli dati in forma insinuante
alla giovane sposa, che vedeva cos
diversa da se stessa?
Avrei dovuto proibirle assolutamente di
vedere mia sorella! mormor. Noemi, non
posso negarlo,  straordinariamente astuta.
Sono stato imprudente. Ma prima veniva cos
poco in casa, che non potevo considerarla un
pericolo.
Infil la chiave nella serratura ed entr accigliato
nel vestibolo dove aleggiava il profumo
delicato lasciato dalla signora Hornier
al suo passaggio.
Valerio si ferm qualche istante, davanti
alla porta del salotto, poi, facendo un mezzo
giro, entr nello studio, lo attravers e sollev
piano piano una portiera.
Aveva davanti a s il salotto, vastissimo,
severamente ammobiliato. Una grande lampada
con paralume di stile impero illuminava
i dintorni del caminetto davanti al
quale stavano sedute tre persone. La signora
Logaart sonnecchiava, e il lavoro a maglia
era scivolato ai suoi piedi. Un po' in disparte
si trovavano sua figlia e sua nuora. Noemi,
sorseggiando una tazza di t, chiacchierava
sottovoce con Estella sdraiata indolentemente
sopra una poltrona. Brevi risatine punteggiavano
le frasi della signora Hornier. Sua
cognata approvava con cenni del capo e accarezzava
frattanto la stola di volpe azzurra di
Noemi, posata sulle sue ginocchia. Aveva il
viso un po' in ombra e Valerio non poteva
vederne l'espressione, ma gli parve di osservare
per la prima volta un leggero cambiamento
nella pettinatura della moglie, di solito
semplicissima, e nella complicata camicetta
che indossava quella sera.
Entr bruscamente. Noemi trasal e alcune
gocce di t le caddero sul vestito. Estella volse
tranquillamente la testa verso il marito. Non
vi era nessuna alterazione, nessun imbarazzo
nel grazioso visetto rimasto rotondo, un
po' infantile e sempre incantevolmente fresco.
Valerio incontr i grandi occhi un po' sorpresi,
ma calmissimi.
Hai un modo di arrivare molto improvviso,
caro Valerio! disse la signora Hornier,
riacquistando subito la sua imperturbabilit.
Non hai mai avuto frequenti occasioni
di sopportare questo mio modo, ribatt lui
in tono mordente. Poich credi inutile avvertirmi
delle tue visite, non ho motivo di
far complimenti quando entro.
Mi farei uno scrupolo di distrarre alla
scienza uno dei tuoi preziosi momenti,
ella rispose sullo stesso tono. E poi ho
sempre pensato che noi c'intendiamo molto
pi da lontano che da vicino.
C'intendiamo? Lo credi? C' sempre un
abisso tra noi, giacch, in verit, non abbiamo
un solo gusto in comune.
Noemi pos la tazza sul tavolino che aveva,
accanto e pass lentamente sulle labbra un
grazioso fazzoletto.
Infatti, non vedo su che cosa potremmo
intenderci. Non si pu trovare un fratello e
una sorella pi dissimili.
La signora Logaart, che si era svegliata al
suono della voce del figlio, disse con il tono
sommesso, un po' esitante, che le era abituale:
Ci non impedisce di volersi bene, ragazzi
miei; al contrario.
Molto al contrario, certamente, rispose
la signora Hornier con un sorriso ironico
che le scopr i dentini aguzzi.
Si alz, rimettendosi sulle spalle il ricco
mantello che le era scivolato sulla poltrona.
Vai gi via? disse tranquillamente
Estella, sollevandosi un poco. La tua visita
 stata breve oggi, Noemi.
Purtroppo, cara, sono assediata! Figurati:
devo fare ancora altre due visite, stasera
ho un pranzo a casa, e dopo far una
scappata all' Opera. Stamani sono andata a
letto alle cinque... ma che festa incantevole!
Valerio guardava la moglie, e vide passare
negli occhi azzurri un lampo mai apparsovi
prima: un misto di desiderio appassionato e
di acuto rimpianto. La sua mano si contrasse
un poco sulla spalliera della seggiola.
Piacevole esistenza! E veramente utile!
disse con collera.
La signora Hornier fece una risatina squillante,
ironica.
Mio caro, io non ho la pretesa di essere
utile, non ho mai pensato di sostenere la mia
parte nel coro sociale, puoi crederlo. Passo
la vita nel miglior modo possibile, come pi
mi piace, e in verit mi credo pi saggia di
un certo scienziato di mia conoscenza che si
preoccupa di utopie sociali e si nutre di chimere
filosofiche. Farai strada, Valerio, ma
non certo verso la felicit.
Si avvicin alla madre, porse la fronte al
suo bacio con poche parole di addio, poi si
volt verso Estella che sembrava a un tratto
molto assorta nella contemplazione della
stola sempre distesa sulle sue ginocchia.
La mia stola ti piace, cara? disse la
signora Hornier ridendo. Chiedi dunque
a Valerio di comprartene una uguale.
Estella ha quello che  necessario alla
sua condizione, rispose freddamente il fratello.
Alla condizione di moglie di uno scienziato
celebre e ricco? Mi permetterai di dubitarne,
caro mio. Confesso che, se fossi in
lei, non mi contenterei tanto facilmente!
Prese la pelliccia che Estella le porgeva e
strinse la mano alla giovane sposa.
Arrivederci, carina. Oggi ti ho trovata
un po' pallida; cerca di distrarti un poco.
S, procurale qualche distrazione, Valerio.
Una madre trova sempre da distrarsi
con il suo bambino, egli disse seccamente.
E ci perde la freschezza e la salute! Sei
perfetto, mio caro! concluse ironicamente.
Gli tese la mano che egli sfior appena con
la punta delle dita e si allontan in un fruscio
di seta, lasciando il salotto saturo di un
profumo penetrante.
Estella tese la mano verso il tavolino da
t, prese un biscottino e domand:
Vuoi un grog, Valerio?
No, grazie. Vieni con me, ho da parlarti.
Ella lo segu nello studio. Valerio si ferm
in mezzo alla stanza e si volt verso di lei.
Dimmi, Estella: tu vedi Noemi ogni
volta che viene dalla mamma?
Calmissima, a occhi bassi, ella rispose con
la sua voce leggermente strascicata:
Certo; ho detto alla cameriera di avvertirmi
tutte le volte che arriva.
Eppure sapevi che non volevo queste relazioni,
che tolleravo soltanto due o tre visite
all'anno! egli disse stupefatto e irritato
a un tempo dalla tranquillit di quella confessione.
Io credo che non ci sia alcuna ragione
che m'impedisca di frequentare mia cognata,
ella rispose in tono netto, senza alzare la
voce.
Tu credi?
Per la prima volta nella vita, forse, Valerio
Logaart perdeva un poco del suo imperturbabile
sangue freddo. Ma in verit, una
statua che si fosse animata e l'avesse apostrofato
all' improvviso, non lo avrebbe sbalordito
tanto, quanto la rivelazione di Estella
che osava emettere un'opinione contraria a
quella del marito.
Tuttavia si riprese subito; il suo sguardo
scintillante avvolse la giovane donna, in piedi
sotto la luce intensa diffusa dalla lampada
dello studio.
E io credo invece che questa relazione
sia assolutamente incompatibile con i tuoi
princpi, con le abitudini e i gusti di una
donna seria quale  Estella Logaart.
Con i tuoi princpi, vuoi dire? Con
le abitudini 'e i gusti che mi hai imposti?
ella ribatt tranquillamente. Non bisogna
confondere, te ne prego.
Che cosa vuoi dire? egli mormor ancora
pi sbalordito.
Che questi princpi non sono i miei,
che mi opprimono, mi uccidono. Che non
posso sopportare pi a lungo queste abitudini
austere fino al ridicolo, che i miei gusti,
insomma, le mie aspirazioni, tutto il mio essere,
mi fanno desiderare ardentemente una
vita pi animata, pi piacevole, meno smorta,
in poche parole!
Guardava bene in viso il marito, e questa
volta non vi era pi niente di angelico nei
grandi occhi che sfidavano Valerio. Era una
nuova Estella... o piuttosto, non era forse
la vera Estella, quella che Valerio non aveva
potuto conoscere, e la cui anima gli era sempre
sfuggita in quei due anni di matrimonio?
Dominando con grande sforzo di volont
lo stupore che lo invadeva, egli la guard
sprezzantemente.
Hai atteso a lungo a farmi conoscere i
tuoi gusti, disse con mordace durezza.
Probabilmente ci sono voluti i buoni consigli
di mia sorella per farti finalmente capire che
la nostra vita ti annoia.
Ella ebbe un gesto di diniego.
Noemi mi ha incoraggiata perch mi
compiange vivamente; ma queste aspirazioni
sono sempre esistite dentro di me.
E allora perch accettasti di sposare uno
scienziato che non ti aveva nascosto che la
tua vita, con lui sarebbe stata semplice e tranquilla?
Volevo liberarmi dal giogo di mio padre;
e poi non credevo, nonostante tutto, che
la mia vita qui sarebbe stata cos noiosa. Ora
ne ho abbastanza.
Valerio indietreggi fino alla scrivania e
incroci le braccia sul petto.
Ebbene? Che cosa pretendi? disse in
tono gelido.
Con un gesto grazioso Estella mise a posto
una ciocca di capelli che le ricadeva sulla
fronte.
Non chiedo molto... semplicemente di
vivere come le altre donne, disse con l'aria
pi naturale del mondo. Mi vestir un
po' meglio, uscir pi spesso, avr una carrozza
per andare al Bosco, andr ai bagni di
mare durante l'estate. Non ti chieder il
sacrificio di accompagnarmi in societ, tua
sorella ha trentasei anni e sar un'accompagnatrice
sufficiente. Mi pare che tutto questo
sia molto ragionevole, no?
Purch le tue rendite te lo permettano,
egli disse freddamente.
Le labbra della giovane donna ebbero una
leggera contrazione. Quell'allusione alla sua
dote modesta non le piacque.
Saranno almeno sufficienti per procurarmi
qualche distrazione, disse, tranquillamente
aggressiva. Te lo ripeto, non posso
pi vivere cos.
Eppure dovrai adattartici. Finch avr
potere su di te, niente cambier nella nostra
vita.
Ella si raddrizz e un lampo scintill per
un attimo nei suoi occhi.
Ebbene, mi sottrarr a questo potere intollerabile!
Divorzieremo, ecco tutto!
Il viso di Valerio ebbe una contrazione.
Sei gi a questo punto? Nonostante le
tue arie ingenue, conosci bene i tuoi diritti,
egli disse sarcasticamente. Se tu conoscessi
altrettanto bene i tuoi doveri...
Ella fece una risatina.
Oh, i doveri!... Parli come un predicatore
che udii una volta, per caso, laggi, al
mio paese. Ma lui assicurava che alla fine
del dovere compiuto si sarebbe trovato il riposo
e la ricompensa eterna; mentre tu predichi
l'arida ragione, la morale noiosa... e
in fondo? Che cosa mi prometti? La soddisfazione
di dire a me stessa che metto in pratica
tutto quello che mi hai insegnato, ma
in nome di chi? Non lo so! Ebbene, giacch
non puoi assicurarmi che esista qualche cosa
di l dalla vita, voglio prendere la mia brava
parte di felicit mentre sono giovane e in
buona salute. Non voglio essere lo zimbello
delle tue teorie filosofiche, la vittima delle
tue esperienze...
Egli tese la mano verso di lei.
Basta, Estella, proruppe con durezza.
Voglio credere che stasera tu subisca l'effetto
dei cattivi consigli di Noemi, e che domani,
calmata, rifletterai sulla tua strana
condotta, sulle parole inqualificabili che hai
pronunziate.
Ella scosse la testa bionda, senza abbassare
gli occhi sotto lo sguardo imperioso.
Non ho nessun bisogno dei consigli di
Noemi, perch so benissimo da me quello che
voglio. Voglio godere la vita. Se ti opponi,
l'ho gi detto, ci separeremo. Il divorzio 
una cosa tanto semplice e facile!
Si allontan con il suo passo tranquillo, e
la portiera ricadde dietro a lei.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Per quanto tempo Valerio rimase in piedi,
immobile nella posizione in cui Estella lo
aveva lasciato? Aveva perso del tutto la nozione
del tempo davanti alla rovina improvvisa
di ci che era stata, per due anni, la
meta delle sue pi care speranze.
Giacch, in lui, non soffriva il cuore.
Estella aveva incarnato per il suo cervello
calcolatore, per la sua anima di filosofo, il
soggetto morale da dirigere, da plasmare, da
modellare. Aveva messo in quell'opera tutte
le forze dell'animo suo, tutte le energie della
sua intelligenza, a tal punto, da vedere ormai
in quella giovane creatura soltanto una cosa
astratta, un essere ideale, esemplare delle
generazioni da lui sognate. Il suo orgoglio
scientifico si era appassionato a quel compito.
Negli ultimi tempi aveva ricacciato come
strane fantasie i vaghi timori che lo avevano
assalito circa il buon successo della sua opera.
E ora, vedendola annientata all'improvviso,
provava lo schianto che prova un artista
quando vede sparire per sempre l'opera delle
proprie mani. S, per sempre! Lo capiva dall'imperturbabile
sicurezza di Estella, dalla
calma tremenda di quello sguardo soave. Ella
aveva subito, ma mai accettato, il dominio
da lui esercitato sulla sua mente. I perfidi
consigli di Noemi avevano potuto incitarla,
ma presto o tardi ella avrebbe ugualmente
scosso il giogo. E ora Valerio non aveva pi
nessuna autorit. Ella voleva un'altra esistenza,
e per ottenerla avrebbe messo in opera
quella tenacia ineluttabile che egli oggi presentiva
in lei.
E se egli si ostinasse, se rifiutasse di accondiscendere
alle sue pretese? Ebbene, c'era il
divorzio. Era cos semplice!
Una collera fredda lo assaliva all' idea che
lui, il sapiente Valerio, si era lasciato ingannare
dall'aria dolce, dai modi timidi di
quella bimbetta ignorante. E, insieme alla
collera, provava un disprezzo profondo per
l'anima femminile, quell'anima che egli si
era illuso di elevare, di illuminare, di condurre
alla luce, alla sua stessa luce.
Pens:
La donna  un essere astuto e bugiardo.
Quando crediamo di aver conquistato la sua
anima, ci sfugge. Che cosa si pu mai tentare
con queste creature mutevoli, infide, e incurabilmente
frivole?
Rivide a un tratto due grandi occhi grigi
alzati verso di lui, limpidi, leali; gli parve
di udire una vocina tremante, eppure risoluta,
che diceva:
Ero disposta ad abbandonare tutto, a
darmi tutta; non desideravo niente di quello
che le altre donne desiderano. Ma vi  una
cosa che non sacrificher mai, per la quale
sono pronta a lottare fino alla morte: la mia
fede.
Colei che aveva pronunziato quelle parole,
la bambina fragile e timida che aveva resistito
al dotto Valerio, era forte nelle sue
convinzioni. Estella Robard non aveva convinzioni
o ne aveva cos poche, che una parola
del marito era bastata a farle svanire.
Egli non aveva mai trovato alcuna resistenza
in lei; passivamente, ella lasciava che Valerio
le infondesse le sue teorie e le adottava.
Ma sulla sua anima poco elevata, spoglia
perfino del ricordo di una educazione religiosa,
superficiale, quelle teorie filosofiche,
senza autorit, senza sanzione, non avevano
messo la bench minima radice.
Oggi Valerio si accorgeva di aver lavorato
nel vuoto.
L'altra, la prima fidanzata, aveva lealmente
lasciato vedere il fondo della sua anima
credente, con la irremovibile risoluzione di
conservare la sua fede. Egli aveva sentito,
in quella bambina solitamente timorosa davanti
a lui, una forza insospettata, e aveva
temuto di trovare in lei una resistenza troppo
forte alle proprie esperienze morali. Nello
stesso tempo un vago sentimento, che non
aveva analizzato bene, lo aveva trattenuto di
fronte alla prospettiva di cambiare quell'anima
che vedeva cos bella, cos luminosa,
cos intrepida nella sua convinzione. Quella
non lo avrebbe ingannato, forse.
Mah! Chiss! mormor con amaro scetticismo.
Neppur lei conosceva la vita. A poco
a poco forse si sarebbe stancata della nostra
esistenza tranquilla! Non credo pi a niente,
ora.
Si sedette davanti alla scrivania e distrattamente
prese un foglio di carta. Sorrise con
ironia. Era l'inizio della conferenza di quel
giorno.
Se sapessero!  perfetto davvero il risultato
della mia esperienza. Bisogna riconoscere
che sono molto bravo!
Nervosamente strapp il foglio in mille
pezzi; poi si avvicin al caminetto, li gett
nel fuoco, e stette a guardarli bruciare, sparire.
Ho una gran voglia di fare altrettanto
dei miei sogni di riforma femminile! Credo
d'inseguire una chimera. Dopo tutto, perch
non lasciare che questo triste mondo vada
come vuole? La donna  davvero un essere
perfezionabile?
Rimase per qualche istante zitto e raccolto,
accigliato, con lo sguardo cupo fisso sul fuoco.
Mi rimane mia figlia, mormor volgendo
l'occhio sulla fotografia della bambina,
posata, sul caminetto. Lei posso dirigerla
fin dalla culla. La educher nella verit...
S'interruppe. Una frase di Estella gli tornava
alla mente:
Tu predichi la fredda ragione, la morale
noiosa; e dopo? Che cosa mi prometti?
S, che cosa poteva promettere? Su quale
autorit basava i suoi insegnamenti? Perch,
dopo tutto, quella donna giovane, troppo debole
per essere attaccata alle credenze della
sua infanzia, avrebbe dovuto credere in lui,
in lui la cui severa morale parlava di doveri
e di alte soddisfazioni, senza sostenersi
su basi divine? Il dio nel quale Valerio credeva
era un essere piuttosto vago, molto lontano,
tanto lontano che la mente superficiale
di Estella non se ne era mai preoccupata.
Ella desiderava la felicit in questa vita,
tanto pi ardentemente in quanto l'altra le
veniva presentata come una cosa incerta. In
fondo, era logica.
Lentamente, la severa lealt di Valerio
giungeva, a questa conclusione: se Estella
era colpevole di dissimulazione verso di lui,
anch'egli poteva rimproverarsi a sua volta
di aver voluto dirigere quell'anima, di istinti
medi e materiali, verso sfere troppo elevate
e troppo vaghe, in cui la noia, lo scoraggiamento,
la ribellione segreta, avevano avuto
facile presa su lei. Una morale pi semplice,
atta, alla sua comprensione, sostenuta da una
sanzione autorizzata, l'avrebbe forse trasformata
a poco a poco, specialmente se avesse
posseduto l'affetto del marito.
E anche a questo proposito Valerio non si
dissimulava la verit. Egli era stato per lei
non tanto uno sposo, quanto un maestro, un
professore. Non l'aveva mai amata, avendo
visto in lei soltanto un soggetto di esperimento,
quasi allo stesso grado delle costellazioni
che studiava, un'allieva che doveva
fargli onore, procurandogli la gloria di attuare
il suo sistema morale. E non si era
mai chiesto se ella lo amava, purch gli obbedisse.
Forse un po' di affetto, di simpatia, di indulgenza
sarebbero riusciti meglio dell'austera
direzione del sapiente sposo?
Alz leggermente le spalle.
 un'anima falsa, di poca levatura. Con
un'altra, forse, avrei avuto pi fortuna.
L'immagine della bimba delicata e silenziosa
che era stata per otto giorni la sua fidanzata,
si ripresentava. La vedeva con il
pensiero come l'aveva vista l'ultima volta,
sulla terrazza, tutta, rossa e turbata, ma risoluta.
In quei brevi istanti ella aveva
rivelato al dotto fidanzato la propria anima, che
l'abituale silenzio e il timido riserbo in sua
presenza avevano resa fino ad allora impenetrabile.
Inutile tornarci sopra! mormor.
Credo di aver commesso uno sbaglio... e
adesso lo sconto, ecco tutto! Ricomincer
l'esperienza su mia figlia, con maggiori probabilit
di successo, questa volta.
Ma il fuoco sacro non ardeva pi in lui;
diventava a un tratto un po' scettico circa
il suo metodo. Il naufragio improvviso delle
sue speranze fondate su Estella, lo lasciava
avvilito e stanco di quel lavoro al quale si
era dedicato per due anni.
Bisogner per che cerchi di attenuare il
cattivo influsso di Noemi, pens, con la testa
tra le mani. Sar una lotta, e temo di
non giungere a nessun risultato... ma non
voglio cedere di fronte a una bambina.
L'orgoglio dello scienziato, l'amor proprio
dell'uomo, insorgevano a quell'idea, e Valerio,
pi professore che mai quella sera, tracci
mentalmente le regole matematiche che
dovevano ormai presiedere ai suoi rapporti
con la moglie ribelle.
Quelle regole erano relativamente indulgenti.
Valerio, comprendendo fino a un certo
punto i propri torti, che egli chiamava il
mio sbaglio, era disposto a qualche concessione
per rendere la vita di Estella meno
monotona e meno severa, per mostrarsi lui
stesso meno intransigente nell'applicazione
dei suoi princpi filosofici. Era disposto, sinceramente,
a mostrarsi paziente, nonostante
il sordo rancore che provava verso la giovane
moglie che si era cos tranquillamente ribellata.
Ma era troppo tardi, non tard a convincersene.
Estella non si ribell mai apertamente,
non vi fu tra loro alcuna scenata; ma
egli urt contro una terribile nemica: la forza
di inerzia, della quale sua moglie sapeva
servirsi meravigliosamente. Inoltre, l'esempio
di Noemi, sempre presente, sosteneva
Estella nella sua resistenza, passiva. Nonostante
la volont espressa del marito, ella vedeva
spesso la cognata, e senza neppur pi
nasconderlo a Valerio. Sembrava anzi che
provasse un piacere particolare a sfidarlo,
con la sua invariabile dolcezza, mostrandosi
a lui quale era veramente: avida di lusso, di
divertimenti, placidamente egoista, priva di
raziocinio e di cuore.
Valerio cerc di far vibrare la fibra materna,
che pur non essendo forte in Estella,
non era atrofizzata. Se ella fosse stata meno
prevenuta contro il marito, forse avrebbe potuto
trovare in ci un benefico compenso ai
suoi futili Sogni. Ma un rancore, anzi, una
specie di odio, si era ormai infiltrato in quel
cuore contro lo sposo autoritario che aveva
tentato di far pesare su lei una schiacciante
tutela. Quel sentimento, unito ai consigli
della signora Hornier, fece naufragare i tentativi
di riconciliazione della signora Logaart
e l'indulgenza alla quale si costringeva per
giustizia e per rigida morale, l'orgoglioso Valerio.
Una sera di primavera, quando suo marito
le fece un'osservazione un po' dura sulle spese
eccessive del mese precedente, ella disse con
calma, alzandosi dalla poltrona sulla quale
si trovava indolentemente seduta:
C' compreso anche il conto della sarta.
Ma non posso pi sopportare di sentir criticare
ogni mia minima spesa! In verit, Valerio,
mi pare che non ci intenderemo mai e
che sarebbe meglio separarci.
Egli fiss per qualche istante quel viso
calmo, quegli occhi azzurri cos incredibilmente
sereni, e un freddo sdegno lo invase.
Con voce secca e sprezzante disse:
Non sono lontano dal condividere questo
parere.  evidente che non potremo mai
colmare l'abisso che si  scavato tra noi. Ma
esiste un ostacolo: non voglio separarmi da
mia figlia.
Neppur io! esclam Estella.
Quello era infatti l'ostacolo. Tuttavia
scomparve presto. La signora Hornier persuase
sua cognata che la bambina le sarebbe
stata di peso, e che era meglio lasciarla a
Valerio, a patto che egli la mandasse da lei
una volta la settimana. Estella resist per
un certo tempo, ma il suo egoismo vinse
l'amore materno, troppo debole.
All'inizio dell'inverno seguente veniva pronunziata
la separazione legale tra Valerio Logaart
e Estella Robard, e questa, in possesso
della piccola eredit lasciatale dal padre,
morto qualche mese prima, avrebbe condiviso
la vita mondana della signora Hornier,
che si era costituita sua protettrice.
Valerio si trov di nuovo solo presso sua
madre, con la bambina, che assomigliava a
Estella. Era ancora troppo piccina perch
Valerio potesse trovare in lei qualche soddisfazione,
e la signora Logaart se ne occup
quasi esclusivamente, sotto l'alta direzione
di Valerio, in attesa del giorno in cui
egli avrebbe cominciato a formare secondo le
sue idee quella giovane mente, a plasmare
quel piccolo cuore che sarebbe stato tutto
suo, questa volta.
Tuttavia egli considerava senza entusiasmo
questa prospettiva un tempo tanto sognata.
Il suo primo insuccesso aveva insinuato in
lui un dubbio sui propri princpi... e il dubbio
 il preludio dell'incredulit.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Il soggiorno di Reginella in casa della signora
Sauvert, a forza di rinvi si era prolungato
per due anni. La vecchia signora si
era tanto affezionata alla sua simpatica compagna
che non poteva sopportare l'idea di
perderla, e la signora Douvre aveva dovuto
inchinarsi.
Reginella aveva dunque trascorso due anni
tranquilli presso quella vecchia amica talvolta
un po' esigente, un po' superficiale di
carattere, ma indubbiamente buona e desiderosa
di dare qualche gioia alla cara Reginella.
La fanciulla era stata presentata alle
numerose conoscenze della signora Sauvert,
aveva preso parte a qualche serata intima, e
la vecchia signora aveva dato in suo onore dei
piccoli ricevimenti simpatici che avevano riunito
la giovent di Nemur.
Reginella si divertiva sinceramente, profittava
delle distrazioni che le venivano offerte,
senza che la sua anima seria e pia subisse
cambiamenti. La sua grazia, il fascino particolare
che emanava da lei, e le speranze che
l'affetto della ricca signora Sauvert facevano
concepire, le valsero molti successi mondani;
ma questi pareva la lasciassero completamente
indifferente. Sempre serena, sempre
cordiale, aveva conservato, insieme con la
gaiezza di un tempo, quella seriet di mente,
che non l'aveva pi lasciata dal giorno in cui
aveva ricevuto la chiesta di Valerio Logaart.
Dei suoi sedici anni tranquilli e ridenti conservava
soltanto una squisita semplicit. La
sua devozione si era rinforzata, la sua intelligenza
andava sviluppandosi, era diventata
veramente donna, senza perdere niente delle
sue qualit di bambina.
I suoi rapporti con la signora Douvre erano
rimasti in apparenza correttissimi; ma Reginella
sentiva che l'antipatia di quella donna
verso di lei non era diminuita. Ella veniva
spesso a Nemur, e assecondava in tutto la
signora Sauvert, anche quando si trattava di
lodare Reginella.
Portava le lettere di Germano, da poco promosso
capitano e decorato dopo una missione
pericolosa nella quale aveva compiuto diverse
azioni importanti. Le leggeva ad alta voce,
e Reginella provava un gran piacere nell'ascoltare
quei racconti sobri e precisi della
vita del giovane ufficiale, laggi in quell'Affrica
terribile che spaventava tanto la signora
Sauvert. Anche questo, riceveva ogni tanto
notizie dal giovane ufficiale, il quale non dimenticava
mai di aggiungere anche un saluto
per Maria Regina.
Ditegli che non lo dimentico nelle mie
preghiere, signora, rispondeva Reginella,
che la simpatia insospettata di Germano, nei
giorni nei quali aveva tanto sofferto, aveva
commossa.
I giorni del suo fidanzamento!... Come le
erano presenti alla mente! Avevano segnato
per lei la fine della giovinezza spensierata,
l'inizio della vita, vera, piena di responsabilit.
E la breve scena della terrazza aveva
rivelato a Reginella una energia sconosciuta
latente nella sua anima di bambina timida.
Da quel momento si era sentita donna; aveva
capito che, unita a Dio e ferma nella fede.
non poteva aver niente da temere su questa
terra.
Di Valerio conservava un ricordo vago nel
quale il sollievo di essere sfuggita a un incontestabile
pericolo morale, si mescolava a
una grande compassione per quell'anima
leale ma rigida, smarrita, lontana dalla verit,
che sperdeva le sue forze vive alla ricerca
di un'utopia.
Dal giorno della rottura del fidanzamento,
Reginella non ometteva mai, ogni sera, di
pregare in maniera particolare per colui che,
nel fervore della sua anima credente, essa
compiangeva tanto.
Il dotto e orgoglioso Valerio non sospettava
certo di essere oggetto della pietosa compassione
di colei che aveva sognato di trasformare
sostituendo alle sue credenze cristiane
i propri princpi. Non pensava che la
piccola Maria Regina, cos intimidita, dalla
sua presenza, non aveva mai dimenticato che
in cuor suo, davanti a Dio, aveva promesso
di dedicarsi a lui; e il Cielo sapeva a prezzo
di quale lotta interiore. L'impronta di quel
sacrificio era rimasta tanto pi profonda,
quanto pi doloroso era stato il sacrificio.
Durante quei due anni, dunque, la vita era
trascorsa serena per Reginella. Non poteva
pensare, senza un certo spavento, al giorno
in cui sarebbe dovuta ritornare alla Bordire.
Del resto, la signora Sauvert non sembrava
affatto disposta a privarsi di lei e moltiplicava,
anzi, le prove di affetto. Reginella, profittando
di quella simpatia sempre crescente,
riusciva piano piano, con l'esempio e con delicate
insinuazioni, a ricondurre la vecchia
signora alle pratiche religiose, che aveva da
molto tempo trascurate.
Capisci, piccina, ella confid un
giorno a Reginella mio marito era un seguace
di Voltaire. Io non ero molto istruita
nella religione e nemmeno troppo devota, perci
egli mi ha guidata a modo suo. Ora rimpiango
molto di avergli dato retta.
Reginella era tutta felice di accompagnarla
ogni domenica alla Messa cantata, e prov
una delle gioie pi dolci della sua vita aiutandola,
il giorno di Pasqua, a inginocchiarsi
alla sacra Mensa.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Quel ricordo le dette forza quando, quindici
giorni dopo, tornando da una passeggiata
con alcuni amici, trov la vecchia signora
morta sulla sua poltrona. Una congestione
l'aveva uccisa; tutto era finito.
La signora Douvre, chiamata subito, arriv
senza fretta. Fin da allora Reginella scomparve,
fu annichilita, come se non avesse
mai contato niente nella vita della defunta.
Ebbe soltanto il permesso di rimanere a pregare
presso il letto funebre e di seguire il
funerale insieme con i parenti, perch la signora
Douvre pens che sarebbe stata biasimata
dagli amici della zia se avesse agito in
maniera diversa con colei che la vecchia signora
aveva amata, un po' egoisticamente ma
sinceramente.
Al ritorno, la fanciulla dovette prender
parte al desinare, durante il quale non tocc
cibo, nonostante l'esempio di Carlo che divorava
a quattro palmenti. Quel ragazzone
aveva avuto un certo affetto per la vecchia
zia, molto indulgente con i giovani e generosa
all'occasione; aveva quindi provato un
vero dispiacere nel vederla sparire; ma in
lui le emozioni tristi o liete producevano
lo stesso effetto: gli aguzzavano l'appetito.
A questo si aggiungeva un'altra causa: in
quel momento Carlo stava facendo il servizio
militare ad Angers, e il fine desinare della
cuoca della signora Sauvert gli pareva assai
superiore al rancio della caserma.
Finito il desinare, Reginella sgusci fuori
dal salotto e si rifugi in giardino, su una
panchina ombreggiata da un enorme albero.
L era libera, lontana dallo sguardo cattivo
della signora Douvre, lontana dai discorsi
esuberanti di Carlo e dai visi compassati, un
po' preoccupati, degli altri eredi.
Era finita. Aveva ormai perso la sua protettrice,
aveva perso un affetto che, da superficiale,
era diventato profondo e durevole. La
sua anima affettuosa provava un intimo strazio
al quale non era disgiunta, ora che ci rifletteva,
l'angoscia del domani.
Quel domani era il ritorno alla Bordire,
sotto la sferza della signora Douvre... a meno
che questa non le permettesse di ritirarsi in
un convento dove, a forza di lavoro, avrebbe
potuto sollecitamente rimediare alle lacune
della propria istruzione, gi in parte colmate
durante il suo soggiorno presso la signora
Sauvert, e in seguito tentare di ottenere un
diploma. Dopo, avrebbe forse potuto trovare
un posto di dama di compagnia, di istitutrice,
magari di direttrice di casa. Tutto era preferibile
a vivere sotto il dominio della moglie
del suo tutore.
Le ore passavano. Reginella non si decideva
a rientrare in casa, dove ora comandava
la signora Douvre, e dove non avrebbe mai
pi visto il viso benevolo della signora Sauvert.
Finalmente si alz, rassegnata e coraggiosa,
quando Carlo apparve rosso rosso,
quasi correndo.
Ti vogliono... il notaro... grid da
lontano.
Il notaro!... esclam Reginella, sorpresa.
Carlo le era ora vicino. Il suo viso esprimeva
gioia, e nello stesso tempo una certa
preoccupazione che si pales nella voce
quando le rispose:
Eh! S, il notaro! Ha letto ora il testamento.
Noi ereditiamo la maggior parte
del patrimonio; c' qualche lascito di poco
conto per i Changor... e dieci milioni per te,
fortunata Reginella!
Dieci milioni! ella mormor, stupefatta.
S, tutti per te. Hai avuto una bella fortuna,
eh? egli disse, interpretando male
il senso della sua esclamazione. Vieni subito,
ti aspettano. Vedrai il viso dei Changor.
Che ridere!
La trascin verso la casa, la fece entrare
nel salotto dove i parenti si trovavano riuniti
di fronte al notaro. A un cenno imperioso
della signora Douvre, Reginella si sedette
tra il signor Douvre e Carlo... ascolt,
come in sogno, la lettura del paragrafo che
la concerneva... ud vagamente le insinuazioni
agrodolci che i parenti delusi rivolgevano
alla signora Douvre, e le sue risposte
correttamente glaciali.
Dormi, Reginella? chiese Carlo scotendola
per un braccio.
 tutta presa dalla gioia di aver saputo
manovrare cos bene! disse una voce dura.
Questa volta Reginella torn in s. Si
guard intorno a vide che i Changor e il notaro
erano andati via. Era sola con i Douvre.
Che dite? mormor guardando il viso
torvo della signora Douvre.
Che hai saputo manovrare bene la tua
barchetta. Sapevi gi quanto ti avrebbero
fruttato le tue moine alla zia Celina.
Davanti a quello sguardo pieno di gelida
collera, davanti all'evidente cattivo umore
del signor Douvre, Reginella cap. Rossa per
l'offesa, recata alla sua dignit tese vivamente
la mano in un gesto di protesta.
Non ci ho mai pensato! Quel denaro io
non lo voglio!
Perch sai che  impossibile a una minorenne
rifiutarlo! disse la signora Douvre.
Impossibile?... Ma quando sar maggiorenne
potr?
Senza dubbio, ma ti guarderai bene dal
farlo.
Reginella, ora pallidissima, fece qualche
passo verso la signora Douvre.
Ascoltate, signora: io non vi ho mai
mentito... no, nemmeno quando le mie birichinate
di bambina dovevano procurarmi un
duro castigo. Ebbene, oggi vi prometto che
non toccher mai un centesimo di quella
somma, e che tutto vi sar restituito intatto
il giorno in cui sar libera di rinunziarvi.
Via, Reginella,  una sciocchezza!
disse bruscamente Carlo. La zia aveva il
diritto di lasciarti quei denari... e del resto
te li sei meritati... non  vero, babbo?
Ma s, s, assent il signor Douvre,
mordicchiandosi i baffi.
La signora Douvre disse duramente:
Noi non ti chiediamo questo sacrificio.
Legalmente, quella somma ti appartiene.
Niente potr cambiare la mia decisione,
signora. Potete fin da ora considerare quel
denaro come vostro, giacch, dovessi anche
mendicare un tozzo di pane, non lo toccher
mai.
La vedremo! mormor Carlo, dando
un'occhiata di disapprovazione alla madre.
Reginella torn alla Bordire, giacch la
signora Douvre non permise che andasse in
collegio. Quella donna autoritaria si preoccupava
molto dell'opinione pubblica e non voleva
fosse detto che la sua pupilla non poteva
vivere in casa sua, n che ella le permetteva
di guadagnarsi la vita.
La fanciulla riprese le sue occupazioni di
un tempo, sent di nuovo il peso schiacciante
del giogo al quale l'aveva sottratta la signora
Sauvert. pi matura, sorretta da una fede
pi profonda e illuminata, era, in un certo
senso, meglio preparata, a subire quella dominazione
freddamente persecutrice; ma, d'altra
parte, non avendo pi la spensieratezza
dei sedici anni, sentiva pi profondamente le
piccole ferite scottanti della sua vita di pupilla
povera sopportata per orgoglio.
Non c'era Carlo per distrarla con la sua
esuberante amicizia; Lina Meunier faceva il
noviziato dalle suore della Sapienza; Simona
aveva da poco sposato un giovane notaro
di Nemur. A Reginella rimaneva soltanto la
signora Meunier, sempre buona e accogliente,
presso la quale andava qualche volta a cercare
un po' di conforto. Ma pi che altro ella
aveva ci che  consolazione e forza, ci che
non le sarebbe mancato mai.
Un compito caritatevole venne a portare
alla sua vita un altro raggio di sole. Scopr,
vicino alla Bordire, un'operaia povera e vedova,
che riusciva a stento a mantenere il
figlio infermo. Il giovane Michele piangeva
spesso vedendosi inutile, condannato per sempre
a trascinare l'esistenza; e quell'adolescente
imprecava in una maniera che spavent
Reginella la prima volta che lo ud.
Tuttavia, senza lasciarsi scoraggiare dalla
sguaiataggine di Michele, torn a trovarlo,
gli port qualche dolce e dei libri comprati
con i suoi magri risparmi. A poco a poco la
sua grazia angelica ammans l'infermo, ed
ella pot cominciare a parlargli di Dio, a ricordargli
gli insegnamenti del catechismo, a
farsi, insomma, l'apostolo di quel povero ragazzo
malato di anima e di corpo.
Un pomeriggio di settembre, uscendo dalla
casa del suo protetto, incontr la signora Reybard,
la parente di Valerio Logaart. Nonostante
la rottura del fidanzamento, costei era
rimasta in relazione con la signora Douvre,
pur diradando un poco le visite. Di carattere
franco, piuttosto rude, non aveva nascosto di
aver serbato rancore a Reginella, e la signora
Douvre non conduceva pi la fanciulla alla
Chiusa.
Reginella sapeva che Valerio era sposato.
La signora Douvre aveva avuto cura di farglielo
sapere, aggiungendo, in modo da farle
capire che non le perdonava:
Quella ha avuto pi giudizio di te!
La fanciulla salut la proprietaria della
Chiusa. Questa rispose un po' bruscamente
con la testa; poi, fermandosi di colpo:
Sono tutta sottosopra per via di mio
cugino Logaart. Perch mai non voleste sposarlo,
sciocchina?
Ne sapete il motivo, signora, disse
Reginella chiedendosi a che cosa mirasse.
S, lo so; scrupoli religiosi. Ma sareste
riuscita ad ammansirlo.  un bravo ragazzo,
sotto il suo aspetto freddo. Perci sono desolata
nel sentire che si  diviso dalla moglie.
Oh, davvero?
S, gi da due mesi. Sua madre me lo
ha scritto stamattina. Per fortuna la bambina
resta a lui. Sono certa che il torto 
della moglie, perch lui  un uomo serio,
molto paziente, e non lo credo propenso a
questa maniera di sistemare le cose tra coniugi.
Deve essere stato spinto agli estremi
da Estella, che, a dirla tra noi, mi piaceva
assai meno di voi, piccina. Eh, dopo tutto,
quello che accade  colpa vostra! Se aveste
sposato Valerio, certamente le cose sarebbero
andate meglio.
Si allontan a gran passi, lasciando Reginella
tutta turbata in mezzo alla strada.
Separati!... E avevano una bambina! Tutta
l'anima di Reginella insorgeva a questo pensiero.
Ma allora, se Dio non l'avesse preservata
da diventare sua moglie, forse Valerio, vedendola
risoluta a conservare la fede, sarebbe
giunto a quello stesso estremo!
Era orribile pensare a una cosa simile!...
Ma poteva anche essere che la signora Reybard
avesse ragione, quando affermava che i
torti erano dalla parte della moglie! Chiss
che lui non soffrisse dolorosamente di questo
stato di cose!
Pover'uomo! pens Reginella, commossa
a quell' idea. Senza fede, con la famiglia disgregata
e una bambina da educare! Signore,
abbiate piet di lui!
Senza porvi mente, entrando nel giardino
della Bordire si diresse verso la terrazza.
Era cos assorta nel riflettere alla triste notizia
datale dalla signora Reybard, che si
ferm bruscamente, sorpresa di trovarsi l.
Ritrovava in quel luogo il ricordo del suo
ultimo colloquio con Valerio Logaart. Si rivedeva,
mentre restituiva l'anello di fidanzamento
al giovane scienziato, calmo calmo, padrone
di s. Aveva egli un cuore, oppure soltanto
il cervello si era sviluppato in lui fino
a soffocare tutti i sentimenti della natura?
In questo caso non doveva aver sofferto dei
recenti avvenimenti che distruggevano il suo
focolare.
Reginella si volt a un tratto udendo il
rumore di un passo precipitoso. Era Carlo,
che quel giorno si trovava alla Bordire in
permesso.
 arrivata una lettera di Germano. Ha
avuto la febbre gialla e viene qui in licenza
di convalescenza, una licenza molto lunga,
dice, perch ha bisogno di respirare a lungo
l'aria del paese natio.
Meglio cos! disse spontaneamente
Reginella.
Pensava che la presenza di Germano
avrebbe forse addolcito il cattivo umore
della signora Douvre, ed era anche felice di
rivedere colui che ora presentiva assai migliore
di quanto facesse credere la sua apparente
freddezza.
Ritornando verso casa trovarono la signora
Douvre ritta sulla porta del salottino, che
rileggeva ancora la lettera del figlio. Reginella
disse timidamente:
Carlo mi ha detto che Germano  stato
malato, signora...
La signora Douvre volt la testa e Reginella
osserv che aveva il viso pallidissimo,
contratto.
S, molto malato, rispose con voce
leggermente rauca. Non me lo dice chiaramente,
ma lo leggo tra le righe. E poi questo
permesso lungo, molto lungo che trascorrer
alla Bordire, indica che il suo stato 
grave. Germano non  uomo da prolungare
una licenza senza una necessit urgente.
Rientr nel salottino con un passo meno
sicuro del solito, mentre Reginella si allontanava,
addolorata all' idea che Germano fosse
seriamente malato.
Reginella dovette usare tutta la sua energia
per trattenere un'esclamazione di sorpresa
quando vide Germano, sostenuto dal
padre che era andato a prenderlo a Marsiglia.
Non era pi il bel sottotenente Douvre,
fiero, impettito e compitissimo, ma un povero
essere magro, dal colorito giallastro, dagli
occhi incavati, che sguazzava in un mantello
troppo ampio, e tremava dal freddo, nonostante
il tepore della temperatura.
La signora Douvre lo strinse con forza tra
le braccia, senza parlare. Lui disse, sorridendo
tristemente:
Povera mamma! Che misero figlio ti ritorna!
Non avrebbe fatto meglio a restare
laggi per sempre?
Taci! ella implor bruscamente.
Ti cureremo, e guarirai presto, stai tranquillo.
L'aria del paese ti far bene. Sali subito
in carrozza, ragazzo mio.
Lascia che saluti Maria Regina, mammina.
Aveva scorto la fanciulla, che si teneva in
disparte. I suoi occhi azzurri, un po' abbattuti,
ma sempre freddi, si addolcirono a un
tratto e quasi rifulsero. Tese le mani a Reginella
che si avvicinava tutta commossa.
Buon giorno, Maria Regina. Non ti faccio
paura? chiese con dolcezza.
Oh, Germano! ella esclam trattenendo
a stento le lacrime. Vedrai come ti
rimetterai presto, e come saremo felici!
Lo stesso sorriso un po' triste apparve sulle
labbra, del giovane.
Se devo rimettermi non potr trovare
la guarigione altro che qui, mormor.
Era seriamente ammalato, infatti. Il medico
di casa si spavent del suo stato di debolezza
e prescrisse il riposo pi assoluto,
unito a una completa tranquillit di animo.
Germano passava ormai le giornate sdraiato
nel salottino, quasi sempre zitto, a leggere, a
riflettere, con una severa malinconia che incupiva
il suo viso alterato. Alcuni amici venivano
a trovarlo, ma pareva che quelle visite
lo stancassero, come pure la conversazione
esuberante del padre. Sembrava gradire
solo la compagnia di Reginella, e la fanciulla
sulle prime intimidita, si lasciava ora trascinare
dal suo carattere semplice e gaio, mostrava
senza accorgersene una mente acuta,
molto osservatrice, e nello stesso tempo rivelava
la sua anima limpida e bella, ingenuamente
cristiana.
La signora Douvre si accorse subito del
cambiamento del figlio nei riguardi della sua
pupilla. Gelosa, e ripresa dai vecchi timori,
faceva di tutto per allontanare Reginella, ordinandole
faccende che la tenessero fuori del
salottino. Ma Germano diventava pi cupo
e taciturno. Un giorno, vedendo che Reginella
portava un paniere di biancheria troppo
pesante per le sue forze, egli rivolse alla madre
uno di quei rimproveri corretti, gelidi,
che sapeva fare cos bene e che la signora
Douvre temeva molto.
Ella rispose un po' aspramente. Germano,
per rispetto, non replic, ma quella contrariet
fece aumentare la febbre che lo minava.
Il medico, chiamato la sera, disse alla signora
Douvre:
Che cos'ha? Si direbbe che sia stato
violentemente contrariato. State attenta; ha
bisogno di grandi riguardi, altrimenti non
rispondo di lui.
Il giorno dopo Reginella ebbe il permesso
di riapparire nel salottino, e fu perfino esonerata
da diverse faccende alle quali abitualmente
accudiva perch potesse tenere pi a
lungo compagnia al malato.
Ella leggeva ad alta voce per lui, sempre
libri seri, di storia o di letteratura che Germano
le spiegava. Egli giunse cos a darle
delle vere e proprie lezioni; e le ore passavano
rapidamente tanto per l'uno che per
l'altro, giacch Reginella, attentissima, non
si stancava mai di ascoltare il suo maestro,
e questi era evidentemente lusingato dalla
viva comprensione dell'allieva.
Un giorno Reginella si arrischi a leggere
un pezzo di un libro di alta intonazione cristiana.
Sapeva che Germano, come Carlo del
resto, era molto lontano dalla religione, giacch
la loro madre non aveva giudicato necessario
coltivare in loro le credenze e le pratiche
della loro infanzia. Germano per aveva
almeno il merito di non schernire mai le opinioni
altrui, e Reginella non ricordava di
aver udito uscire dalle sue labbra una parola
che potesse urtare le sue convinzioni religiose,
mentre il signor Douvre e Carlo, per
spensieratezza., non se ne privavano.
Egli la lasci leggere, e anzi l'ascolt attentamente
con un'espressione meditabonda
nello sguardo. Quando ebbe finito, le prese
una mano tra le sue, e disse con dolcezza:
 molto bello, questo; ma dimentichi
che io non la penso cos.
Oh, Germano! Perch?
Perch? Ho riflettuto, Maria Regina, e
non ho trovato la verit in questa fede. Tu
mi compiangi, vero? continu con dolce
ironia vedendo lo sguardo addolorato che si
posava su lui.
S, ti compiango! Darei... oh, non so
che cosa darei perch tu vedessi finalmente
che la verit  nella nostra religione! Dici di
aver riflettuto. Germano, non sar invece il
tuo orgoglio di uomo che si ribella dinanzi
all'umilt della croce?
Aveva parlato spinta da un impulso interiore,
ma s'interruppe a un tratto, tutta confusa.
Germano le avrebbe certamente chiesto
di che cosa s'impicciava, lei, povera ignorante.
Ma no, non vi era alcuna irritazione nello
sguardo pensoso che si fissava su Reginella!
Una certa sorpresa, una specie di commozione
malinconica, ecco tutto.
Sei una grande filosofa, Maria Regina,
egli disse sorridendo. Certo il cattolicesimo
integrale e perfetto  una vetta dirupata,
per non dire inaccessibile.
Inaccessibile no! protest Reginella.
Infatti, visto che tu ci sei arrivata.
Reginella sussult guardandolo con gli occhi
spalancati e quasi scandalizzati.
Ma che dici, Germano? Mi prendi forse
per una santa?
Egli si mise a ridere allegramente, cosa
rara in lui.
Ti chiedo scusa di aver spaventato la
tua umilt... No, ancora non sei proprio una
santa, ma sei sulla buona strada. Va bene
cos?
Ella lo guard un po' esitante, chiedendosi
se parlava sul serio.
Non mi credi, Maria Regina? Forse non
hai fiducia nel giudizio di un libero pensatore
come me?
Vi era una certa amarezza nel suo accento.
Reginella esclam con slancio:
Oh, non pensare questo, Germano! Sei
cos serio, osservatore... e buono!
Egli ebbe un sorriso un po' triste e rimase
in silenzio, guardando vagamente i tizzoni
ardenti del caminetto.
A proposito, Maria Regina, disse a
un tratto raddrizzando la testa  vero
quello che Carlo mi raccont ieri? Hai intenzione
di rinunziare al legato della zia,
quando sarai maggiorenne?
Ella chin la testa in segno affermativo,
arrossendo un poco al ricordo delle parole
offensive della signora Douvre.
E perch? egli chiese, guardandola
in viso.
Ella rispose nettamente:
Perch non voglio che si dica che ho
usato moine e raggiri per farmi lasciare quel
denaro.
Ah!  stato detto questo?
Non aggiunse altro, ma si rannuvol, e rimase
cupo per tutto il pomeriggio, con grande
preoccupazione della fanciulla che temeva di
averlo involontariamente urtato.
La sera, quando la signora Douvre sedette
accanto a lui con il lavoro, egli disse, additando
Reginella assorta in un rammendo:
Mamma, noi non permetteremo assolutamente
che Maria Regina rinunzi all'eredit
della zia, non  vero?
La signora Douvre trasal leggermente. Si
chin per scegliere un ago sul suo appunta-
spilli, e rispose con calma:
Questo  affar suo e non nostro, Germano.
Come? egli chiese in tono secco.
Ma s, se lei giudica giusto di restituirci...
Restituirci?... egli ripet pallidissimo,
con un gesto di sdegnata protesta.
La parola  impropria, infatti, ella
soggiunse, calma. Voglio dire che Maria
Regina giudicher forse pi delicato non conservare
quel piccolo patrimonio al quale non
aveva nessun diritto.
Non conti dunque niente le cure e la
gioia della sua presenza che hanno rallegrato
gli ultimi anni della zia? Per parte mia,
mai... ascoltami bene, Maria Regina...
Si rivolgeva alla fanciulla che ascoltava
senza alzare gli occhi, turbata di veder tornare
sul tappeto quell'argomento spiacevole.
... Mai accetter tale rinunzia, te ne avverto
una volta per sempre. Carlo far quello
che vorr, ma spero che anche lui penser
come me che la signora Sauvert ha agito con
giustizia, pensando all'avvenire della sua piccola
amica.
Ma io non voglio neanche la bench minima
parte di quel denaro! esclam impetuosamente
Reginella.
Si alz e, con le lacrime agli occhi, tutta
fremente, usc dalla stanza, pensando con
amarezza all'ostinata antipatia della sua tutrice
e con gioia alla profonda bont di Germano.
Lo vedi? Lei stessa riconosce che  giusto
e ragionevole, disse la signora Douvre
in tono soddisfatto, smentito tuttavia dall'occhiata
ansiosa diretta al figlio.
Ma incontr uno sguardo freddo, quasi severo,
e lei, la donna inflessibile, rimase un
po' turbata.
In ogni modo, se tu vuoi, Germano, le
far capire che noi non glielo rinfacceremo
mai... che approviamo la signora Sauvert.
Credo che in tal modo agirai con giustizia,
mamma, egli rispose freddamente.
Temo per che sia ormai tardi. Maria Regina
 un'anima delicata, che bisogna trattare con
precauzione... e con simpatia.
I tigli del viale si coprivano di foglioline
di un verde tenero, gli ortaggi nuovi si allineavano
nell'orto, i non-ti-scordar-di-me e
le viole del pensiero fiorivano nelle aiuole davanti
alla casa. Germano, sotto l'influsso di
quella tiepida primavera piena di sole, riacquistava
un poco le forze, diventava meno
magro e meno giallo.
Quel giorno si provava a fare quattro passi
a braccetto al padre. Incoscientemente, raddrizzava
un poco, come nel passato, la sua
alta figura incurvata. Dopo poco, tuttavia,
si sent stanco e si lasci cadere su una poltrona
di vimini, nel viale.
Durer fatica a rialzarmi di qui, mormor
scotendo la testa.
Suo padre gli batt sulla spalla.
Su, via! Stai gi molto meglio di quando
sei arrivato, ragazzo mio!... Non  vero,
Berta?
La signora Douvre si avanzava con in mano
una tazza di brodo. La porse al figlio, rispondendo:
Non si pu negarlo; vai migliorando,
Germano. Eppure non sei facile a scoraggiarti!
Che cosa ti prende, oggi?
Egli non rispose e si mise a bere lentamente.
Il signor Douvre si allontan verso
casa, mentre sua moglie sedeva accanto a
Germano.
Hai qualche cosa che ti contraria?
ella gli domand con una certa ansiet nella
voce e nello sguardo.
Egli disse cupamente:
Ho che mi sento debole, che vedo la mia
carriera interrotta, che... non potr mai esser
felice!
Germano! grid la madre con angoscia.
Egli si sforz di sorridere.
Perdonami, mamma; ho una delle mie
giornate nere.
Mi sembrano molto frequenti da qualche
tempo. Perch parli della carriera interrotta?
Presto sarai guarito...
Egli scosse la testa.
Non tanto presto, mamma. E poi dovr
rinunziare a tornare in colonia.
Ebbene, rimarrai vicino a noi.
Non vicino a voi, ma in una qualsiasi
citt di guarnigione, io che non posso soffrire
quella vita!
Ti ci abituerai, ragazzo mio. Del resto,
ti sposerai. Con il tuo grado, la tua intelligenza
e il discreto patrimonio che avrai, potrai
scegliere!
Un lampo di dolcezza attravers lo sguardo
di Germano. Egli mormor:
Ho gi scelto.
La signora Douvre si raddrizz, stupefatta.
Davvero? E non me ne hai mai parlato?
Eppure non vedo chi, tra. le nostre conoscenze,
potrebbe fare al caso tuo; e non 
certo laggi, nel Senegal, che puoi avere incontrato...
No, no, non  tanto lontano! egli
disse con un sorriso commosso.  Maria
Regina.
Maria Regina!
Cosa quasi inaudita, il pallido viso della
signora Douvre arross leggermente.
Scherzi, Germano?... disse a denti
stretti.
Tutt'altro, mamma! Se non fossi un povero
invalido, ti avrei chiesto gi da qualche
tempo di parlarle per me. Ma in queste condizioni
di salute non c' da pensarci... ed 
proprio questo che mi porta alla disperazione!
concluse amaramente, contraendo
le mani sui braccioli della poltrona.
Il viso della signora Douvre era diventato
arcigno. Le sue dita fini, molto lunghe, si posarono
sulla spalla del figlio.
Ho sempre intuito che quella ragazza
era un pericolo! Perci volevo allontanarla
maritandola presto.
Col rischio di renderla infelice se Valerio
Logaart avesse tentato su lei un sistema
di educazione contrario ai suoi princpi!
egli disse con un impeto di ribellione.
Discorsi! Sarebbe stata perfettamente
felice accanto a quell'uomo, e io... io non
avrei il dolore di udire oggi da mio figlio, dal
mio figliuolo maggiore, questa inconcepibile
confessione. Ti credevo cos giudizioso, cos
cosciente del tuo valore, Germano! Tanto 
vero che quando mi struggevo di dar marito
a Maria Regina, non temevo per te, ma per
Carlo, che  una testa calda. Tu, tu, Germano,
cos fiero, cos serio...!
Questo non m'impedisce di avere un
cuore e di apprezzare le rare doti di quella
figliuola. Mi pare, mamma, che conoscendola
bene, dovresti capire che ella farebbe la felicit
di tuo figlio.
Ella disse in tono gelido:
Non ho nessuna simpatia per lei.  una
bigotta, una scioccherella... e, inoltre, non
ha nemmeno la dote regolamentare.
Egli fece un gesto d'impazienza.
Ti prego di non parlare di denaro,
mamma! E poi, ha l'eredit della zia. Ma
ci non ha importanza; io avr sempre quanto
basta per due.
E credi che mi sia data tanto da fare
per consigliare tuo padre a trovare ottimi
investimenti, per risparmiare, allo scopo di
preparare a voi due un solido patrimonio,
per vederti sposare una ragazza senza un
soldo?
Si alz, fissando sul figlio uno sguardo
pieno di fredda collera. Germano apr la
bocca per dire qualcosa, ma ella continu
quasi con veemenza:
 una pazzia che ti ha sconvolto il cervello;
ma ti passer, Germano, perch io non
permetter mai una sciocchezza simile.
Egli rispose:
Vedremo! Per ora, certo, non se ne pu
parlare, nello stato di salute in cui mi trovo.
Eppure mi pare che questa felicit mi darebbe
tanta forza, tanto coraggio per reagire
contro il male!
Parlava con tanto ardore, che per un momento
i suoi occhi rifulsero. Poi soggiunse
subito, amaramente:
Ma  impossibile, non voglio chiederle
questo!
La signora Douvre si sedette di nuovo e
prese distrattamente un giornale dimenticato
sulla tavola.
Aveva il viso rigido dei giorni cattivi, quel
viso che la povera Reginella conosceva fin
troppo bene.
La fanciulla stava appunto arrivando dall'orto.
Il sole primaverile che filtrava attraverso
il fogliame tenero dei tigli ne illuminava
il viso pensoso. Camminava a occhi
bassi, seguita da Kilt che veniva avanti gravemente,
dello stesso passo.
Scorse alfine la signora Douvre e Germano
e rallent involontariamente. Si sentiva sempre,
accanto al giovane, tollerata dalla madre,
e temeva d'incontrare lo sguardo di
fredda diffidenza con il quale la signora Douvre
l'avvolgeva in quelle occasioni.
Germano alz un poco la testa che aveva
lasciato cadere sulla spalliera della poltrona
e rivolse un segno amichevole di saluto alla
nuova arrivata..
Che cosa ci porti di bello, Reginella?
disse additando il paniere che la fanciulla
teneva in mano.
Gi da qualche tempo anche lui la chiamava
con il diminutivo usato da tutti, tranne
dalla signora Douvre e da lui, e che stava
tanto bene alla fine e graziosa Maria Regina.
Patatine novelle, le prime dell'orto. Le
avrai stasera a cena, Germano, e forse ti stuzzicheranno
l'appetito.
S, mi piacciono molto. Ma hai vangato
tu per levarle? disse, guardando le mani
scure di Reginella.
Ho soltanto aiutato Giuliano; da sola
non avrei la forza.
Che terribile disgrazia! interruppe
la voce breve della signora Douvre. Hai
letto, Germano, di questo incidente di macchina?
No, non ho ancora letto il giornale,
mamma, egli rispose con un gesto indifferente.
Ecco di che cosa si tratta: ieri, a Versailles,
nel viale Saint Cloud, l'automobile
del conte D. si  scontrata con quella della
signora Hornier, moglie dell'agente di cambio,
che vi si trovava insieme alla signora
Estella Logaart, moglie di suo fratello Valerio,
l'illustre matematico. La prima ha riportato
gravi contusioni. La signora Logaart,
mortalmente ferita,  morta dopo poco. Aveva
diciannove anni.
Reginella congiunse le mani ed esclam impallidendo:
Oh, che cosa tremenda! Sciagurata!
Germano mormor pensosamente:
Quel povero Logaart, nonostante tutta
la sua scienza, si  lasciato molto scioccamente
sfuggire la felicit!
I tratti della signora. Douvre ebbero una
leggera contrazione.
In ogni modo, se le cose fossero andate
diversamente, noi avremmo evitato molte
noie. Suvvia, porta subito il paniere in cucina,
soggiunse irritata, rivolgendosi a
Reginella. Farai appena in tempo a sbucciarle
per il pranzo.
Fai fare a lei quella faccenda, mamma?
chiese un po' bruscamente Germano.
E perch no?
Egli si sollev un poco e prese la mano
libera di Reginella.
Guarda il risultato. Non c' nessun
bisogno di farle sciupare cos le mani.
Non  destinata a diventare una principessa,
perci la cosa non ha importanza,
ribatt la signora Douvre con ironia.
Germano trasal e aggrott le sopracciglia.
Anche senza essere principessa, rispose
con una certa asprezza potr trovarsi
in una condizione che esiga certe forme
esteriori incompatibili con le faccende che
qui le vengono imposte.
La signora Douvre alz leggermente le
spalle.
Sciocchezze! Vai svelta al tuo lavoro!
disse duramente alla fanciulla.
Reginella si allontan un po' turbata. Che
c'era dunque tra madre e figlio? E perch
quel breve battibecco era avvenuto a proposito
di lei?
La signora Douvre, sempre tanto avversa
alla sua pupilla, era forse scontenta di vedere
la simpatia del figliuolo per quella insignificante
Reginella? S, doveva essere questo.
Ma allora era forse suo dovere tenersi
pi in disparte per non dare ombra alla madre
desiderosa di avere tutta per s l'attenzione
del figlio? Evidentemente, la linea da
seguire appariva ben chiara.
Ma Germano non sar contento! ella
pensava, sedendosi in cucina davanti al paniere
di patate. E poi, pareva che cominciasse
ad apprezzare i libri di religione che
qualche volta gli leggo! E se poi scontento
la madre?
Molto perplessa, Reginella si mise a pulire
le patate, pensando che nella vita ci sono
dei problemi veramente difficili a risolvere.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Aprile e maggio passarono; venne giugno,
ma la salute di Germano non migliorava. Il
medico sembrava preoccupato: aggrottava le
sopracciglia uscendo dalla camera del giovane,
e diceva al signor Douvre, suo antico
compagno di liceo:
Vedi, caro mio, c' qualcosa che non va
in quell'organismo. Forse una scossa morale,
per esempio una grande gioia, una commozione
felice, lo aiuterebbe a guarire. Sembra
preoccupato, quel ragazzo. Non hai idea, tu,
di che cosa possa avere?
No davvero! rispondeva il bravo Teodoro
che non era certo un acuto osservatore.
Si annoia, ecco tutto, ed  naturale.
Riport alla moglie le parole del dottore,
soggiungendo:
Non credi anche tu che sia soltanto il
dispiacere di aver dovuto interrompere la
carriera?
Ma certo!... Il dottore ha certe idee
strane.
Ma quando suo marito se ne fu andato, la
signora Douvre, contro il suo solito, rimase
a lungo oziosa. Forse ricordava le parole del
figlio: Mi pare che quella felicit mi darebbe
tanta forza, tanto coraggio per reagire
contro il male!.
Quella felicit era Reginella... ma la signora
Douvre alz le spalle con impazienza.
Sono tutte sciocchezze! Quella bambina
 gaia e insinuante, e lo distrae; ma una volta
guarito, rimpiangerebbe amaramente questa
pazzia.
Una mattina, sul finir di giugno, il dottore,
uscendo dalla camera di Germano, fece segno
alla signora Douvre di seguirlo fuori.
Sentite: voi siete una donna forte, e io
voglio dirvi la verit. Credo che Germano
non guarir mai del tutto.  troppo preso
dal male. Tuttavia pu vivere a lungo in queste
condizioni, e anche migliorare notevolmente,
ma a patto di continue cure, di precauzioni
minuziose, di evitargli ogni sforzo,
e questo significa, naturalmente, che non c'
pi da parlare di carriera militare.
Il dottore non aveva sbagliato qualificando
la signora Douvre una donna forte. Impallid
appena udendo quella dichiarazione che
conficcava una dolorosa spina nel suo cuore
materno e annientava i suoi sogni ambiziosi
lungamente accarezzati.
Si allontan verso il giardino e se ne and
a camminare nell'orto, a testa scoperta, senza
curarsi del sole scottante. In un sol colpo
la sua mente ponderata vedeva chiaramente
la situazione: Germano era condannato a
trascinare l'esistenza; doveva abbandonare
la carriera appassionatamente amata e forse
rinunziare anche al matrimonio, giacch nessuna
donna avrebbe accettato il compito di
infermiera, nessuna avrebbe avuto il coraggio
di andare a rinchiudersi alla Bordire,
senz'altra prospettiva che quella di vegliare
continuamente sulla salute del marito.
Un nome sorse allora nella mente della signora
Douvre, una figurina si precis ai suoi
occhi.
Dovr dunque ricascare su Maria Regina?
pens. Eppure, se il dottore dice la
verit, e di solito non  pessimista, questa
soluzione sarebbe la sola ancora di salvezza.
Lei lo curer bene,  abituata a vivere alla
Bordire, e non chieder altro. E poi, Carlo
torner presto a casa; potrebbe venire anche
a lui l'idea d'innamorarsi di quella ragazza.
Se il mio povero Germano  costretto a contentarsi
di lei, che l'altro almeno rialzi un
poco le sorti della famiglia! La piccola Cordier
sarebbe un'ottima occasione; suo padre
possiede i pi bei poderi della regione, e Carlo
farebbe davvero un bel matrimonio con lei.
Il pensiero di Germano la turbava. In quel
momento, l'orgoglio e l'amore materno erano
profondamente feriti, ed ella provava uno dei
dolori pi cocenti della sua vita. Vi si aggiungeva
la rabbia sorda di dover accettare
Maria Regina per nuora, di vedere quella
ragazza, in cuor suo detestata, amata pi di
lei, la madre, che aveva lavorato con tanto
zelo all'avvenire del figlio prediletto.
E dire che un tempo pareva che egli non
si accorgesse nemmeno della sua presenza!
La signora Douvre aveva osservato un leggero
cambiamento in lui riguardo alla fanciulla,
soltanto dopo che ella si era fidanzata
con Valerio Logaart. Piccoli fatti,allora passati
quasi inavvertiti, prendevano ora agli
occhi della madre un significato preciso. Ed
ella si accorgeva anche che quel figlio, da lei
creduto di carattere uguale al suo, aveva
istinti cavallereschi, una delicatezza di sentimento,
una maniera di vedere e di giudicare
che le erano sconosciuti, come del resto
anche al signor Douvre.
Insomma, se  necessario, gli dar Maria
Regina! concluse, tornando a passi lenti
verso casa. Ma voglio aspettare otto giorni
e riflettere! E poi bisogner saper fare, per
non urtare la delicatezza esagerata di Germano.
Lui non vorr mai che io le parli di
questo. Eppure mi pare che non ci sia da
compiangerla! Anche se dar le dimissioni,
Germano sar sempre uno dei pi bei partiti
della regione. E come l'amer!
Reginella e la sua amica Simona tornavano
di passo lento verso la Bordire, costeggiando
un campo di grano dorato. Parlavano
di Germano, la cui triste condizione impietosiva
il cuore buono di Simona.
Ha un gran coraggio, diceva Reginella
ma gi da qualche tempo  pi serio.
Forse gli dispiace che stia un po' lontana,
forse crede... chiss!, che mi annoi a
stare con lui. Povero Germano, sono invece
tanto contenta quando posso distrarlo, secondo
le mie modeste possibilit.  talmente
buono e delicato! Ma capisco che sua madre
mi ha in uggia e preferisco tenermi in disparte.
Tuttavia non vorrei addolorarlo.
Sempre cos gentile, la tua cara tutrice,
povera Reginella?
Sempre, purtroppo! Soltanto in presenza
di Germano  un po' meno acida... e
non sempre!
 dunque un po' pi cavaliere, ora, il
capitano Douvre? Un tempo sembrava cos
rigido, cos fiero! Era la compitezza e la
freddezza in persona.
Non  pi cos. Con me  molto buono.
Vuoi entrare? Lo vedrai; deve essere in giardino.
Verrei volentieri, cara, ma temo di disturbarlo.
No, non  diventato misantropo e lo distrarremo
un poco, tutte e due.
Entrarono alla Bordire, attraversarono
l'orto e percorsero il viale dove si trovava
Germano, solo, assorto in una lettura cos
interessante, che rialz la testa soltanto
quando le due fanciulle furono a pochi passi
da lui.
Si alz per salutare Simona, e questa dur
fatica a non mostrare l'impressione che le
produceva il cambiamento spaventoso del giovane
ufficiale.
Germano, c' la signora Sorlier, la mia
amica Simona, disse Reginella. Chiedeva
tue notizie e mi sono presa la libert
di condurla qui.
Hai fatto benissimo! Mi ricordo molto
bene, infatti, della signorina Simona Meunier,
che giocava tanto volentieri con Reginella
e Carlo, soggiunse con un sorriso,
rivolgendosi alla giovane signora.
Le avvicin una sedia e cominciarono a
chiacchierare amichevolmente. Simona era di
carattere brioso e Reginella rispondeva con
spirito. Germano si mise presto all'unisono,
e quando la signora si alz per andar via dicendo
che non voleva disturbarlo pi a lungo,
egli protest, e preg Reginella di portar loro
qualche rinfresco.
S, resta ancora, Simona! esclam la
fanciulla, tutta felice nel vedere il malato un
po' meno stanco e pensieroso. Assaggerai
la birra che la signora Douvre fa venire apposta
per Germano:  squisita.
Si alz vivacemente, e nell' impeto fece cadere
il libro che Germano aveva posato sull'orlo
della tavola.
Oh! Il tuo libro! ella disse chinandosi
per raccoglierlo.
Il tuo, piuttosto, Reginella. Lo avevi
dimenticato qui stamattina.
Un'ondata di rossore sal al viso di Reginella.
Quel libro era una raccolta di profonde
meditazioni sul Vangelo, opera di un giovane
sacerdote della diocesi. Il parroco glielo
aveva prestato il giorno prima e quella mattina,
sola in giardino, aveva cominciato a
leggerlo pensando che sarebbe stata contenta
di condividere con Germano il piacere che
le procurava quello studio profondo e interessante.
Ed ecco che egli lo aveva letto...
s, era il libro che teneva in mano quando
erano arrivate, Simona e lei.
Se non ti dispiace, lo lascer qui, ella
disse. Lo legger stasera.
Lascialo finch vuoi, non mi d nessuna
noia. Mi sono anzi permesso di aprirlo e di
leggerne alcune pagine;  scritto molto bene.
Se ti interessa., posso leggertelo ad alta
voce, propose timidamente Reginella.
Molto volentieri.
Ella si allontan tutta allegra. Germano la
segu un istante con gli occhi, poi disse, rivolgendosi
a Simona:
Sono contento che siate venuta, signora;
la vostra presenza distrae quella povera bambina,
che non conduce una vita molto allegra,
qui. A volte temo che si annoi troppo.
Oh! Non lo credete, signore! Reginella
 felice dappertutto, purch abbia qualche
dovere da compiere, e un po' di affetto intorno
a s.  una gioia per lei, ve lo assicuro,
potervi essere di aiuto.
Egli mormor pensosamente:
Povera, piccina!  tanto buona e allegra!
S,  proprio cara! dichiar spontaneamente
Simona. Ma come fece bene a
non sposare il signor Logaart! Se egli avesse
voluto separarsi da lei come ha fatto con
l'altra... forse anche divorziare...!
Con Reginella non c'era da temere questa
eventualit. Avrebbe sofferto fino a morirne,
ma non si sarebbe ribellata. E lui, Valerio
Logaart, da quanto ho potuto capire del
suo carattere, l'avrebbe martirizzata in buona
fede, per seguire i suoi princpi; non era
uomo da spezzare vilmente il soggetto, se anche
lo avesse trovato ribelle alle sue volont.
Ricordo inoltre che un giorno mi disse chiaramente
che, come regola generale, non ammetteva
il divorzio.
Reginella torn subito, serv la birra
bionda, schiumosa, e la conversazione riprese,
fino all'arrivo della signora Douvre,
che tornava da Nemur. La sua presenza agghiacci
un poco il brio di Simona, la quale
si accomiat quasi subito, accompagnata fino
alla porta da Reginella.
Quella Simona  troppo agitata, troppo
ciarliera, osserv seccamente la signora
Douvre guardandole allontanare. Non capisco
come Enrico Sorlier abbia scelto una
simile testa senza cervello.
Mi ha fatto invece l'effetto di essere
molto sensata e anche seria.  soltanto un
po' esuberante; e ci non  un male. Certamente
Reginella  pi posata, pi distinta...
ma tutti non possono essere come Reginella!
Un lampo attravers gli occhi freddi della
signora Douvre, le sue labbra ebbero un fremito.
Quella odiata Reginella! Gli otto giorni
di riflessione finivano il giorno dopo; bisognava
prendere una decisione.
Guardando il figlio, lo vide molto pallido,
con una grande tristezza nello sguardo rivolto
verso il viale lungo il quale si erano allontanate
le due amiche.
 necessario! pens, stringendo i pugni
sul vestito.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
S, la decisione era presa: la signora Douvre
era pronta ad accettare Reginella per
nuora... giacch, naturalmente, non ammetteva
nemmeno per un istante che la fanciulla
potesse rifiutare. Anche malato e senza posizione,
Germano le appariva un partito magnifico
per la piccola Maria Regina, che alla
sua maggiore et non avrebbe avuto neppure
tanto da vivere. Perch la signora Douvre,
bench pretendesse il contrario, era sicura
che ella non si sarebbe tenuta il legato della
signora Sauvert.
Reginella, che tornava dalla Messa domenicale,
si sent avvertire dalla domestica che
la signora Douvre l'aspettava nel salottino
non appena avesse fatto colazione. Un po' ansiosa,
giacch quelle convocazioni solenni
erano sempre il principio di qualche noia,
la fanciulla bevve in fretta la sua tazza di
latte e si rec al convegno.
Trov la signora Douvre seduta davanti
alla scrivania, come il giorno in cui le aveva
chiesto una risposta alla domanda di Valerio
Logaart.
Era lo stesso viso rigido, spietato, nella
stessa cornice.
Siediti, disse la voce secca e ascoltami
bene. Vuoi maritarti?
Reginella si sent stringere il cuore. Ah,
non voleva pi saperne di matrimoni combinati!
Si ricordava dell'altro!
Non ci penso, signora; tuttavia, non ho
preso alcuna decisione contraria, e se un
giorno si presenter l'occasione... Qualcuno
che io conosca, per...
Tu conosci quello che voglio proporti
oggi, interruppe la signora Douvre con
durezza. Hai potuto studiarlo a tuo agio,
se  questo che vuoi dire.
E siccome Reginella la guardava spalancando
gli occhi sorpresi e interrogatori, ella
concluse quasi bruscamente:
 Germano, che chiede di sposarti, per
quanto la cosa sia inverosimile.
Germano! balbett Reginella alzandosi
involontariamente.
Capisco che tu sia stupita. Non te lo
aspettavi! disse la signora Douvre in tono
di rancore e di disprezzo insieme. Mi pare
che tu abbia una gran fortuna, per essere
una nullit come sei! Dopo il signor Logaart,
che hai cos stupidamente rifiutato, ecco il
capitano Douvre! Insomma,  un' idea sua,
e non voglio contrariarlo. Accetti, s'intende?
Ma non posso rispondere subito, senza
riflettere! esclam Reginella, pallidissima
e ancora tutta tremante.
Quanto sei insopportabile con le tue riflessioni!
Per il signor Logaart, tiriamo via,
non lo conoscevi, e poi eri molto giovane. Ma
oggi hai diciannove anni, sai quello che vale
Germano e la felicit che pu offrirti... giacch
sarai felice, ne rispondo io! concluse
con asprezza.
S... so che  buono... molto buono!
Ma per dire la verit non avevo mai pensato...
La signora Douvre si trattenne da fare una
spallata. Nonostante la sua prevenzione contro
la ragazza, non poteva accusarla di aver
cercato di provocare quella richiesta, e dentro
di s la trattava di sciocca per la sua
assoluta semplicit.
Allora ti do tempo fino a mezzogiorno,
dichiar in tono di condiscendenza. Vai
a rammendare le calze, cos rifletterai con
comodo.
Nella guardaroba, resa buia dal tempo piovoso,
Reginella trascorse una mattinata interiormente
molto agitata. Passato il primo
sbigottimento, poteva considerare con pi
calma la comunicazione del tutto inaspettata.
Germano, cos serio, cos intelligente, voleva
per moglie la povera Reginella? La signora
Douvre aveva detto bene: era una cosa inverosimile.
La fanciulla pens, commossa:
Per questo, dunque, si mostrava tanto
buono con me! Oh, questa volta non ho la
stessa apprensione che ebbi per il signor Logaart!
Lo conosco... e poi so che mi lascer
sempre libera riguardo alla religione. Anzi,
forse...
Ah, che bella speranza quella di ricondurlo
a Dio! Gi qualche cosa era cambiato in lui;
pareva a Reginella che egli cominciasse a riflettere
sull'argomento... Dio voleva, senza
dubbio servirsi di lei per toccare il cuore di
quell' incredulo.
Lo avrebbe curato cos bene! Sarebbe stata
cos contenta di dargli un po' di felicit! Povero
Germano, era tanto addolorato di trascorrere
le giornate nell'ozio! Ma a forza di
cure sarebbe guarito, e allora avrebbe ripreso
la sua carriera. Bisognava che lei, Reginella,
si trasformasse in una padrona di
casa, corretta, in una elegante moglie di ufficiale!
Certo l'idea la intimidiva molto... ma
Germano le avrebbe insegnato. Era tanto
gentile e buono con lei!
La signora Douvre non aveva comunicato
a nessuno il triste verdetto del dottore, e
Reginella pensava che un giorno il giovane
sarebbe guarito.
Doveva ammettere che questa, seconda domanda
di matrimonio non le procurava l'ansia
dolorosa della prima. Era davvero contenta,
molto contenta di diventare la moglie
di Germano, di addolcire un poco, in quanto
poteva., quel triste periodo della vita di lui.
E non vedeva alcun ostacolo a una risposta
affermativa.
Dopo un fervente appello alla luce divina,
ella si alz udendo sonare mezzogiorno e si
diresse verso la porta. Si trov a faccia a faccia
con la signora Douvre che arrivava con il
suo passo tranquillo.
Germano,  nel salottino. Dammi la tua
risposta qui, ella disse entrando e richiudendo
la porta.
 s, signora.
Il viso della signora Douvre ebbe un' impercettibile
contrazione.
La tua decisione  stata pi pronta dell'altra
volta! disse con fredda ironia.
Va bene. Ora bisogna che ti spieghi una cosa.
Germano ha degli scrupoli. Non servirebbe
a nulla combatterli, finch  malato non si
decider mai a chiederti di diventare sua moglie:
me lo ha detto; aspetter di esser guarito. Ma...
A questo punto s'interruppe un momento
e strinse forte le labbra.
...il dottore assicura che un'improvvisa
felicit, una gioia grande, pu affrettarne
la guarigione. Giacch egli ti desidera
tanto, ho pensato che sarebbe meglio accomodare
le cose fin da ora.
Certo! disse Reginella con slancio.
Se davvero posso contribuire a farlo guarire,
ne sar felice, signora.
La signora Douvre volt un poco la testa
come se quello sguardo limpido e dolce la
turbasse.
Bisogna dunque farglielo capire piano
piano. Oggi nel pomeriggio parler a Germano.
Ci sarai anche tu, mi aiuterai e cercherai
di convincerlo... ci che non sar
troppo difficile, credo, soggiunse con una
punta di amarezza. Ora andiamo a colazione.
Teodoro e Germano staranno chiedendosi
che cosa ci  accaduto.
Durante il pranzo Reginella apparve distratta
e diverse volte sent su di s lo sguardo
sorpreso di Germano. La signora Douvre, leggermente
nervosa, la riprese con durezza, e
questo fece aggrottare le sopracciglia al giovane,
tanto che, quando questi lasci la tavola
per andare a sedersi nel suo posto preferito
sotto i tigli, era molto rabbuiato.
Un'ora dopo sua madre e Reginella lo
raggiunsero fuori. Egli alz gli occhi dalla
rivista che sfogliava e disse con freddezza:
Non tralasciare le tue occupazioni per
tenermi compagnia, mamma.  bene che io
prenda l'abitudine di star solo.
Non ne vedo la necessit. Finch sarai
qui, non sarai mai solo, e quando la tua salute
ti permetter di lasciare la Bordire,
avrai tua moglie...
Il viso di Germano si contrasse; distolse
gli occhi da Reginella, ma ci non gl' imped
di osservare il rossore che ne copriva le
guance.
Come fai presto, mamma! disse cercando
di sorridere. Mi vedi gi sposato,
mentre sono ancora quasi un invalido.
Ella scosse una spalla con impazienza.
Non esagerare! Stai molto meglio, e
niente t'impedisce di sposarti. Per questo ho
chiesto a Maria Regina se voleva diventare
tua moglie.
Che hai fatto?... egli grid, rizzandosi
di scatto.
Guard Reginella e la vide tutta commossa
e rossa in viso.
Mai, mamma! Mai, finch non sar guarito!
disse con forza.
Tremava ed era diventato pallidissimo. Lo
sguardo della signora Douvre divenne preoccupato.
Si chin sul figlio e gli prese una
mano.
Non t'inquietare, Germano, disse
con insolita dolcezza. Mi avevi confessato
quello che desideravi, e io non ho messo
tempo in mezzo; ho voluto farti felice subito.
Anche Maria Regina  felice. Chiedile
se ho forzato la sua decisione.
Reginella alz gli occhi e incontr lo
sguardo ansioso del cugino. Tese la manina
verso di lui.
Ho detto di s a tua madre, liberamente,
sinceramente, Germano. Accetto di diventare
tua compagna con assoluta fiducia e con
grande gioia.
Ma egli non prese la mano che si offriva
a lui e distolse lo sguardo dal bel visetto
commosso.
Sei immensamente buona, Reginella, ma
 impossibile, disse con voce alterata.
Non posso accettare il sacrificio della tua
giovinezza, io che ho da offrirti soltanto una
salute malferma, forse compromessa per
sempre.
Oh, no, Germano! Guarirai certamente!
E se davvero non ti sembro troppo sciocca,
troppo ignorante, credi, sar ben felice di
affidarmi a te.
Egli conosceva troppo bene l'anima limpida
e onesta di Reginella per dubitare della
sua sincerit. Tuttavia stava per opporre di
nuovo un rifiuto... ma guard sua madre:
ne vide il viso irrigidito, con gli occhi fissi
sulla fanciulla; aveva protestato troppo sinceramente
quando lui le aveva parlato di sposare
Reginella, perch ora. non capisse che
ella compiva un sacrificio piegando il proprio
orgoglio e le proprie ambizioni davanti
alla segreta sofferenza del figlio. Indovin anche
che la sua antipatia non cedeva... e pens
a un tratto che, diventando il marito dell'orfana,
l'avrebbe sottratta all'autorit della signora
Douvre, e alla sua condizione quasi di
serva alla Bordire. A quella poverina sempre
sottoposta avrebbe cercato di dare un
po' di felicit, e, almeno, ella si sarebbe sentita
amata, protetta.
Raddrizz la testa e guard Reginella.
Avevo sognato ben altro! disse con
malinconia. Quando partii per il Senegal,
sognavo di conquistare la gloria per offrirla
a te, piccola Reginella, giacch il tuo ricordo
non mi lasciava. Non lo sospettavi, vero? Infatti,
non mi  mai piaciuto di mostrare il
fondo del mio cuore. E poi eri troppo giovane,
Reginella, e io dovevo partire. Era dunque
preferibile tacere ancora.
Non disse che la prevista opposizione della
madre lo aveva pi che altro convinto a rimandare
al suo ritorno in Francia quella rivelazione
che doveva sicuramente scatenare
tante lotte.
E ora, se ho conquistato un po' di gloria
laggi, vi ho trovato anche una malattia
lunga, forse inguaribile. Ecco ci che oggi
pu offrirti il capitano Douvre... ecco perch
egli si perita ad accettare...
Oh, Germano, io accetto tutto! ella
disse spontaneamente, alzandosi e posando la
manina su quella che Germano non osava ancora
tenderle. Sar fiera di te, molto fiera
di questo, che mi ricorder il tuo valore e il
tuo lavoro laggi.
Accennava al nastrino rosso che il giovane
portava all'occhiello della giacca.
Via, Germano, non farti pregare!
disse la voce secca della signora Douvre.
Maria Regina, lo vedi,  felice di diventare
tua moglie... e tu muori dalla voglia di dirle
di s.
Quell' intervento, quel tono duro che la signora
Douvre cercava invano di addolcire,
infransero le ultime esitazioni del giovane.
Egli si chin, baci la mano di Reginella,
mormorando:
Ebbene, fidanziamoci dunque oggi, Reginella,
e pensa che in questo momento mi
dai una delle pi grandi gioie della mia vita.
Sembrava a un tratto trasformato. Un
po' di colore gli era salito alle guance pallide,
il cerchio scuro sotto gli occhi era diminuito.
Parlava con tenera dolcezza a Reginella,
e lei, con un lampo di gioia serena
nei grandi occhi commossi, lo ascoltava, felice
di procurargli quella felicit.
La signora Douvre li guardava in silenzio;
ma la sua fronte aggrottata, il leggero tremito
delle sue mani, indicavano che una sorda
irritazione si nascondeva sotto quell'apparenza
impassibile.
Germano si volt a un tratto verso di lei
e pos la mano su quella della madre.
Grazie, mamma, disse in tono grave.
Ella si chin e sfior con le labbra la fronte
del figlio.
L'ho fatto per te, rispose freddamente.
Puoi ringraziarmi, perch mi  costato
molto rinunziare ai miei sogni.
Ma Germano non doveva sapere la ragione
che aveva strappato a sua madre quella rinunzia.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
I raggi cocenti del sole estivo entravano nel
grande salotto della Chiusa, dove Valerio si
trovava solo, di ritorno dal funerale della
signora Reybard. Sua cugina era morta tre
giorni prima, lasciandogli tutto il suo patrimonio,
invece che alla signora Hornier che
non poteva soffrire. Quella mattina egli aveva
seguito, solo della famiglia, il convoglio funebre
della sua parente. Tra quelli che erano
sfilati davanti a lui per fargli le condoglianze
aveva riconosciuto il signore e la signora Douvre.
La loro visita gli aveva ricordato il suo
breve fidanzamento, i pochi giorni trascorsi
nel paesetto angiovino, le visite quotidiane
alla Bordire.
Aveva dimenticato tutto ci?
Forse, nella speranza che aveva suscitato
in lui l'educare moralmente Estella, il ricordo
di quel breve periodo era svanito, o per
lo meno molto attutito. Aveva dedicato, non
gi tutto il suo cuore, ma tutta la sua intelligenza
a quella missione che era finita in
un completo insuccesso. Questo insuccesso
lo aveva dolorosamente colpito nell'orgoglio,
senza ferirne il cuore, poich l'affetto che
nutriva per la moglie era soltanto un affetto
della ragione, un affetto intellettuale, del genere
di quello che il giovane scienziato provava
per una nebulosa, oggetto dei suoi studi.
E quando era avvenuto il naufragio della
sua opera, aveva sentito un gran vuoto, ma
soltanto nel cervello; il suo cuore era rimasto
indenne; e a poco a poco un gentile ricordo
era riaffiorato: quello della piccola fidanzata
di otto giorni, come gli era apparsa sulla
terrazza della Cordire, quando gli aveva rivelato
la sua anima candida e pia, nella sua
energia di donna cristiana e nella sua grazia
timida, di vera fanciulla.
Cosa strana, ora si sentiva stanco delle
proprie teorie, stanco delle sue massime filosofiche.
Fluttuava in lui un desiderio imprecisato,
desiderio di verit, di luce, di qualche
cosa di pi sicuro della sabbia mobile
delle sue opinioni personali, che ormai scopriva
cos incerte e incapaci di toccare il
cuore, e di farlo vibrare e commuovere per
le pene altrui.
La morte della moglie aveva provocato in
lui soltanto il turbamento naturale che si
prova all'annunzio di una disgrazia accaduta
a un'estranea. Per la figliuola non sentiva
affetto n attaccamento, e aveva rinunziato
alla sua educazione morale gi prima d'iniziarla.
La bambina somigliava troppo alla
madre.
Chinandosi sulla culla di quella creaturina,
incontrava i grandi occhi serafici che
lo avevano tanto deluso, e una collera fredda
saliva in lui, trasformandosi in indifferenza
per la piccina, ritratto vivente di Estella.
Aveva lasciato alla madre la cura di Susanna
e s'imponeva come un dovere l'entrare una
volta la settimana nella camera contigua a
quella della signora Logaart per dare alla
bambina un'occhiata indifferente; poi tornava
ai suoi aridi studi, nei quali s'immergeva
pi che mai con la fredda passione che
formava il fondo del suo carattere.
La sua fama si consolidava; veniva invitato
a congressi internazionali di scienziati,
e gi si sentiva circondato di gloria. Il suo
orgoglio ne era soddisfatto, e si sarebbe detto
che l'austero e freddo Valerio non dovesse
desiderare altro.
Questa era almeno l'opinione di coloro che
lo conoscevano un po' intimamente; a loro
parere, in Valerio Logaart la mente si era
sviluppata a detrimento del cuore. Questo esisteva,
ma, scientificamente guidato dal giovane
professore, non doveva mai allontanarsi
da una linea immutabile.
Per molto tempo infatti era stato cos, fino
al giorno non troppo lontano in cui Valerio
si era accorto che un cantuccio di quel cuore
di scienziato conservava ancora una certa sensibilit
e poteva commuoversi al ricordo di
un bel viso di fanciulla.
In quel momento, con la testa appoggiata
contro un vetro, egli guardava distrattamente
il parco, molto ben tenuto, giacch la Chiusa
era la pi bella propriet della regione. Tutto
ci gli apparteneva; era ricco, ricchissimo.
A che cosa mi servir tanto denaro? Mia
figlia lo spender a suo tempo in frivolezze!
No, dar piuttosto tutto il patrimonio 
a qualche opera Scientifica!
Pens con collera.
Se invece avessi una moglie seria, saprebbe
amministrarlo per fare del bene a tutti.
Alz le spalle con impazienza e usc dal
salotto. Un domestico lucidava gli ottoni del
vestibolo. Era un vecchio servitore della signora
Reybard, che Valerio aveva l'intenzione
di lasciare casiere alla Chiusa, ormai
disabitata; lui solo, che cosa ci sarebbe venuto
a fare?
Trovandolo l, gli parl della cosa.
Il viso del vecchio s'illumin.
Accetto volentieri, signore. Temevo di
esser licenziato perch non sono pi molto
in gamba... ma mi sarebbe dispiaciuto tanto
lasciare la Chiusa! E poi, sono vicino alla
Bordire, dove ho la figliuola a servizio.
Ah, alla Bordire?... Che cosa c' di
nuovo laggi?
Il signorino Germano torn a casa molto
ammalato l'anno scorso e non sta punto meglio,
a quanto pare. Il signorino Carlo fa il
servizio militare...
La signorina du Helly  sempre l?
S, signore, sempre.
Credevo che si fosse maritata. disse
Valerio posando sulla maniglia della porta
la mano nervosa.
No, no.  molto carina, ma dicono che
non ha dote...
Valerio usc dalla Chiusa e and per i
campi rinfrescati da un breve temporale notturno
e odorosi di erba bagnata. Bench fosse
sempre stato sensibile alle bellezze della natura,
non aveva mai provato come quel giorno
il piacere di trovarsi in piena campagna, davanti
al paesaggio di serena bellezza che formavano
la Loira, le colline dorate dal sole, i
grandi prati fiancheggiati di siepi fiorite. Diventava
giovane a trentacinque anni? Comunque
fosse, doveva ammettere che la
scienza non aveva pi per lui l'attrazione
esclusiva di un tempo.
Prese un sentiero tortuoso limitato da siepi
molto alte e intravide laggi in fondo una
figura femminile. Avvicinandosi, riconobbe
che era una ragazza che cercava di staccare
il suo cappello da un ramo spinoso della
siepe.
Si avvicin con la gentile intenzione di venirle
in aiuto. La ragazza, che non aveva
udito il suo passo sull'erba del sentiero, volse
verso di lui gli occhi sorpresi. Egli si ferm,
interdetto, a faccia a faccia con Maria Regina.
Ella lo guardava con stupore e confusione
in pari tempo, e arrossiva. Riacquistando subito
la sua presenza di spirito egli si tolse
il cappello e chiese:
Permettete che vi liberi da codesto ramo
indiscreto, signorina?
Mi farete molto piacere, perch da sola
non mi riesce.
Reginella fu presto liberata. Mentre si rimetteva
a posto il cappello, ringrazi Valerio
con la sua abituale semplicit.
Sono felicissimo di aver avuto l'occasione
di rendermi utile, signorina.
Ella not subito in lui un gran cambiamento,
una minore rigidit, una cortesia pi
semplice, una dolcezza nuova nello sguardo.
Ora tacevano entrambi, impacciati dal ricordo
di ci che c'era stato tra loro nel passato.
Valerio aveva strappato una foglia dalla
siepe e la sgualciva nervosamente guardando
Reginella intenta a scuotere l'ombrello che
le era caduto sull'erba umida. Si meravigliava
di trovarla quasi uguale... quasi, poich,
pur conservando il suo sguardo infantile,
aveva un po' perso l'apparenza fragile
che aveva a sedici anni e non sembrava pi
cos timida come allora.
A un tratto, per interrompere quel silenzio
imbarazzante, egli disse:
Ho visto stamattina i signori Douvre.
Voi non eravate con loro, signorina?
No, non mi  stato possibile lasciare la
Bordire. Mi  dispiaciuto molto di non assistere
ai funerali della povera signora Reybard.
Era un pezzetto che non l'avevo vista.
S, le relazioni si diradarono, dopo
che... Avete del tutto dimenticato quello che
accadde sulla terrazza?
Ella fece cenno di no, senza guardarlo.
Neanch' io. Un uomo non dimentica il
giorno in cui ha commesso la sciocchezza di
passare accanto alla felicit. Ma il ricordo
che ve ne  rimasto, scusate se sono indiscreto,
 il rancore verso il freddo scienziato
che pretendeva trattarvi come un oggetto da
esperimento, e che spezz con tanta indifferenza
la promessa che lo univa a voi?
Ella alz gli occhi seri, un po' commossi.
Rancore? No, signore; era compassione,
prova ne sia che non ho mai cessato di pregare
ogni giorno per voi.
Avete pregato per me? Ci  davvero
meritorio, giacch non dovevo esservi molto
simpatico.
Ella distolse gli occhi senza replicare, e lui
prosegu con calma:
Vi sono strane aberrazioni nel cervello
umano, e devo riconoscere che la mia era particolarmente
bizzarra. Certo, una donna che
avesse avuto deboli convinzioni sarebbe stata
una canna vacillante a tutti i vnti. Ma voi
non eravate quella canna, signorina, devo dichiararlo
a vostra lode.
Dove voleva andare a finire? Come mai
quel tono mite, quasi commosso?
Senza dubbio avete sentito parlare del
mio matrimonio e dell'epilogo di quella
unione senza base di affetto da ambo le
parti...
S, ho saputo tutto. Povera bambina!
mormor Reginella con commozione.
Parlate di mia figlia? Rassicuratevi,
non  infelice... bench l'amore paterno non
sia molto sviluppato in me, egli soggiunse
con fredda ironia.
Oh! esclam Reginella sdegnata.
Vi scandalizzo? Non ho la pretesa di
farmi passare per migliore di quello che sono.
Nella scelta della mia compagna funzion soltanto
il mio cervello, e soltanto quello soffr,
pi tardi. E ora, in verit, la bambina somiglia
troppo alla madre perch io possa mai
amarla.
Ma  pur sempre vostra figlia!...
esclam Reginella, segretamente disgustata,
dimenticando la sua timidezza abituale.
Gli occhi neri di Valerio, spogli per un
attimo della solita freddezza, avvolsero il bel
visino un po' animato dalla generosa commozione.
S, evidentemente questa mia indifferenza
 una vera colpa, disse con serena
lealt. Sar anch'essa una conseguenza
delle mie teorie morali? Forse! Ma non ho
la forza di vincere questa avversione. Bisognerebbe...
S'interruppe. Distolse lo sguardo da lei,
stacc un rametto dalla siepe e si mise a
frullarlo nervosamente.
Bisognerebbe che io avessi l'energia di
certe anime... anime di veri cristiani, che
sanno sormontare le ribellioni del loro carattere.
Il mio, nonostante l'alta filosofia, non
 capace di tanto eroismo. E sapete che cosa
invidio, ora, signorina du Helly? Quella forza
di carattere, quelle convinzioni che dettero a
voi, bambina timorosa, il coraggio di rispondere
con fermezza all'autoritario e orgoglioso
scienziato che aveva la pretesa di togliervi a
poco a poco, senza scosse, le vostre credenze
cristiane, per sostituirle con i suoi princpi.
S, voi siete la pi forte, meglio armata di
Valerio Logaart con tutta la sua scienza e la
sua filosofia!
Che sorpresa per l'anima di Reginella! Sognava...
s, quello doveva essere un sogno!
Eppure egli era proprio l, davanti a lei, serio,
sincero come era sempre stato, anche nei
suoi errori e, cosa del tutto inattesa, visibilmente
commosso.
... Ed  per questo, signorina, che se
voi avete fiducia nella lealt di quello stesso
Valerio, egli vi chieder una seconda volta:
volete diventare mia moglie? Ma promettendovi
ora la libert, religiosa, chiedendovi di
essere per lui una compagna, una consigliera,
una confidente, e non pi un'allieva.
E vi sar dato sperare di vederlo cercare la
verit sotto la vostra guida giacch  ormai
stanco di tutto quello a cui ha creduto fino a
oggi,  ormai preda del dubbio, e per la prima
volta il suo cuore ha sentito la mancanza di
una fede sicura, di un affetto vero.
Reginella lo ascoltava, pallidissima. Tuttavia,
riprendendosi subito, lo interruppe con
un gesto.
Non  possibile, signore. Da tre giorni
sono fidanzata con il capitano Douvre.
Egli trasal e rimase perplesso.
Perdonatemi. Non lo sapevo! disse
con voce leggermente alterata. Dimenticate
ci che vi ho detto... e continuate soltanto
a pregare ancora per il povero filosofo
che  senza guida nella vita.
Ella rispose, commossa:
Le guide non mancano. Il Signore le
d a chi le chiede sinceramente. Lo pregher
affinch vi conceda questa grazia, signor Logaart. Addio.
Egli s'inchin profondamente, e Reginella
si allontan nel sentiero soleggiato, fiancheggiato
dai vecchi alberi nodosi sui quali gli
uccelli cinguettavano allegramente. Era una
bella mattina d'estate, un po' rinfrescata
dalla pioggia notturna, satura di odori agresti.
Eppure Reginella si sentiva stanca, triste.
Aveva visto una metamorfosi cos strana,
udito parole cos inattese!
Lo aveva giudicato bene nel passato: leale
perfino nell'aberrazione che lo spingeva a impiantare
nella moglie, per mezzo di un giogo
morale, le sue teorie predilette. Ora che il
velo era caduto, che il dubbio lo aveva penetrato,
riconosceva francamente il proprio errore,
e chiedeva alla ex fidanzata di aiutarlo
a salire verso la luce.
Reginella si sentiva stringere il cuore all'idea
di dover rifiutare quella missione tanto
gradevole alla sua anima di cristiana. Soffriva
al pensiero che quell'uomo fiero, cos
compreso della propria superiorit le avesse
offerto di diventare la sua compagna rispettata,
ascoltata... amata forse, e di avergli
dovuto rispondere con un rifiuto.
Pregher per lui affinch trovi presto una
moglie veramente cristiana, pens con un
fervore un po' doloroso.
Aveva gi pregato tante volte Colui che
pu aprire gli occhi ai ciechi, perch Valerio
Logaart uscisse dalle tenebre! S, era davvero
strano che il ricordo del suo breve fidanzamento
le fosse rimasto cos impresso
nella mente e che, idealizzata in certo qual
modo dalla lontananza, l'immagine del giovane
scienziato austero e glaciale non l'avesse
mai lasciata. Durante quegli otto giorni aveva
lealmente cercato di penetrarsi dei suoi doveri,
tra i quali quello di dedicarsi tutta al
marito, di essere unita a lui come la Chiesa
 a Ges Cristo. E quei pensieri avevano lasciato
un' impronta nella sua anima amante
e fedele.
Aprendo la porta della Bordire si sofferm
qualche istante a riflettere. Doveva raccontare
a Germano l'incontro fatto? S, giacch
ora non doveva nascondergli niente. E poi,
egli era cos benevolo, cos affettuoso con
lei! E come appariva felice! Sembrava davvero
trasformato in tre giorni di fidanzamento,
e quella mattina il dottore lo aveva
trovato sensibilmente migliorato.
Si diresse verso la terrazza dove sapeva
di trovare Germano. Da due giorni il giovane,
sentendosi pi forte, vi passava la mattinata.
Era l, infatti. Seduto su una poltrona da
giardino, guardava il paesaggio illuminato
dal sole, la Loira occhieggiante, tra le rive
verdi. Volse la testa e sorrise allegramente
riconoscendo Reginella.
Torni dalla Messa, Reginella? disse,
alzandosi e prendendo con tenerezza la mano
che ella gli porgeva.
Dalla Messa e dalla casa del povero Michele.
Ebbene, procede bene il tuo apostolato?
S, Germano; il povero ragazzo non bestemmia
pi e comincia a pregare. Sono contenta
di vederlo pi rassegnato. Sua madre
e lui ti ringraziano del tuo generoso aiuto.
Quello  nulla in confronto di ci che
fai tu!
Non stare in piedi, Germano, ti stancherai.
Voglio raccontarti l'incontro che ho
fatto poco fa.
Un incontro? E quale, Reginella?
Il signor Logaart.
Logaart?... Infatti oggi ci sono stati i
funerali della signora Reybard. Ti avr salutato
gentilmente, suppongo!
Mi ha parlato, disse Reginella.
E quasi parola per parola ripet ci che
Valerio le aveva detto. Germano l'ascoltava,
serio, calmo, tuttavia trasal leggermente
quando Reginella, arrossendo un poco e visibilmente
commossa, parl della domanda' di
matrimonio che le aveva novamente rivolta
il suo primo fidanzato.
Ah! A quanto pare il dottor Logaart si
 accorto della sciocchezza fatta! mormor
ironicamente. Peggio per lui! Ora la
sconta...
S'interruppe, vedendo un lampo di stupore
triste negli occhi limpidi di Reginella.
Ti sembro cattivo, vero, Reginella? Perdonami,
non sono ancora un santo, purtroppo!
E quel Logaart si mostr cos strano
con te, allora!
Credeva di far bene, Germano. Ora sembra
molto cambiato, te lo assicuro. Ha riflettuto,
senza dubbio, e ha capito quanto sono
fragili le dottrine umane. Pover'uomo!...
Adesso cerca un'anima che lo aiuti a trovare
la luce.
Rimpiangi forse di non avere la libert
di essere quell'anima? chiese Germano un
po' bruscamente, fissando lo sguardo negli occhi
commossi di Reginella.
Io o un'altra, poco importa. Dio non ha
bisogno della mia misera persona per salvare
l'anima di quell'uomo di buona volont. Mi
 dispiaciuto, s, di dargli questa piccola delusione,
ma non poteva davvero pensare di
sciogliere il nostro fidanzamento, non ti pare,
Germano?
Sorrideva, ma egli credette di scorgere
un'ombra di rimpianto nei dolci occhi grigi.
Ne convengo. Ma se tu fossi stata libera,
che cosa, gli avresti risposto? indag,
in un tono che cercava di rendere indifferente.
Ella abbass un poco la testa e riflett un
istante.
Sarei stata molto incerta. Lo ricordo
sempre come era allora: severo, freddo, distante.
Eppure avevo gi penetrato la rettitudine
della sua anima. Soltanto mi chiedevo
se aveva un cuore.
E oggi?
Ebbene, mi pare che questo cuore esista...
non ancora molto capace di affetto,
forse. Ma una vera comprensione, dei sentimenti
cristiani giungerebbero, credo, a trasformarlo.
Spero che trovi una compagna
buona e amorevole che sia anche una buona
madre per quella povera piccina. Ma qui dimentico
l'ora! Ho tante cose da fare prima
di desinare!
Lascia andare! disse Germano leggermente
impazientito. Ho pregato la
mamma di esonerarti da tutte le faccende di
casa, ed ella ha accolto il mio desiderio.
Il viso di Reginella divenne serio, quasi
grave.
Senti, Germano: io non vorrei scontentare
la signora Douvre, abbandonando a un
tratto i compiti che mi assegnava. La settimana
prossima verr un'altra donna di servizio
e allora potr stare di pi con te. Abbi
pazienza e non contrariare tua madre.
Sei sempre la pi saggia, piccola Reginella!
Ascoltandoti, diventer perfetto. Vai
dunque al tuo lavoro; ci rivedremo a colazione.
S, a tra poco, Germano. Ho paura che
tu abbia troppo caldo qui.
No, sto benissimo. Oggi mi sento veramente
meglio.  tempo che guarisca se non
voglio essere un ben poco piacevole marito.
Non mi piacerebbe punto vederti trasformata
in perenne infermiera, Reginella.
Non lo desidero, certo; ma se questo dovesse
accadere, sarei felicissima di essere utile
a qualche cosa.
S,  per compassione cristiana che hai
accettato di sposare questo povero Germano,
non  vero?... egli disse in tono scherzoso.
Ma i suoi occhi, che fissavano il viso sereno
di Reginella, erano pieni di ansia.
Che idea, Germano! ella esclam sorridendo.
Malato o no, tu sai con quanta
fiducia io diventer tua moglie! Suvvia, ora
me ne vado davvero. A tra poco.
Si allontan di passo svelto. Ma la sua
fronte si era rannuvolata. La domanda di
Germano la costringeva a guardare dentro
di s. Per compassione?... Davvero, aveva
accettato soltanto per questo la sua domanda?
No, lo aveva fatto anche per riconoscenza,
per la profonda stima che nutriva per quell'anima
elevata e tanto bella sotto l'apparente
freddezza! E anche per affetto, giacch
voleva sempre pi bene a quel Germano
un tempo rigido, indifferente, e che oggi, con
la sua profonda bont, le dava un senso cos
forte di protezione.
No, in verit, non era stata guidata soltanto
dalla compassione e dal desiderio di
renderlo felice, quando aveva accettato la
sua domanda. Ella lo stimava al disopra di
tutti e sarebbe stata fiera e felice di essere
sua moglie.
Un po' rassicurata, dopo aver sentito una
piccola nube offuscare la sua anima, Reginella
si affrett a rientrare in casa dove l'attendeva
un rimprovero della signora Douvre,
rimprovero velato, giacch Germano non ammetteva
che la sua fidanzata venisse trattata
con severit e la signora Douvre, temendo
che dopo sposati essi volessero lasciare la
Bordire, si costringeva a certi riguardi,
molto relativi, verso la futura nuora.
La sua antipatia per non cedeva. Non era
penoso vedere quella bimbetta riuscire dove
lei, l'intelligente signora Douvre, aveva fallito,
notare, dal giorno del fidanzamento, quell'incontestabile
miglioramento che le cure
della madre non avevano ottenuto?
La felicit, non c' altra cura! diceva
il dottore fregandosi le mani.
La felicit non dura sempre, rispondeva
lei stizzosamente. Avr delle delusioni...
e allora, che cosa accadr?
Perch dovrebbe averle? La piccola Maria
Regina  un tesoro. Non siate dunque
tanto pessimista, signora.
Ella alzava, le spalle, mormorando:
Ogni medaglia ha il suo rovescio. Germano
scoprir fin troppo presto quello del
suo tesoro!
Andata via Reginella, Germano era rimasto
a lungo immobile, con lo sguardo fisso
sul boschetto oltre il quale era sparita la
fanciulla. Sul suo viso pensoso si leggeva una
preoccupazione, si stendeva quel velo di tristezza
che gli era abituale da quando era malato.
Povera Reginella, si lascia trascinare dal
suo cuoricino amorevole, caritatevole! egli
pens con triste commozione. Non si accorge
di quello che avviene in quel cuore, n
dei veri sentimenti che guidano i suoi atti.
Ma quell'anima  tanto limpida, tanto semplice,
che mi pare di leggervi ben chiaramente
che sono per lei un fidanzato degno di stima,
molto affezionato, al quale ella dar tutta se
stessa senza misura, perch ne avr assunto
l'obbligo dinanzi a Dio per un impulso della
sua anima squisita. Ella vede in me un essere
provato dalla sorte, che le dimostra benevolenza
e al quale pu essere utile. Tutto
questo  bastato per farle dire di s. Ma non
basta a me! concluse con amarezza.
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
Quel giorno vi era un piccolo ricevimento
alla Bordire. Era un avvenimento raro, giacch
la signora Douvre non amava i ricevimenti,
neppure quelli intimi. Ma si trattava
di preparare il futuro matrimonio di Carlo,
e a questo scopo ella era pronta a qualsiasi
sacrificio.
Alcune ragazze, alcuni giovanotti amici di
Germano e di Carlo, erano stati invitati per
far corona alla ricca signorina Cordier, una
brunetta priva di grazia, che ostentava una
vistosa eleganza. Reginella, con un vestito
bianco semplicissimo, aiutava la signora
Douvre a fare gli onori di casa per quella
riunione nella quale l'allegro Carlo metteva
un brio indiavolato.
Germano non vi prendeva parte. Le sue
condizioni di salute erano assai meno soddisfacenti
da qualche tempo; la febbre era tornata
e la debolezza aumentava ogni giorno.
La data del matrimonio era stata rimandata
e il giovane non ne parlava nemmeno pi.
Sembrava calmissimo, rassegnato; s'intratteneva
spesso con la fidanzata di questioni
religiose e leggeva molti libri su quell'argomento.
Non si lasciava mai sfuggire una parola.
di scoraggiamento sulla propria salute,
ma Reginella notava con una stretta al cuore
che egli non faceva pi progetti come nei
primi giorni del loro fidanzamento e non si
univa mai alla conversazione quando si trattava dell'avvenire.
Lo curava con tutta l'anima, moltiplicava
per lui le preghiere e sollecitava in suo favore
quelle della sua amica Lina e delle
sue pie compagne. Era impossibile sognare
una fidanzata pi premurosa, pi affettuosa.
E Germano, seguendola con lo sguardo intenerito,
mormorava, malinconicamente:
Povera Reginella, tu accetteresti questa
vita per sempre! Ma non io! Oh, non io!
Quel giorno aveva voluto che ella prendesse
parte al ricevimento, nonostante la resistenza
opposta da lei che lo vedeva, sgomenta,
deperire sempre pi. E aveva voluto che nemmeno
sua madre rimanesse con lui, perci
la signora Douvre, con il cuore stretto dall'inquietudine,
aveva dovuto trattenersi con
gli ospiti, poich il ricevimento, fissato
quando Germano stava benino, non aveva
potuto essere disdetto a tempo.
Verso le quattro, mentre la giovent circondava
il pianoforte sul quale Carlo accompagnava
la vocetta stridula della signorina
Cordier, Reginella, intenta a preparare il t,
vide apparire alla porta il viso colorito del
signor Douvre, che era rimasto solo con il
figlio.
Vieni di l! egli sussurr.
Ella usc dal salotto e la voce ansante del
signor Douvre mormor:
Germano ha una mancanza; non so
come farlo riavere.
Ella lo segu di corsa. Germano giaceva
sulla poltrona, privo di sensi. Dopo lunga
assistenza riapr gli occhi ed ebbe un lampo
di gioia incontrando lo sguardo inquieto di
Reginella.
Stai tranquilla, non  niente, disse
con un fil di voce. Mi dispiace che tu l'abbia
disturbata, babbo. Ritorna pure gi, Reginella.
Ma ella non gli dette retta, e rimase con
lui fino al momento in cui la signora Douvre,
liberatasi dagli invitati, pot salire a sua
volta.
Non c'era da illudersi: la malattia si aggravava
in modo spaventoso. Da quel giorno
il peggioramento divenne cos visibile, che
Reginella, spaventata, pens per la prima
volta che forse egli era vicino a morire.
Germano era calmissimo; si lasciava curare
dalla madre e dalla fidanzata, accettava
tutte le prescrizioni del medico, come un
uomo che non ha pi nulla da opporre. Reginella
gli faceva la lettura; insieme continuavano
i colloqui su questioni religiose, ed
ella osservava con gioia l'ascensione verso la
luce di quell'anima retta, elevatissima, e sempre
attratta verso la bellezza e verso il bene.
Ma la fanciulla non sapeva ancora se egli
era disposto a fare l'ultimo passo.
Una sera, in ottobre, egli ebbe una sincope
cos prolungata, che perfino la coraggiosa signora
Douvre non pot dissimulare il proprio
spavento.
Riprendendo i sensi, mormor:
Mamma, vuoi pregare il curato di venire
da me?
La signora Douvre non protest. Pochissimo
preoccupata dell'anima dei figli quando
erano in buona salute, vedendone uno alla
soglia della morte sentiva vagamente, come
tanti fanno, la necessit del soccorso divino.
Ella usc di camera e Reginella rimase con
Germano che era ricaduto in una specie di
sonnolenza.
Solo il tic-tac dell'orologio a pendolo rompeva
il silenzio di quella camera di malato.
Reginella si sentiva il cuore stretto guardando
il viso livido e scarno del fidanzato.
Che cambiamento in poche settimane!
Le palpebre di Germano si sollevarono, il
suo sguardo si pos sul viso pallido di Reginella.
Sei contenta, Reginella? Morir da cristiano.
No, no, non devi morire, Germano! Vedrai
che ti guariremo.
Egli ebbe un sorriso malinconico.
 finita, Reginella, lo sento. Le ultime
gioie della mia vita le devo a te, mia cara
fidanzata, e tra queste la pi grande: quella
di avermi ricondotto a Dio.
Vedendola piangere, appoggi dolcemente
una mano sulla sua.
Mia povera Reginella, ti faccio soffrire,
io che volevo vederti felice!... Credevo di
guarire, allora. Povera Reginella, dovrai rimanere
ancora alla Bordire... ma non a
lungo, spero, perch ti sposerai...
Ella lo interruppe con un gesto di protesta.
No, Germano, zitto; non dire queste
cose!
S, devo parlartene, Reginella. Conosco
la tua anima delicata, so che serberai a lungo
il ricordo delle nostre promesse. Ma non bisogna
esagerare niente, e poich Dio mi toglie
a te,  probabile che Egli metter sulla
tua strada un uomo migliore di me...
Un uomo migliore di te non esiste, Germano!
ella esclam con slancio.
Lo credi, bambina? In ogni caso, nessuno
ti amer pi di me. Ma se un onest'uomo
che conosci... se Valerio Logaart, per esempio,
ti chiedesse ancora di diventare sua moglie,
dovresti accettare, Reginella.
Ella scosse la testa, negativamente, non potendo
parlare per i singhiozzi che la soffocavano.
S, dovrai farlo, perch  un'anima retta
e manterr quello che ti ha promesso. Sarai
felice con lui; ti amer seriamente, fortemente...
e anche tu lo amerai, Reginella.
Inclin la testa sul petto e chiuse gli occhi.
La fanciulla, tutta tremante, rimase per un
momento immobile, divisa tra il dolore e
l'ammirazione.
Che bella anima era quella di Germano!
Come era delicato e affettuoso!
Ed egli stava per morire, stava per lasciare
la sua fidanzata pronta a dedicarsi a lui, a
circondarlo di cure e di affetto! A quel pensiero
le lacrime spuntarono di nuovo sotto le
palpebre di Reginella, e per dissimularle a
Germano se avesse riaperto gli occhi, ella
and nella stanza vicina con l'intenzione di
preparare la bevanda fresca che il giovane
doveva prendere.
Ma la signora Douvre era gi l. Ella volse
verso la pupilla il viso un po' pallido, un
po' appassito, e rigido come nei giorni cattivi.
Non occorre che tu stia qui. Rimani con
lui, giacch non pu fare a meno di te. Eppure
non sei riuscita a guarirlo! sibil con
asprezza, fissando lo sguardo scintillante negli
occhi umidi di Reginella. Il dottore
aveva detto che gli occorreva la felicit. Tu
dunque non hai saputo dargliela, perch...
perch deve morire.
Si volt bruscamente, e Reginella ritorn
vacillante nella camera di Germano.
Con la fronte tra le mani, fece un esame di
coscienza. Davvero, non aveva fatto per Germano
tutto quello che poteva? Aveva mancato
a uno solo dei doveri contratti verso di
lui il giorno del fidanzamento? Non gli aveva
dimostrato la pi completa fiducia? No, in
verit, la signora Douvre non aveva niente
da rimproverarle. Il suo dolore di madre la
faceva parlare cos, e anche il segreto e tenace
rancore mai placato in quel cuore contro
la buona Reginella, specialmente da quando
questa era la fidanzata di Germano.
In un giorno di novembre, pieno di sole,
Germano Douvre si spense dolcemente, con
lo sguardo sul crocifisso che Reginella teneva
in mano. Le sue ultime parole furono questa
raccomandazione alla madre:
Mamma, ti affido Reginella. Voglile
bene, per amore di tuo figlio.
La signora Douvre non rispose e distolse
gli occhi dalla fanciulla inginocchiata. Non
neg neppure in quell'istante supremo; la
sua calma sconcertante si sment lievemente
solo nell' istante in cui Germano esal l'ultimo
respiro: quando le sue labbra si posarono
sulla fronte del figlio, i presenti ebbero
l'impressione che ella non potesse distaccarsene.
Si occup lei stessa di tutto, sistem le
cose con cura, suppl il marito e Carlo che
avevano perso la testa. Sembrava avesse dimenticato
del tutto la povera fidanzata che,
tutta scossa da brividi, inginocchiata presso
il letto funebre, pregava con angelico fervore.
Reginella, in lutto stretto, segu il feretro;
ricevette le condoglianze degli invitati e torn
con i Douvre alla Bordire. Ma non entr in
casa con loro: and a sedersi sotto i tigli
spogli, l dove erano ancora la seggiola e il
tavolino di Germano.
Sentiva che qualche cosa si era spezzato
dentro di lei; provava l'impressione dolorosa
di aver perso all'improvviso un appoggio.
Un appoggio!... S, Germano era stato un
vero appoggio per lei. Ella sapeva di quale
delicato affetto l'aveva circondata anche negli
ultimi momenti.
Ho pensato a te, Reginella... lo vedrai,
le aveva detto la notte della sua morte. Rimani
ancora con pazienza alla Bordire... ho
fatto qualcosa per te, affinch tu non ci rimanga
troppo a lungo.
Gli occhi di Reginella, stanchi dalle veglie
e dalle lacrime, caddero sullo zaffiro circondato
di brillanti dell'anello di fidanzamento.
Con quale allegria, con quanta dolcezza nella
voce abitualmente breve, egli le aveva detto:
Questa graziosa pietra azzurra  simile a
te, Reginella: scintilla dolcemente e incanta
per la sua stessa semplicit.
Povero Germano! Sembrava tanto felice,
quel giorno! E lei era cos contenta di notare
maggior vita nel suo sguardo, di udire
la sua voce commossa che le diceva:
Grazie, Reginella, di affidarti a me, di
darmi questa felicit.
E tutto era ormai finito! Per la seconda
volta il fidanzamento di Reginella era rotto.
Dal fondo del viale veniva avanti la signora
Douvre. Si era gi tolta il vestito guarnito
di crespo nero e aveva indossato una
veste da casa con un grembiule di percalle.
Soltanto il pallore estremo del viso e un leggero
cerchio intorno agli occhi ne rivelavano
il turbamento interiore.
Non ti sei ancora spogliata?  inutile
perdere il tempo in vani rimpianti, disse
la voce fredda che fece trasalire penosamente
la fanciulla. Non possiamo cambiare gli
eventi. Ci rimane un conforto: il lavoro.
Quello soltanto pu aiutare a dimenticare.
Abbass per un attimo le palpebre.
Al lavoro, dunque, Maria Regina!
concluse in tono fermo.
E Reginella, docile ma con il cuore stretto,
la segu verso la casa nella quale Germano le
aveva voluto dare un posto di elezione, e
nella quale ora era di nuovo la pupilla povera,
tollerata e disprezzata.
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
Tollerata e disprezzata lo era pi che mai.
Il giogo alleggeritosi un poco per merito di Germano si Appesantiva di nuovo. Inoltre, l'antipatia della signora Douvre si ravvivava al ricordo di quel fidanzamento impostole, in certo qual modo, come un tentativo di guarigione, ma subito controvoglia dalla madre, gelosa di vedere tanto amata quella bambina
da lei sordamente detestata.
Un'altra ragione la indisponeva contro la poveretta. Carlo, finito il servizio militare, stava per tornare a casa, e la signora Douvre temeva che Reginella ostacolasse con la sua presenza, i progetti che ella accarezzava per il figlio minore. Reginella le dava noia; bisognava trovare il modo di liberarsi di quell'ingombrante pupilla... e l'unico mezzo, il pi semplice, era il matrimonio.
La signora Douvre, per evitare in avvenire un conflitto con Carlo qualora gli venisse in mente di imitare il fratello, era disposta a fare un sacrificio: per esempio a lasciare alla fanciulla met del legato della signora Sauvert, che in provincia avrebbe costituito una discreta dote.
Sette o otto mesi dopo la morte di Germano ella si mise alla ricerca di un qualsiasi marito per Reginella.
Una mattina di novembre, qualche giorno prima del triste anniversario, le comunic che l'aveva chiesta un ricevitore del registro, del tutto sconosciuto alla fanciulla.
Reginella ebbe un moto di protesta. Oh, signora, no, no! Nessun matrimonio combinato, senza conoscerci, ve ne prego!
Che bambina sciocca sei! disse con impazienza la signora Douvre. Qui non vedi mai nessuno; come puoi fare a conoscere una persona?... Tra un anno sarai maggiorenne;  l'ora che tu prenda una decisione.
Reginella dichiar con voce oppressa dalla commozione: Piuttosto che prendere il primo venuto preferisco lavorare in qualsiasi posto.
 presto detto; ma tu non sai fare gran che, e io non permetter mai che tu vada a servizio. Devi dunque maritarti. Riflettici bene, e domani dammi una risposta.
Senza replicare, Reginella usc di casa e attravers il giardino per recarsi alla povera casa, di Michele al quale aveva promesso di portare, quella mattina, un libro. La comunicazione che le era stata fatta non la sorprendeva: aveva saputo dalla signora Meunier dei passi fatti dalla signora Douvre per dare marito alla pupilla. Ma ormai non era pi l'ingenua bambina di un tempo. Si sentiva pronta a resistere per scegliere liberamente uno sposo.
Ma a prezzo di quali sofferenze avrebbe conquistato quella libert?
Oh, Germano mio, non ci sei pi per sostenermi! pens dolorosamente.
Eppure egli le aveva detto: Ho pensato a te... ho fatto qualche cosa perch tu non resti alla Bordire troppo a lungo.
Un anno era ormai passato ed ella era sempre l, e sempre pi infelice.
Uscendo dalla casa di Michele decise di andare dalla, signora Meunier per raccontarle il nuovo guaio che le capitava. L'ottima amica l'avrebbe consigliata e confortata, con le buone parole che sapeva dire.
Prese una strada fiancheggiata da pioppi sfrondati, al di l della quale si stendevano magnifiche praterie. Appartenevano alla tenuta della Chiusa.
In fondo si vedeva la villa, vastissima, tutta bianca. Quel giorno, cosa insolita, le finestre erano aperte: la casa sembrava abitata.
Forse il signor Logaart l'aveva venduta?
Avvicinandosi al cancello che chiudeva il cortile davanti alla casa, Reginella vide uscire una robusta contadina che teneva per la mano una bambina dal visino troppo bianco, vestita con eleganza, ma senza buon gusto.
La fanciulla, passando, guard Reginella, e questa intravide due occhioni azzurri straordinariamente dolci, ma con un'espressione triste che la colp.
Che sia sua figlia? pens. Che sia anche lui alla Chiusa?
Dalla signora Meunier, che si occupava degli interessi di Valerio in paese, aveva saputo che egli aveva perso da poco la madre.
Che cosa avrebbe fatto, solo, con quella bambina? Forse avrebbe ripreso moglie.
Reginella trov la signora Meunier in sala da pranzo, intenta a sistemare delle tovaglie e dei tovaglioli stirati. Accolse la fanciulla con un allegro sorriso e l'abbracci affettuosamente.
Hai una brutta cera, stamattina, cara. Che c' di nuovo?
Reginella le disse della richiesta di matrimonio presentata da sua zia. Con grande sorpresa non vide nel viso della signora Meunier l'espressione compassionevole che di solito le sue confidenze provocavano.
Tutto si accomoder, bambina mia, non ti preoccupare, disse con tenerezza passandole una mano sui capelli. Bisogna far tornare un po' di rosa su questo visetto. Via, giacch sei qui, aiutami a riporre questa biancheria nell'armadio.
Reginella prese un mucchio di tovaglioli e si avvi nel corridoio dove si trovava un armadio a muro di una profondit sconosciuta fuori di provincia. Salita su una seggiola, si mise a disporre la biancheria come le indicava la signora Meunier.
Basta cos, cara bambina.
Reginella si volt per scendere, ma una porta che era quasi di fronte a lei si apr piano piano, e il signor Sorlier comparve; poi si ritrasse per lasciar passare un visitatore: Valerio Logaart.
Questi si ferm un attimo, visibilmente sorpreso scorgendo,Reginella l arrampicata. Il viso poco prima pallido della fanciulla prendeva una tinta rosea, ed ella rimase immobile, stupefatta.
Rimettendosi subito dalla sorpresa, Valerio s'inchin, mentre la signora Meunier diceva sorridendo: Desideravate vedere la signorina du Helly, caro signore, e pare che lei abbia indovinato il vostro desiderio.
Valerio si avvicin, tese la mano verso Reginella. Mi permettete di aiutarvi a scendere?
Mormorando un ringraziamento, ella pos la mano su quella che lui le porgeva, e salt a terra.
Andiamo in salotto, Reginella. Il signor Logaart ha da parlarti, disse la signora Meunier, chiudendo l'armadio.
Reginella guard Valerio; il suo viso austero era come rischiarato; quegli occhi scuri che un tempo avevano intimidito tanto la piccola fidanzata di sedici anni, esprimevano quel giorno una soddisfazione e una dolcezza insolite.
Ella entr, insieme con la signora Meunier e Valerio, nel grazioso salottino illuminato dal pallido sole autunnale. Grandi crisantemi, misti a fogliame purpureo, troneggiavano nei vasi.
Che bella stanza! esclam Valerio volgendo intorno un'occhiata ammiratrice. Si vede che qui vigila una mano femminile. Non  cos a casa mia, ormai!
Ho preso molta parte alla vostra disgrazia di questa estate, disse Reginella.
S, la mia cara mamma mi ha lasciato. Nonostante la sua salute delicata!, speravo che vivesse ancora a lungo. E ora eccomi solo, con la mia figliuola.
 forse una bambina con grandi occhi azzurri? Credo di averla vista poco fa mentre usciva dalla Chiusa.
S, era lei. Ha gli occhi uguali a quelli di sua madre.
A un tratto la sua voce era diventata dura.
Ho fatto il proposito di essere un buon padre... ma quando vedo i suoi occhi, mi domando se la loro espressione angelica non nasconda anche in lei la falsit dell'animo, l'aridit del cuore.
Una buona educazione potr correggere le tendenze naturali, se davvero queste fossero quali voi credete, il che non  sicuro, disse la signora Meunier.
Ne convengo. Tuttavia, lo confesso, questo compito mi spaventa. Un tempo avevo sognato di guidare cos, fin dalla culla, quella animuccia; ma allora credevo in me stesso. Oggi non ho pi princpi, non ho pi convinzioni. Che cosa insegnerei dunque a mia figlia?
Reginella aveva preso distrattamente un crisantemo e lo sfogliava con mano nervosa.
Gli occhi scuri di Valerio non la lasciavano un istante.
Bisognerebbe che un cuore generoso e affettuoso accettasse questa missione. Bisognerebbe, come tutti i miei amici dicono, che riprendessi moglie. Ma, per quanto ci possa parere inverosimile, questo glaciale Valerio, questo calcolatore inesorabile s'intesta in un sogno. Un giorno, in una subitanea rivelazione,
egli ha visto la sposa ideale; non quella delle sue teorie, ma la donna veramente bella nella sua fede cristiana, nell'incanto della sua candida semplicit. Da allora quella immagine non l'ha lasciato.
Il vestito nero di Reginella era cosparso di petali bianchi; le sue mani tormentavano il lungo gambo spoglio.
Quel fiore ha la virt delle margherite?
Vi ha detto i veri sentimenti di Valerio Logaart, signorina Maria Regina? egli chiese dolcemente, chinandosi un poco verso di lei.
Reginella trasal e arross ancor pi.
Valerio prosegu: Veramente, io ve li dichiarai un giorno, ignorando il vostro fidanzamento con Germano Douvre. Il colpo fu duro per me, quella volta! Per un certo tempo, quasi quasi detestai Germano. E invece, che anima bella era la sua! Leggete ve ne prego, signorina!
Le tendeva una lettera, un breve biglietto sul quale Germano aveva tracciato poche righe, con la scrittura irregolare, cos penosa a vedersi, degli ultimi tempi della sua vita.
E Reginella, con gli occhi pieni di lacrime lesse: Chiedete a Maria Regina di diventare vostra moglie. Senza saperlo ella ha conservato intatto in fondo al cuore il ricordo del suo primo fidanzato. E io, di lass, sar felice di vedere quella dolce creatura sotto la protezione dell'uomo leale che ho indovinato in voi. Rendetela felice, ve ne prego.
Oh, Germano, Germano, quanto eri buono! mormor Reginella profondamente commossa.
S, assai migliore di quanto potr essere io. Ma voi sarete indulgente, trasformerete questo cuore un po' chiuso fino a oggi. Poich accettate, non  vero? Non avete pi paura di me, come un tempo? Non sono pi il filosofo che cerca un'allieva docile, ma un uomo fino a ora accecato, che vorrebbe trovare nella sua compagna l'affetto, il consiglio, un po' di felicit familiare. E crede di avere scoperto quello che desidera. Non  cos, dite?
Ella chin la testa affermativamente e gli porse la mano. La signora Meunier, tutta contenta, esclam: Ebbene, Reginella, te lo avevo pur detto che bisognava dare un po' di rosa alle tue guance? Abbracciami, cara bambina, sono felice di vederti finalmente in porto. Povera piccina, sei stata tartassata!
Per colpa mia! disse Valerio stringendo la mano di Reginella. Ho molto da farmi perdonare, mia piccola fidanzata. Bisogner che ti renda doppiamente felice.
Potete farlo, disse sorridendo la signora Meunier. A quando la domanda ufficiale alla signora Douvre?
Valerio la guard con un certo imbarazzo. Cara signora, se osassi, vi pregherei di presentarla voi, a causa della rottura che ci fu...
Lo far volentieri. Immagino che la signora Douvre ne sar felicissima; desiderava tanto di vedere Reginella maritata. Se volete accompagnare la vostra fidanzata fino alla Bordire, signor Logaart, mi metto il cappello e vengo con voi.
Egli acconsent subito e la signora Meunier si allontan. Valerio e Reginella uscirono dalla porta a vetri, attraversarono il cortile e si fermarono al cancello.
Ecco la bambina che torna a casa, disse Valerio.
La robusta governante e la bambina stavano appunto avvicinandosi. Vedendo suo padre la piccina fece un sorriso un po' timido, un sorriso innocente.
Vieni qui, Susanna, le disse Valerio.
Ella si fece avanti, intimidita.
Alza gli occhi, piccina, e guarda questa buona signorina che accetta di diventare la tua mamma, egli soggiunse posando una mano sui capelli della bambina.
Reginella si chin e attir a s la bimba. Incontr allora i grandi occhi azzurri cos dolci, nei quali le parve di leggere una tristezza profonda che la commosse. La baci sulla fronte, con slancio.
Cara piccina, ti vorr tanto bene! Sembra un po' delicata, disse poi a Valerio.
S,  piuttosto delicata di salute. I medici raccomandano l'aria di campagna... e poich io non sono obbligato a vivere a Parigi, se a voi non dispiace potremmo vivere alla Chiusa, almeno per nove mesi dell'anno.
Ella disse sorridendo: Vi sar facile capire che Parigi spaventerebbe molto una piccola campagnola come me! La Chiusa invece sar un paradiso per la povera Reginella. E la piccola Susanna diventer robusta e colorita!
E accostatasi a Valerio gli domand in un sussurro: Vorrete bene, ora, alla vostra bella bambina?
Un lampo di commozione pass nello sguardo di Valerio incontrando i dolci occhi grigi. Afferr la mano di Reginella e la port alle labbra.
M'insegnerai tu, Reginella, disse con voce vibrante di amore. Sarai la regina del mio focolare, sarai l'amata sposa, la cara consigliera. E insieme, faremo di questa bambina una donna sincera e buona, coraggiosa come te; una vera cristiana, la vera donna ideale dell'avvenire, di sempre.
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FINE.